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  1. #1
    I amar prestar aen
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    Predefinito Lo Stato dell'Unione 2006

    Guerra al terrorismo e Iraq, Iran e Hamas, competitività dell’economia e tasse, riforma della sanità e nuove tecnologie energetiche per porre fine alla dipendenza americana dal petrolio mediorientale. Sono queste le priorità di Washington per il 2006. Ieri George Bush ha pronunciato il suo quinto discorso sullo Stato dell’Unione, il solenne evento, ormai più teatrale che costituzionale, progettato dai padri fondatori degli Stati Uniti per consentire al presidente di fare il punto della situazione e di suggerire al Congresso le riforme necessarie per migliorare la condizione del paese.
    La giornata è cominciata nel migliore dei modi per Bush, con la conferma di Samuel Alito alla Corte suprema. L’italoamericano Alito è il secondo giudice supremo che il presidente è riuscito a nominare in quattro mesi, dopo la scelta di John Roberts come Chief Justice, sicché l’onda lunga della presidenza Bush si sentirà per generazioni grazie alla giovane età dei due nominati e all’incarico a vita dei giudici costituzionali.
    Più controverso il giudizio sullo stato attuale dell’America e del primo dei secondi quattri anni di Bush, mandato che scade a gennaio del 2009. I giornali liberal sono stati insolitamente cauti e rispettosi nei confronti del presidente e delle indiscrezioni fatte trapelare dalla Casa Bianca sul contenuto del discorso.
    Il saggio più completo sulla presidenza Bush è uscito sul Financial Times a firma di Caroline Daniel. Il giornale finanziario della City ha spiegato come gli errori del passato ormai costringano Bush a ridimensionare le sue velleità rivoluzionarie, sia all’estero sia in America. A causa dell’enorme deficit federale e della radicale divisione provocata dalla sua politica estera e di sicurezza nazionale, Bush non ha più un grande spazio di manovra sicché è costretto ad abbassare i toni, a ridurre le aspettative e a tirare a campare, come hanno sempre fatto i presidenti che entrano nell’anno che si conclude con le elezioni di metà mandato. Su altri giornali, come The New Republic, sono comparse critiche diametralmente opposte: l’agenda di Bush è finanche troppo ambiziosa e radicale. Secondo il settimanale liberal, nel discorso di ieri notte è prevalsa la linea di Bill Kristol (direttore neocon del Weekly Standard), di Karl Rove (lo stratega del presidente) e di William McGurn (il più pugnace degli speechwriter di Bush), vale a dire alzare piuttosto che abbassare i toni, concentrarsi sulla guerra al terrorismo e rincuorare il movimento conservatore.

