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  1. #1
    Il Patriota
    Ospite

    Predefinito Padania! su vareseonline per il "caso" max ferrari

    http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=42583

    Politica - Varese - Il post it di del Frate, gli editoriali e gli articoli di Varesenews scatenano la protesta dei duri e puri della Lega
    “Basta cadregari! Stiamo tutti con Max Ferrari”


    Radio padania, telepadania e i forum dedicati alla Lega sono subissati di messaggi di solidarietà al direttore di tele Padania. Centinaia di interventi che gridano allo scandalo e se la prendono con i vertici del partito.


    Scrive tale Der Wehrwolf, alias sul forum Padania, “ho parlato ieri a lungo con Max..non posso rivelare tutto quanto mi ha detto ma pare che sia vittima di fortissime pressioni da parte dei cadregari e dei pappagoni…non potendolo licenziare stanno attuando un vero mobbing affinchè Max lasci telepadania”.


    Un dibattito che investe direttamente anche il segretario nazionale. “Giorgetti ha dimostrato di non essere assolutamente all'altezza. Messo li in buona fede a parare il culo alla "famigghia" varesotta, ma in politica conta l'intelligenza e il coraggio e non la buonafede” e un altro militante scrive “Giorgetti ha ancora la (ultima) possibilità di tenere in mano la lega lombarda candidando leghisti VERI e fidati nelle liste in Lombardia..se non farà questo sarà spazzato via dal prossimo congresso della Lega Lombarda (non ci sarà infatti più Bossi che lo tutela e promuove) dai soliti noti e finirà nel dimenticatoio con le procure che gli salteranno addosso e se lo mangeranno vivo...GIORGETTI SVEGLIATI!!!”


    Qualcuno cerca di uscire dai personalismi, “d'accordo su Max Ferrari, ma la Lega deve tornare a fare politica sia sul territorio, sia a livello internazionale, umilmente e senza paraocchi.
    Noi, da Roma, non realizzeremo la Padania, questo dovrebbe essere chiaro, una forte accelerazione in questa direzione sarebbe rappresentata dalla conquista del massimo consenso nelle nostre Regioni, quindi la Lega invece di pensarsi come "salvatrice nazionale", deve pensarsi come MOVIMENTO DI LIBERAZIONE DEL NORD, e questo non passerà MAI da Roma e ci puoi mandare chi vuoi”.


    Quanto la Lega stia cambiando pelle lo si avverte anche dall’assenza della figura di Bossi da questi strumenti. Lo spazio dedicato alle vicende di Ferrari ha avuto centinaia di messaggi e migliaia di lettori. Quello dedicato all’operazione del senatur solo 9 messaggi e 167 visite. Sono passati due anni e ora senza mezze misure c’è chi nella Lega apre senza mezzi termini la questione della successione.


    Intanto nella sua terra natale all'interno della Lega c’è un certo malumore. La caduta delle due amministrazioni comunali governate dal Carroccio ha aperto ferite profonde.


    A Varese sarebbe in corso una battaglia per il controllo definitivo della sezione e proprio dal leader storico, oggi segretario Fabio Binelli arriva un grido di allarme forte perché il gruppo parlamentare della Lega non può essere garantito a prescindere da un dibattito interno. Il ricambio a piazza del podestà c’è già stato e la corrente etnonazionalista legata a Terra Insubre ha sferrato un attacco battendo per due volte i moderati legati a Marco Cerini e Sergio Ghiringhelli. E così ora la candidatura Maroni a Varese e quella di alcuni parlamentari uscenti non sarebbe più data per scontata. Da qui partirebbe l’appoggio forte a Max Ferrari considerato “uno dei nostri” che non ha paura a prendere di petto immigrati e “cadregari”.
    Un dibattito acceso che investe anche Varesenews reo di aver sollevato alcuni mugugni interni alla Lega. La rappresentante degli orsetti padani dopo aver telefonato in redazione ha anche aperto un altro filone di dibattito sul forum. Il suo movimento non avrebbe preso un euro dal Movimento se non grazie alle tessere e alla vendita dei gadget. Un aspetto marginale rispetto alla complessa situazione che vive il Carroccio, che per la prima volta si trova di fronte al rischio di non aver più il primato politico del dibattito per il governo del territorio.



