Sabato 14 Gennaio 2006
IL GIORNALE DI VICENZA
La “sentenza”. Il direttivo provinciale del Carroccio ha preso la decisione non all’unanimità. Ora tocca al livello regionale
La Lega espelle la Equizi «Non rispettava le regole»
Le accuse: scorrettezze nei confronti degli assessori leghisti
di Antonio Trentin
Al momento è più fuori che dentro: il direttivo provinciale della Lega Nord ha deciso che per lei non c’è più posto sul Carroccio. Espulsa. Ma la partita politico-disciplinare non è chiusa: Franca Equizi - consigliera comunale a Vicenza dove la sezione cittadina, a maggioranza non all’unanimità, l’ha proposta per la pesante sanzione - avverte che è pronta a combattere. L’altra sera i suoi colleghi di fede vicentini l’hanno bollata come incompatibile con la squadra leghista? Bene: la contromossa sarà un ricorso per la reintegrazione dell’onore nordista. E potrebbe esserci addirittura «il ricorso alla giustizia ordinaria».
Dopo un’istruttoria interna durata mesi, i vertici provinciali della Lega hanno alla fine stangato l’iper-polemica bancaria che in consiglio comunale una volta sì e l’altra pure battaglia con il sindaco forzista Enrico Hüllweck (specie per le questioni urbanistiche), con il vicesindaco aennista Valerio Sorrentino (per i casi dell’ordine pubblico e della tolleranza-intolleranza verso gli zingari) o con il suo compagno di tessera Davide Piazza (sulle politiche per gli immigrati... o meglio anti-immigrati).
Gliel’avevano promessa: non la può passar liscia una consigliera che fa mancare il numero legale alla maggioranza, che questiona più con il centrodestra che contro il centrosinistra, che sgambetta i suoi assessori e fa patire quelli dei partiti alleati, che si distacca dal «sì» di coalizione non votando sui bilanci. Il "processo" è andato per le lunghe, ma giovedì si è chiuso: il Provinciale - come si dice nel gergo politico leghista - ha sentenziato confermando la decisione vicentina.
Per tutta ieri ci sono state solo voci e nessuna comunicazione ufficiale. Il segretario provinciale Roberto Ciambetti ha solo confermato che «sì, il direttivo si è pronunciato e ci saranno i relativi adempimenti». Ma il pronunciamento è cosa sicura: «Il prossimo definitivo giudizio sarà quello del Nazionale» - spiega Giuliano Tricarico, segretario a Vicenza-città e promotore dell’azione anti-Equizi -: «E di solito, se la sezione e la dirigenza provinciale sono d’accordo, il Nazionale conferma».
Essendo il Nazionale leghista quello che in tutti gli altri partiti è il livello regionale, toccherà ai vertici veneti - capitanati dall’euronorevole e sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo - dire l’ultima parola. Anzi la penultima, perché poi ci sono sempre i probiviri federali, come preavverte l’interessata. Potrebbe toccare a loro, in ultima istanza, decidere se la consigliera ha rispettato il recinto della normalità dialettica che permette la convivenza nel partito o se - come obietta Tricarico - «si riteneva superiore alle regole che in una struttura politica tutti devono rispettare».![]()
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