    L’anno peggiore
    Politicamente il 2005 è stato l’anno peggiore per Bush. L’indice di gradimento è sceso a picco. I democratici sono convinti che le cause di questo crollo siano la crescente disaffezione americana sulla guerra in Iraq, gli intrighi di palazzo culminati nel Ciagate, il programma segreto di intercettazioni telefoniche, l’inefficienza mostrata nei confronti dell’uragano Katrina e il sospetto di corruzione della leadership repubblicana. I sondaggi e Karl Rove però raccontano un’altra storia: Bush è ritenuto affidabile come comandante in capo, la maggioranza degli americani è disposta a cedere una frazione della propria libertà pur di sentirsi sicura, mentre il Ciagate e gli scandali etici non hanno avuto effetto. Secondo questa ricostruzione, Bush ha perso consensi soprattutto tra i suoi, tra i repubblicani, già non particolarmente entusiasti dell’eccessiva spesa pubblica decisa dal Congresso e avallata dalla Casa Bianca.
    Tutto è cominciato con la nomina di Harriet Myers alla Corte suprema, scelta poi ritirata dalla Casa Bianca in seguito alla rumorosa rivolta di gran parte del movimento conservatore che non giudicava la consigliere legale del presidente adatta a combattere le difficili battaglie culturali dentro la Corte. La scelta di Alito ha rimesso le cose a posto. Così come è servita a far risalire la fiducia una lunga serie di discorsi sull’Iraq e sul terrorismo, tenuti a novembre.
    Gli strateghi della Casa Bianca hanno elaborato un piano volto a diffondere ottimismo nel paese, non paura o ansia come segnalano il Financial Times e i giornali liberal. L’economia va molto bene da oltre un anno e mezzo, cresce a buon ritmo e senza sosta, anche se l’ultimissimo dato è un magro più 1,1 per cento. I disoccupati sono soltanto il 5 per cento, una percentuale più bassa di quella che si registrava ai tempi del boom economico clintoniano. Bush sostiene che il merito principale di questo miracolo economico sia la sua imponente riduzione delle tasse.
    (continua dalla prima pagina) Nei palazzi di Washington nei mesi scorsi circolava voce che il più grande problema di George Bush fosse quello che l’America non ha grandi problemi, salvo il costo della benzina e delle assicurazioni sanitarie. Bush ieri ha affrontato proprio questi due temi: energia e sanità. Temi rischiosi, soprattutto il secondo. Chiunque abbia toccato il tasto della “health care”, non è sopravvissuto politicamente e Bush peraltro è ancora scottato dal fallimento della riforma della previdenza sociale annunciata nel discorso sullo Stato dell’Unione dell’anno scorso. La riforma dell’assistenza sanitaria è tabù, come può testimoniare l’ex first lady Hillary Clinton. Ma ora c’è la consapevolezza bipartisan e diffusa che il sistema a breve potrebbere non reggere più. I problemi sono due: i 46 milioni di non assicurati e l’alto costo dei servizi e delle polizze. In Europa sbrigativamente si pensa che la sanità americana sia totalmente privata e che non fornisca alcun servizio a chi non se lo può permettere. Non è così. Gli Stati Uniti spendono quasi duemila miliardi di dollari l’anno in spese sanitarie, cioè il 16 per cento del loro prodotto interno, poco meno del doppio della media dei paesi Osce. Il 60 per cento di questa spesa è pagata dal settore pubblico e comprende anche la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie, che poi consente ai paesi del resto del mondo di usufruire di farmaci e tecniche più efficienti e meno care. Gli anziani, i bambini, le donne in gravidanza e i poveri hanno cure gratuite, a spese dello stato. Il controllo dei costi sanitari potrebbe saltare per una serie di motivi, non ultimo quello che i malati non vedono i conti e non si interessano alle spese, in quanto coperte dalle assicurazioni fornite dai datori di lavoro e in parte pagate dallo stato attraverso benefici fiscali. L’idea di Bush è quella di trasferire i benefici fiscali su nuovi conti sanitari personali affidati a tutti i cittadini, i quali gestirebbero da soli e senza sprechi la propria spesa sanitaria. Il sistema è complicato e c’è chi dice che, per quanto sofisticato, non funzionerà.
    La questione energetica riguarda anche la sicurezza nazionale. Per non dipendere più dal petrolio mediorientale, fin qui Bush ha proposto di trivellare l’Alaska alla ricerca di altro petrolio nazionale. Ora l’idea è di sviluppare le tecnologie basate sui nuovi tipi di carburante già esistenti e sulle automobili ibride già in commercio.
    Nonostante le previsioni del Financial Times, Bush è stato altrettanto fermo e visionario sull’Iran. I mullah non potranno dotarsi della Bomba e, mentre la diplomazia e le sanzioni cercheranno di fermarli, gli Stati Uniti sosterranno l’impegno del popolo iraniano e dell’opposizione democratica.
    Christian Rocca

    http://www.ilfoglio.it/uploads/camillo/sotu2006.html

    ottima l'idea di sganciarsi dal petrolio, l'avrei solo proposta quei 4 anni prima.

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

  2. #2
    bluedanube
    Ospite

    Predefinito



    USA. Stato dell'Unione, Bush: fermi nella lotta al terrore e nel liberare l'America dal giogo del petrolio mediorientale
    Washington, 1 febbraio 2006

    Decine di applausi in 51 minuti di discorso sullo Stato dell'Unione hanno interrotto il presidente americano George W. Bush che ieri sera, davanti al Congresso e a milioni di americani che lo seguivano in diretta tv, ha rilanciato con forza il programma del partito repubblicano, in difficoltà all'approssimarsi delle elezioni di medio termine che, per la prima volta dopo 12 anni, potrebbe perdere la maggioranza in Parlamento.