    Giovedi 2 Febbraio 2006
    Marco Giovannelli

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  2. #2

  3. #3
    Il Patriota
    Ospite

    Predefinito Mentre Si Dice No A Ferrari Maroni Firma Il Suicidio Della Lega

    Ministero per le Pari Opportunità



    Gazzetta Ufficiale n.
    9 del 12 gennaio 2006

    Decreto del 16 dicembre 2005



    Istituzione
    dell'elenco delle associazioni ed enti legittimati ad agire in
    giudizio
    in nome, per conto o a sostegno del soggetto passivo di discriminazione
    basata su motivi razziali o etnici di cui all'articolo 5 del
    decreto
    legislativo 9 luglio 2003, n. 215.

    Il Ministro del Lavoro e delle
    Politiche Sociali

    e

    Il Ministro per le Pari Opportunità

    Vista la
    direttiva 2000/43/CE del Consiglio dell'Unione europea del 29
    giugno
    2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone
    indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica, e in
    particolare
    l'art. 7, comma 2 secondo cui gli Stati membri devono riconoscere
    alle
    associazioni, organizzazioni o altre persone giuridiche, che abbiano un
    legittimo interesse a garantire il rispetto delle disposizioni della
    suddetta Direttiva, il diritto di avviare, in via giurisdizionale o
    amministrativa, per conto o a sostegno della persona che si ritiene
    lesa e con il suo consenso, una procedura finalizzata
    all'esecuzione
    degli obblighi derivanti dalla medesima Direttiva;

    Vista la legge 1°
    marzo 2002, n. 39 recante "Disposizioni per l'adempimento di
    obblighi
    derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee -
    legge
    comunitaria 2001, ed in particolare l'art. 29;

    Visto il decreto
    legislativo 9 luglio 2003, n. 215, di attuazione della direttiva
    2000/43/CE, e in particolare l'art. 5, comma 1, che conferisce la
    legittimazione ad agire per la tutela giurisdizionale avverso gli atti
    e comportamenti discriminatori basati sul fattore razziale o etnico
    alle associazioni e agli enti inseriti in un apposito elenco approvato
    con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del
    Ministro per le pari opportunità;

    Considerato che l'art. 5, comma 2,
    del citato decreto legislativo prevede l'inserimento nel predetto
    elenco delle associazioni e degli enti iscritti nel registro di cui
    all'art. 52, comma 1, lettera a) del decreto del Presidente della
    Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, nonché delle associazioni e degli
    enti iscritti nel registro di cui all'art. 6 del medesimo decreto
    legislativo 9 luglio 2003, n. 215;

    Visto che, ai sensi dell'art. 52,
    comma 1, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 31
    agosto 1999, n. 394, presso il Ministero del lavoro e delle politiche
    sociali è da tempo operativo il registro delle associazioni e degli
    enti che svolgono attività per favorire l'integrazione sociale
    degli
    stranieri e che di tali organismi n. 235 hanno manifestato la propria
    volontà per l'inserimento nell'elenco in oggetto;

    Visto che presso la
    Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le pari
    opportunità, è stato istituito il registro di cui al su citato art. 6
    del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, riservato agli enti e
    alle associazioni che svolgono attività nel campo della lotta alle
    discriminazioni e della promozione della parità di trattamento e che
    tutti gli organismi ivi iscritti hanno manifestato la propria volontà
    per l'inserimento nell'elenco in
    questione;

    Rilevata, pertanto, la
    necessità di istituire l'elenco di cui all'art. 5, comma 1, del
    decreto
    legislativo 9 luglio 2003, n. 215 in cui far confluire le associazioni
    e gli enti iscritti in entrambi i registri di cui sopra e che hanno
    espresso una chiara volontà in tal senso, al fine unico del
    conferimento della richiamata legittimazione ad agire in giudizio,
    conservando ciascun registro l'autonomia di scopi per cui è stato
    previsto e istituito;

    Decretano:

    Art. 1.

