E adesso l'Ulivo ha imparato l'arabo
di ARMANDO PLEBE
Con tutto il candore Repubblica di ieri comunica la notizia che il centrosinistra ha deciso di candidare alle elezioni politiche anche una dozzina di islamici. Come se si trattasse di una concessione marginale, ad esempio di concedere agli islamici residenti in Italia alcuni contributi sanitari. Ma scherziamo? Chi si insedia a Montecitorio non va ad occupare uno fra i molti posti disponibili in Italia, ma va a contribuire alla gestione della politica interna ed estera. Se qualcuno pensasse ancora che si tratti solo di un bel gesto per affratellare i popoli, verrebbe subito smentito dalla dichiarazione di alcuni tra gli interessati: Le questioni religiose e del culto sono fondamentali per gestire tutto il resto, dal terrorismo alla politica estera». Non c'è da farsi illusioni: è a Montecitorio che si decide l'atteggiamento della nostra nazione sulle questioni oggi più scottanti, prima fra tutte quella del terrorismo. E se fra coloro che devono decidere si insediano degli amici dei terroristi, ciò equivale a nutrirsi la serpe in seno. Del resto, basta guardare chi sono i personaggi che avanzano una tale aspirazione. In quota Pdci c'è Hamza Roberto Piccardo, segretario della controversa Unione delle comunità islamiche italiane. Rifondazione comunista, poi, punterebbe addirittura a candidare Alì Rashid, segretario della delegazione palestinese in Italia. Si può immaginare quale sarà la sua posizione in parlamento quando si tratterà su come rapportarci con Hamas. Già al momento l'Italia figura tra i generosi finanziatori degli arabi nella loro lotta contro Israele. E se al momento la prosecuzione del finanziamento sembra condizionata a una minor virulenza di Hamas, è facile prevedere che tale condizione sarà agevolmente raggirata. Del resto quali siano gli atteggiamenti politici dei musulmani che attualmente si trovano fra i notabili, è facile giudicarlo leggendo gli articoli su Repubblica di uno di coloro che sembra essere candidato a Montecitorio, il politologo Khaled Fouad Allam. La faziosità dei suoi articoli è pari ai più accesi esponenti di Rifondazione. Di fronte al pericolo di un'occupazione islamica di Montecitorio, sia pur fortunatamente limitata a non molti seggi, è sconcertante constatare come l'unico politico italiano che si sia dichiarato sin dal principio favorevole a questa operazione sia stato quell'Antonio Di Pietro, che si fregia di essere segretario di un partito intitolato Italia dei valori. A questo punto dovrebbe correggere il titolo del suo partito denominandolo Italia dei valori esteri, che in questo caso sono addirittura i valori degli amici dei terroristi. Quando l'antica Roma, a causa di un'incauta gestione dei suoi poteri si trovò ad essere sconfitta, uno dei suoi nemici, Brenno, esclamò: Guai ai vinti! Se un domani una politica fallimentare dovesse mai condurre l'Italia a un'analoga sconfitta, ricordando l'invasione parlamentare degli islamici, un nuovo Brenno potrebbe esclamare: Guai agli stolti!
http://libero-news.dnsalias.com/libe...n=02%2F02%2F06



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