    In crisi nei sondaggi da mesi, criticato sul fronte interno e isolato in politica estera da una guerra sempre più impopolare, Bush ha contrattaccato su tutta la linea: fermezza contro i tiranni dei paesi canaglia, pazienza in Iraq ed espansione dell'economia americana. Su questo terreno, con una svolta che ha scatenato più di una critica visti i legami familiari con l'industria petrolifera, Bush promette di liberare l'America dal giogo del petrolio mediorientale, riducendo il fabbisogno di oltre il 75% entro il 2025. E per competere sui mercati globali, scommette sull'istruzione, in particolare di matematica e scienze.

    No all'isolazionismo

    In politica estera, ha spiegato Bush "la via dell'isolazionismo è larga e invitante" come la porta dell'inferno. Se l'America smettesse di guidare il mondo, questa scelta sarebbe portatrice di pericolo e tensione. Per questo bisogna continuare a combattere contro le tirannie nel mondo, che aprono le porte ai terroristi come Osama bin Laden (citato due volte per nome nel discorso), che rappresenterebbero una minaccia ancora più grande se fossero dotate di armi nucleari.

    Iran e Palestina
    Bush ha ribadito l'appello alla cessazione del sostegno al terrorismo nei Territori palestinesi e in Libano e a rinunciare alle ambizioni nucleari. Fermezza, il presidente americano, l'ha espressa anche su Hamas: i vincitori delle elezioni palestinesi della settimana scorsa dovranno rinunciare al terrorismo, riconoscere Israele come Stato e trattare la pace.

    Applausi democratici
    Tra le standing ovation, Bush ha incassato anche un applauso di scherno dai democratici, che hanno salutato con entusiasmo il suo riferimento al piano (fallito) sulla privatizzazione delle pensioni, il pezzo forte del discorso di un anno fa. Bush ha ripetuto la richiesta di riforme che consentano di garantire il futuro economico del Paese, compresa quella sulle pensioni.

    Alito, l'ultima vittoria
    L'applauso più fragoroso dei repubblicani è giunto, invece, quando il presidente ha nominato il nuovo giudice della Corte Suprema Samuel Alito, confermato dal Senato proprio ieri e giù in toga in sala. La destra religiosa repubblicana punta su di lui, un giudice di sicuri principi conservatori, sperando di ribaltare la legge sull'aborto.

    I democratici
    La timida replica democratica al discorso di Bush, affidata al neo governatore della Virginia Tim Kaine, si riassume in una frase: "L'America può essere governata meglio di così".

    Rai News 24

  3. #3
    I amar prestar aen
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    Predefinito

    Certo che RN24 è una forza è talmente abituata a mentire su tutto che non riesce a dire tutta la verità. A proposito di difficltà di Bush nei sondaggi.

    Questo è il job approval.



    Sempre a proposito di sondaggi cosa abbiamo:

    Secondo gallup il 51% degli americani non alcuna intenzione di votare Hillary

    http://www.drudgereport.com/flash8.htm

    Per sapere di più sul discorso leggete quà dove le lenti deformanti del RN24 non arrivano.

    http://www.foxnews.com/story/0,2933,183390,00.html



    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

  4. #4
    bluedanube
    Ospite

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    Che spettacolo penoso. Che radunata di ipocriti ,compiaciuti “gatti grassi” come diceva ieri Putin riferendosi al Club dei G7+ 1 …
    Dopo ogni paragrafo (“sorrisino” e pausa “invitante” da parte del Comandante Supremo: roba da Congresso - della morta e sepolta - URSS) la “ciurma” si alzava in piedi per il standing ovation … mi sa che è tutto quello che rimane da esibire.

