LIBERTA' di mercoledì 1 febbraio 2006 > Piacenza

--------------------------------------------------------------------------------

Pubblico impiego, esplode la protesta
Un migliaio di lavoratori in assemblea, poi dal prefetto: ci hanno presi in giro

--------------------------------------------------------------------------------
«Siamo pronti a invadere le strade e a bloccare le ferrovie come i metalmeccanici». Cresce l'esasperazione dei dipendenti degli enti locali, 2.500 in tutto nel Piacentino, in stato di agitazione, per il mancato rinnovo del contratto nazionale scaduto da 25 mesi, unica categoria rimasta al palo, nonostante la preintesa raggiunta nel maggio 2005, dopo i risultati raggiunti da sanità e metalmeccanici. Ieri mattina si è tenuta un'assemblea dei lavoratori, in un auditorium Sant'Ilario mai così gremito. I segretari di categoria Claudio Malacalza (Fp Cgil), Fausto Rosi (Fps Cisl) ed Ermanno Rizzi (Uil Funzione pubblica), insieme con il segretario territoriale di Cisl, Sandro Busca hanno incontrato i lavoratori, per poi dirigersi in corteo improvvisato - circa mille i partecipanti - verso la prefettura, dove una delegazione, insieme con il segretario della Camera del Lavoro Gianni Copelli, è stata ricevuta dal viceprefetto Lorenzo De Luca.
«La manifestazione ha visto l'adesione dei lavoratori delle autonomie locali - ha spiegato Rosi al vice prefetto -, da 25 mesi in attesa del rinnovo del contratto. Stiamo quindi parlando ancora del biennio 2004 - 2005, quando dovremmo già affrontare il 2006 - 2007. La situazione sta diventando difficile: il contratto della nostra categoria è l'unico rimasto da rinnovare. Si sta quindi pensando di promuovere azioni clamorose, anche se preferiremmo non ricorrervi». «La straordinaria partecipazione dei lavoratori alla manifestazione - ha aggiunto Malacalza - è la dimostrazione lampante dell'esasperazione raggiunta. Il comparto dei lavoratori degli enti locali è tra i più numerosi: accanto a Comune e Provincia, conta anche gli addetti dei servizi educativi, la Camera di commercio, le Ipab, le Comunità montane, solo per citarne alcune». «La possibilità di proclamare altri scioperi (in aggiunta ai quattro nazionali già sostenuti) è inaccettabile per i lavoratori - puntualizza Rizzi - Tuttavia se non si arriva a una conclusione, inaspriremo il conflitto con ulteriori azioni sindacali, come hanno fatto i metalmeccanici». «Il mancato rinnovo del contratto dei dipendenti, così come quello dei dirigenti e dei segretari degli enti locali è un attacco alle autonomie locali - osserva Luigi Rabuffi, coordinatore Rsu della Provincia -, che rientra in un disegno politico per renderle sempre più deboli».
«Il reperimento delle risorse - tuona Busca - doveva essere attuato in un altro modo, dando priorità agli impegni assunti con il sindacato. Il governo chiede ai lavoratori di avere maggiore responsabilità, e poi non rispetta gli impegni, stornando le risorse su bonus per i bebè e alle "leggi mancia" ai collegi parlamentari, di cui hanno beneficiato 13, 14 Comuni piacentini di centrodestra». «Qui la controparte ha fatto strazio di promesse e di accordi - ha rimarcato Copelli - con grave noncuranza nei confronti dei lavoratori di questo settore, che rivendicano un giusto diritto».
Paola Pinotti



da www.liberta.it