    E' approvato l'allegato
    elenco delle associazioni e degli enti legittimati ad agire in giudizio
    in nome, per conto o a sostegno del soggetto passivo della
    discriminazione basata su motivi razziali o etnici di cui all'art.
    5,
    comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215.

    Art. 2.

    La
    Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le pari
    opportunità ed il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
    procedono all'aggiornamento dell'elenco di cui all'art. 1
    con
    periodicità annuale.

    Il presente decreto è pubblicato nella Gazzetta
    Ufficiale della Repubblica italiana.

    Roma, 16 dicembre 2005

    Il
    Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali: Maroni

    Il Ministro per
    le Pari Opportunità: Prestigiacomo

  4. #4
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    esatto mentre i veri leghisti vengono emarginati il "buon" Maroni va a firmare (speriamo non si sia sbagliato ...visiti i precedenti) una norma che servirà per "uccidere" i militanti leghisti mandati allo sbaraglio e poi abbandonati...

  5. #5
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    OT:
    Ragazzi,complimenti per aver votato ITALIANO alle elezioni di POL.

    E mi raccomando...Ein Tirol eh

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Der Wehrwolf
    esatto mentre i veri leghisti vengono emarginati il "buon" Maroni va a firmare (speriamo non si sia sbagliato ...visiti i precedenti) una norma che servirà per "uccidere" i militanti leghisti mandati allo sbaraglio e poi abbandonati...
    Se questo provvedimento servirà a distruggere la Lega, almeno metterà fine all'agonia che si protrae da sei anni.
    Dopo di che sarà possibile costruire qualcosa di nuovo sul fronte indipendentista e identitario.

  7. #7
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    Bene. Vediamo adesso che fa la nomenklatura....

  8. #8
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    [SILVIA]Basta con i cadregari! Noi stiamo con Max Ferrari![/SILVIA]

    [SILVIA]www.maxferrarinparlamento.com[/SILVIA]

  9. #9
    Il Patriota
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    pare che su il correrie della sera edizione lombarda sia uscito un articolo interessante sul "caso varese". chi può lo metta sul forum. grazie

  10. #10
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    Predefinito

    VARESE Una lista civica del centrodestra minaccia Maroni


    VARESE - Una regola (non scritta) del poker suggerisce di «picchiare forte» sul giocatore in difficoltà. Sarà anche per questa ragione che, all'interno del centrodestra varesino, con la Lega Nord alle prese con travagli interni, sta prendendo quota una candidatura alternativa forte: tutte le indiscrezioni portano al nome di Giuseppe Vimercati, manager, ex presidente del Mediocredito Lombardo, vicino a Comunione e Liberazione, già sindaco a Induno Olona a cavallo degli anni '70 e '80 con la casacca della Democrazia cristiana. Nonostante la sua netta appartenenza politica il disegno che sta prendendo forma ricalca quello che a Milano ha condotto alla candidatura di Letizia Moratti: una lista civica, con il nome di Vimercati e attorno a essa le liste dei partiti tradizionali del centrodestra. Chi ci starà, ovviamente, e nel novero è difficile immaginare la Lega Nord. In questi giorni si starebbe organizzando un comitato di sostegno alla candidatura del manager al quale aderiscono personalità delle professioni, dell'industria, in una parola della «società civile». Il diretto interessato, per il momento, non conferma e non smentisce: la richiesta, in altre parole, gli sarebbe pervenuta, ma sull'accettazione non c'è ancora un sì. Nelle schermaglie della politica, inoltre, è difficile intuire se la candidatura di Vimercati sia una sorta di «spauracchio» agitato nei confronti del Carroccio da parte degli alleati («anche noi abbiamo un aspirante di peso alla carica di sindaco di Varese») per alzare il prezzo al tavolo delle trattative. O se invece è il primo passo verso una corsa separata tra gli (ex) alleati della Casa delle Libertà.