    Mi sono perso la prima parte del discorso (politica internazionale, una 20 di minuti) ma che divertimento vederlo e sentirlo parlare di America “drogata” dal petrolio … con lui in primo piano (lo chiamano “petroliere” …?) e Cheney in secondo (lui si rappresentante della lobby petrolifera).
    Ha promesso “Metanolo - CH30H ” per tutti gli Americani (che “fortuna”!!!) il Presidente Ecologista (ha parlato di ricerca per fonti di energia pulita – hidrogeno - emissioni di gas, …) dimenticando che soltanto 2 mesi fa (e dopo 4 anni … di “duro” lavoro) era riuscito ad approvare un Piano Energetico che più impegnato sul petrolio non ci si poteva immaginare, agevolazioni fiscali per le Compagnie petrolifere compreso. All’ultimo momento li sono saltate le trivellazioni in Alaska malgrado il ritorno, in fretta e furia, dal Medio Oriente di Cheney prima del voto in Senato.
    Ha promesso Pensioni, Medicare (U.S. Social Security) e bravi medici per TUTTI … Pensare che erano stati i Repubblicani ad affossare il programmi della Clinton!
    Ha promesso buone scuole superiori per i ragazzi (ma guarda, si vede che qualcuno di questi avrà sentito dello stato pietoso della scuola?), ha chiesto l’insegnamento della matematica e delle scienze (vista la concorrenza che c’è in giro, nominando la Cina e l’India) ma per l’AIDS ha suggerito il “lavoro” nelle chiese.
    Ed i soldi da dove gli prenderà (?!) visto che insiste per rendere permanenti le riduzioni di imposta, per il momento, temporanee della passata legislatura?

    Come Berlusconi ha suggerito l’OTTIMISMO … bastasse!?

    “We Are What We Own – Siamo quello che possediamo” … ha perso il famoso slogan per la strada?!

    Figuriamoci, Bush continuerà a spingere per la riforma della previdenza sociale. Ma non ieri sera.
    E noi ... aspettiamo i cloni italioti ed europei

  5. #5
    bluedanube
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    Citazione Originariamente Scritto da locke
    Certo che RN24 è una forza è talmente abituata a mentire su tutto che non riesce a dire tutta la verità. A proposito di difficltà di Bush nei sondaggi.

    Ho visto il discorso ed ho anche guardato un po' di commenti sulla CNN. Senza polemiche.

    Bush non dev’essere un tipo paziente. Ha fato una fatica enorme ed era evidente. Ed è anche un pessimo bugiardo. Visto che c’è ancora in ballo la storia delle intercettazioni illegali - facendo finta di niente - ha chiesto la “cooperazione di tutti i deputati” ma lasciando intendere che secondo lui e l’Amministrazione non ha ignorato la Legge. Parlando di Alito e Roberts ha mandato anche una frecciata alla Corte Suprema tanto per finire il "job".


  6. #6
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    Predefinito Buon pomeriggio, Danubio Blu ...

    Vuole il mio commento sul Pentademente Number One ?
    Il solito pagliaccio, bugiardo, frugamerd*so tale e quale
    i suoi (diminuiti) scodinzolanti cagnolini europei.
    Il capobastone dei quali è targato Bella Italia.
    Sto leggendo (credo, per la decima volta) Adolf Hitler -
    la sua battaglia: un grande politico, un grande stratega
    un grande criminale ... di Silvio Bertoldi.
    Una lettura piacevole, tonificante, istruttiva sopratutto
    per me che "a quei tempi c'ero".
    Buon proseguimento, da O B H, der Oberbefehlshaber

  7. #7
    bluedanube
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    Citazione Originariamente Scritto da O B H
    Vuole il mio commento sul Pentademente Number One ?
    Il solito pagliaccio, bugiardo, frugamerd*so tale e quale
    i suoi (diminuiti) scodinzolanti cagnolini europei.
    Il capobastone dei quali è targato Bella Italia.
    Sto leggendo (credo, per la decima volta) Adolf Hitler -
    la sua battaglia: un grande politico, un grande stratega
    un grande criminale ... di Silvio Bertoldi.
    Una lettura piacevole, tonificante, istruttiva sopratutto
    per me che "a quei tempi c'ero".
    Buon proseguimento, da O B H, der Oberbefehlshaber


    Ciao e Buon pomeriggio anche a Te!

    Mah, sembra parecchio stressato … giorni fa lo ritraevano cosi
    e sta notte ... era un straccio

  8. #8
    bluedanube
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    Predefinito



    INCOMPETENT ESTABLISHMENT

    SOTU: The White House Is Set To Repeat Its Mistakes After Katrina

    Bush said: “As we recover from a disaster, let us also work for the day when all Americans are protected by justice, equal in hope, and rich in opportunity.”

