
Originariamente Scritto da
Guido Keller
L'OPINIONE: I COMUNISTI ITALIANI SEMBRANO OGGI AVER PERSO LA MENTALITÀ COMBATTIVA
Sinistra & Protesta(01/02/2006) -
Egregio direttore,
un tempo i comunisti erano considerati i peggiori nemici del capitalismo, sempre pronti ad attaccare ferocemente il borghese e a difendere dallo sfruttamento il lavoratore. La lotta di classe era la loro fede, Marx il loro Dio, la dittatura del proletariato l’obbiettivo da raggiungere a ogni costo. Non si cercava nessun accordo col datore di lavoro, solo si attendeva il peggioramento delle condizioni lavorative e l’abbassamento dei salari nelle fabbriche per organizzare scioperi di massa e bloccare la produzione e, di conseguenza, i profitti del capitalista. I comunisti italiani sembrano oggi aver perso questa mentalità combattiva e sono andati sempre più ad appiattirsi su posizioni moderate. Certo, hanno dovuto riconoscere la democrazia, il rispetto della proprietà e una serie di regole del vivere civile che hanno temperato la loro lotta; ma in realtà si sono adattati anche loro alla società borghese. La politica li ha ingrassati, resi docili e, quel che è peggio, bugiardi nei confronti dei cittadini bisognosi. Se è vero, come è vero, che in Fausto Bertinotti si intravede ancora qualche barlume di comunismo, i cossuttiani hanno invece venduto gli ideali e basano la loro politica su sterili attacchi al Cavaliere. È proprio questa mancanza di idee che ormai rende i comunisti simili, in tutto e per tutto, agli altri personaggi dei partiti del Centrosinistra. Qui a Messina appoggiano il ricco turbocapitalista Genovese, in Veneto e in Liguria propongono una legge che esenta l’immobiliarista speculatore dal pagamento dell’Ici, gli trova l’inquilino e gli fa incassare il canone d’affitto. E questo mentre in tutta Italia si chiede a gran voce la legge sul mutuo sociale (
www.mutuosociale.org) per affermare il diritto alla proprietà della casa. Insomma, siamo di fronte a comunisti che hanno perduto la bussola e non sanno più cosa proporre. Perfino in politica estera ci sono stati quelli che hanno mosso critiche a Fidel Castro, forse invidiosi perché, diversamente da loro, il Leader Maximo è rimasto comunista e non tanto nell’ideologia, quanto nello spirito rivoluzionario.
Vincenzo Pino
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