Oggi Scajola definisce con l'ad della società elettrica il piano contro Parigi Enel, Tremonti in missione a Bruxelles Governo al contrattacco dopo l'altolà francese: il ministro del Tesoro incontra oggi commissario alla concorrenza Kroesal


ROMA - E' il giorno della controffensiva italiana dopo l'altolà francese all'Enel nell'offerta sulla Suez. Il ministro dell'economia Giulio Tremonti, che è anche l'azionista di maggioranza dell'Enel, vola stamane a Bruxelles per una due giorni mirata a far valere le ragioni italiane: nel pomeriggio in agenda c'è un incontro con il commissario alla concorrenza Neelie Kroes mentre domani vedrà il responsabile del mercato interno, Charlie Mccreevy.
Stamattina in azione c'è anche il collega delle attività produttive, Claudio Scajola che, con l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, intende invece di fare un affondo sulla strategia della società elettrica italiana per definire le possibili contromosse.

LA CONTROMOSSA DELL'ENEL - Gli sviluppi del caso francese sembrano penalizzare la società elettrica, posta ieri in osservazione dall’agenzia di rating Standard and Poor’s (insieme a Gaz de France, sulla quale anche Moody’s ha modificato in peggio i suoi giudizi). Sempre Scajola dovrebbe convocare giovedì un meeting allargato a tutti i rappresentanti delle aziende energetiche. E nel frattempo studia il meccanismo per bloccare imprese pubbliche come la francese Edf e successivamente Suez-Gaz de France nelle centrali privatizzate dall’Enel o nelle ex municipalizzate.

LA MISSIONE A BRUXELLES - Quanto alla missione di Tremonti a Bruxelles, la posizione della Ue è stata ieri sintetizzata dal commissario del mercato interno Charlie Mccreevy: «La mossa di Parigi non è stata accolta come «particolarmente fair - ha aggiunto -. Anche se formalmente non c'è alcuna legge europea» che lo impedisca, è contro lo spirito Ue. Ma il commissario all'energia Andris Piebalgs spiega che un intervento Ue è possibile solo se la questione rientra nella sua competenza e se ci sono le basi legali per intervenire: sotto il profilo dell'energia, ha aggiunto, l'operazione «non è necessariamente» un passo indietro. «Ha senso la protezione dell'Europa dalla Cina ma non quella dell'Europa da se stessa», dice Tremonti che rimandando al mittente le polemiche dell'opposizione parla, sottolineando la propria «perplessità», del celodurismo di Romano Prodi, riferendosi alle parole del leader dell'Unione ha accusato il Governo di essere il «ventre molle dell'Europa».