    FACT WHITE HOUSE STONEWALLING KATRINA INVESTIGATIONS: Congressional investigations into the administration’s inadequate response to Katrina have stalled because the “Bush White House is now refusing to turn over Hurricane Katrina related documents or make senior officials available for testimony.”

    Think Progress January 31, 2006


    SOTU: The Bush Administration Continues To Bungle Katrina Reconstruction

    Bush said: “A hopeful society comes to the aid of fellow citizens in times of suffering and emergency – and stays at it until they are back on their feet.”

    FACT KATRINA RECONSTRUCTION HAS BEEN SLOW AND BUNGLED: FACT — KATRINA RECONSTRUCTION HAS BEEN SLOW AND BUNGLED: “[I]n certain respects, little has changed” in New Orleans since Hurricane Katrina, according to the Wall Street Journal. Only one-fifth of the city’s original population has resettled. “The Crescent City largely has shriveled to ‘the sliver by the river,’ as residents now call the thin ribbon of neighborhoods near the Mississippi River that didn’t flood,” and “neighborhoods still are abandoned wastelands of uninhabitable homes and sidewalks piled with moldy garbage.”
    :::
    Think Progress January 31, 2006


  9. #9
    bluedanube
    Ospite

    Predefinito Exxon ha superato i profitti della Walmart


    SOCIAL AND ECONOMIC JUSTICE

    When $10 Billion Isn’t Enough

    Today, Exxon Mobil recorded the highest quarterly profit ever for a publicly traded U.S. company, raking in $10.71 billion in the fourth quarter of 2005. The previous record was $9.92 billion, set by Exxon in the third quarter of 2005.

    Apparently, that’s not enough. Exxon wants the money it had to pay as punishment for the 1989 Valdez oil spill back:

    Exxon Mobil Corp. urged a federal appeals court Friday to erase the $5 billion in damages an Alaska jury ordered the oil giant to pay for the 1989 Valdez oil spill.

    Exxon attorney Walter Dellinger told a three-judge panel of the 9th U.S. Circuit Court of Appeals that the company should be liable for no more than $25 million in punitive damages.

    If a company pulls in $10 billion in profits a quarter, a $25 million penalty won’t deter anything.

    Think Progress January 30, 2006



    Valdez spill lingers in court and on Alaska shores
    By Yereth Rosen
    Thu Jan 26, 2006

    REUTERS

  10. #10
    bluedanube
    Ospite

    Predefinito

    Iht, "profitti Record Per Exxon Mobil"

    (AGI) - Roma, 31 gen. - La maggiore compagnia energetica statunitense, Exxon Mobil, ha superato ogni record precedente annunciando ieri profitti netti trimestrali per 10, 71 miliardi di dollari. Il gruppo petrolifero ha visto aumentare i suoi utili del 27 per cento, anche grazie al forte aumento del costo del greggio. L' International Herald Tribune dedica ai clamorosi risultati dell' aziende la prima pagina, sottolineando che il guadagno rappresenta un primato nella storia americana per un gruppo quotato in Borsa. E proprio la Borsa ha reagito con entusiasmo: il titolo a Wall Street ha guadagnato il 3,5 per cento. Gli investitori plaudono il lavoro del nuovo amministratore delegato, Rex Tillerson, che ha sostituito Lee Raymond. L' ottima performance nel 2005 ha consentito lo storico sorpasso: Exxon supera WalMart in qualita' di maggiore compagnia statunitense in assoluto e - sottolinea l' International Herald Tribune - si guadagna sostanzialmente il titolo di maggiore compagnia petrolifera al mondo.
    31/01/2006
    Agi

    Oil execs refuse to testify at U.S. Senate hearing
    I funzionari di sei importanti Compagnie Petrolifere hanno rifiutato di testimoniare questa settimana ad un'udienza del Senato che indaga le fusioni dell’Industria Petrolifera negli ultimi anni e che (sembra) hanno reso la benzina alla pompa più costosa.
    Tue Jan 31, 2006
    REUTERS

 

 
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