    «Troppi narcisi nella Lega, così cadono le giunte»


    VARESE - «Il mio ufficio misura 120 metri quadrati: ci sono stucchi ottocenteschi e vetri di Murano. Da quando ci lavoro non ho spostato nulla e sapete perché? Perché so benissimo che da quel posto sono solo di passaggio, non è mio»: Marco Reguzzoni, leghista, presidente della Provincia di Varese spiega così la sua natura di «panda» politico: nella roccaforte del Carroccio è rimasto l’unica figura istituzionale saldamente al suo posto. Martedì è giunta al capolinea l’esperienza del comune di Busto Arsizio (da ieri nelle mani del commissario prefettizio Paolo Guglielman), mentre a Varese la successione al sindaco Aldo Fumagalli, costretto alle dimissioni da un’inchiesta su alcune immigrate clandestine, si sta rivelando più complicata del previsto e fonte di lotte intestine al partito. Due amministrazioni-vetrina della Lega cadono anzitempo e costringono a elezioni anticipate. La squadra del senatur , insomma, è alle prese con un paradosso: perde in casa dopo aver mietuto successi in trasferta, a Roma, dove ha incassato la riforma federale dello stato e la legge sull’immigrazione. «Nel nostro mondo - così Reguzzoni prova a contestualizzare la crisi in atto - troppe persone si innamorano del proprio ruolo, si sentono più importanti del movimento che le ha create. Gli esempi si sprecano a partire da Irene Pivetti fino ad arrivare a sindaci di realtà anche più piccole di Busto: si confrontano solo con una ristretta cerchia di collaboratori, perdono di vista la realtà; si sganciano dal partito, creano liste civiche e regolarmente vanno a sbattere contro il muro».
    QUI IL PEZZO DI INTERESSE
    Lega «imborghesita» e malata di troppo personalismo? Troppo di governo e poco di lotta? Indicativo, da questo punto di vista un caso che sta montando proprio a Varese, legato al nome di Max Ferrari, giornalista di Telepadania, uno abituato dal video a prendere posizioni molto radicali. È bastato che alcuni rumors lo indicassero come candidato alla Camera e sui forum di Internet frequentati dalla base leghista si è scatenato un coro a favore di Ferrari, un coro che sta creando qualche imbarazzo dentro il movimento.
    «Conosco Max da tanti anni e lo apprezzo - confida Fabio Binelli, segretario della sezione di Varese - e lui, nel corso di conversazioni che abbiamo avuto, ha posto un problema vero: perché chi viene da mandati istituzionali viene sempre ricandidato automaticamente, senza un vaglio da parte dei militanti? C'è a questo proposito un dato oggettivo, difficile da smentire: tra i gruppi parlamentari, il nostro è quello con il minor ricambio, con il minor numero di deputati e senatori con un solo mandato alle spalle». La sezione di Varese è da questo punto di vista un luogo - chiave: con l’ultimo congresso, di poche settimane fa, ha guadagnato potere il gruppo interno che si riconosce attorno all’associazione Terra Insubre, quella con il culto della tradizione celtica, e lo spostamento di forze rischia di riflettersi su decisioni importanti. Persino Roberto Maroni, che prima di Natale affermava perentorio «sono il candidato sindaco della Lega a Varese, al 99% correremo da soli», pochi giorni fa correggeva il tiro: «Sono a disposizione del movimento, loro decideranno cosa fare». Quasi a indicare che i giochi non sono affatto chiusi. Ma il nocciolo dell’intera questione forse è in un commento di Reguzzoni: «La realtà è che si sente moltissimo la mancanza di Bossi. Lui è sempre stato attentissimo al nostro territorio, con lui presente e attivo, certe magagne sarebbero state risolte in quattro e quattr'otto».
    Claudio Del Frate
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