
Originariamente Scritto da
Roberto Buffagn
Ho letto il thread sul Movimento Zero e Massimo Fini, che brilla per l'assenza di ogni commento sui medesimi, e leggendo gli scambi di opinioni fra il nazista e il comunista mi sono cadute le braccia.
Suggerisco quanto segue, scusandomi in anticipo per la predica: so che è maleducato, ma che ci volete fare? Non ho potuto resistere.
1) Se si vuole discutere del nazismo e del comunismo, che furono cose serie (sottolineo il verbo al passato remoto) lo si faccia pure, ma se possibile dopo aver studiato qualche anno in più, e senza la bava ideologica alla bocca.
2) Se ci si vuole opporre al globalismo, al mondialismo, all'americanizzazione, etc., che sono cose serie (e sottolineo il verbo al presente) si tengano almeno presenti alcuni fatti della vita, i seguenti:
a) chi si dichiara comunista o nazista ha la stessa probabilità di farsi ascoltare di chi si dichiari matto, criminale o scemo. Personalmente non condivido questo giudizio, perchè non ritengo che il semplice trascorrere degli anni garantisca la superiorità morale o filosofica a nessuno, ma fatto sta che la quasi totalità degli italiani la pensano così.
b) un conto è la revisione storica e filosofica di nazismo e comunismo, per la quale rimando ai criteri al punto 1), e un conto è la propaganda identitaria nazista o comunista, per la quale invece rimando al punto 2a.
c) l'Italia essendo e per davvero un Paese privo di indipendenza politica e culturale, se uno desidera non dico por rimedio alla situazione ("vaste programme", diceva il Gen. de Gaulle), ma almeno cominciare a diffondere la coscienza di questo spiacevole fatto fra gli italiani (senza coscienza della propria servitù, non c'è possibile riscatto: come era noto a Etienne de La Boétie, vissuto brevemente nel 1500, la servitù è anche sempre servitù volontaria), bene, egli dovrà cercare di rivolgersi agli italiani quali essi sono realmente, e non quali egli se li fantastica nel chiuso del suo studiolo o del suo computer.
3) Quanto al Movimento Zero di M. Fini. Fini mi sta simpatico, perchè non è un ipocrita nè un vigliacco. Però, da un canto se l'è presa con faccende più grosse di lui (filosofia, storia mondiale, non esageriamo: sei un giornalista, Massimo) dall'altro ritengo che un qualsiasi movimento che si incentri su un obiettivo di decrescita stia cercando il suicidio assistito.
Tu parla di decrescita al popolo italiano realmente esistente - quello che ha sempre meno soldi, che vede i posti di lavoro e i capitali veleggiare verso l'estero, etc. - e poi mi dici che cosa ti risponde. Chi aderisce a questo genere di iniziativa saranno o persone ideologicamente motivate, dall'esperantista all'ultrà verde, o gente che lavora nel settore pubblico e non si chiede mai da dove esce il suo stipendio fisso.
Cordialmente, RB