NON SI DEVE RINUNCIARE... SI DEVE COMBATTERE!!!!![]()
- Romano Prodi sta seriamente prendendo in considerazione l’ipotesi di non partecipare ai faccia a faccia televisivi con Silvio Berlusconi. «Nessuna decisione è ancora stata presa, il giudizio è sospeso, ma ci sono molte cose che non vanno. Sì, tutto è possibile, anche l’eventualità di rinunciare...» sono i pensieri che filtrano dalla cerchia dei più stretti collaboratori del leader dell’Unione. Lo stesso Professore, in un incontro avuto ieri con la stampa al Parlamento europeo, a Bruxelles, non ha nascosto la propria delusione, pur evitando di scoprire le sue carte: «Studierò la materia, farò approfondimenti, certo che così non va però...».
Ed è un «però» grande come una casa. Le regole sui dibattiti televisivi varati l’altro ieri dalla commissione di Vigilanza hanno infatti lasciato di stucco il capo del centrosinistra. Una delusione che Prodi ha così riassunto: «Già la dice lunga il fatto che le decisioni sul metodo siano state prese a maggioranza. L’opposizione ha votato contro. Insomma, è stata un’imposizione». Ma anche sul merito si appunta la contrarietà del leader dell’Unione. «Se ho ben capito - ha affermato con fare sornione il Professore - il confronto tra me e Berlusconi si dovrebbe risolvere con due faccia a faccia e... un discorso allo specchio». Riferimento, quest’ultimo, alla possibilità concessa al premier di avere, in aggiunta al duello con Prodi, anche la vetrina di una conferenza stampa finale.
E’ proprio questo uno dei punti che il leader dell’Unione e il suo staff non riescono assolutamente ad accettare. «E’ sinceramente assurdo che al premier, che già sta facendo il pieno di esposizione mediatica in questi giorni, venga anche concessa un’opportunità in più» è la tesi che circola negli ambienti prodiani.
Prodi, per il momento, non sembra voler forzare la situazione. Anche ieri ha ribadito di «non voler entrare in polemica diretta con Berlusconi», di essere interessato unicamente «a parlare di cose concrete e problemi della gente». In cuor suo, il leader dell’Unione ritiene vi siano ancora i margini per avviare con la maggioranza una trattativa che possa in parte portare ad una revisione delle regole sui dibattiti televisivi. Nel caso però il centrodestra alzasse barricate, Prodi non esclude di passare alle maniere forti. «D’altra parte - ricordavano ieri alcuni collaboratori del Professore - non è stato proprio Berlusconi, nel 2001, a rifiutare qualsiasi confronto con Rutelli? Allora il Cavaliere si sentiva forte, era convinto di non avere alcun bisogno della tv, anzi, temeva di dare un vantaggio al suo avversario... Beh, ora le cose sono decisamente cambiate e lo stesso ragionamento potremmo farlo noi...».
Partita aperta. Dagli sbocchi imprevedibili. A ridare il sorriso al capo dell’Unione ha invece contribuito un sondaggio del «Sole 24 Ore», che, sulla base di un consistente campione di lavoratori dipendenti, attribuisce al centrosinistra un vantaggio di 12 punti sulla Casa delle Libertà. «Sono dati - ha detto Prodi - che ho accolto con grande soddisfazione. Se tra i lavoratori dipendenti c’è uno scarto a nostro vantaggio di queste dimensioni, mentre nel 2001 noi e il centrodestra eravamo alla pari, vuol dire che c’è stato un notevole cambiamento».
Resta comunque un clima di sfiducia attorno alla politica. Prodi ne è consapevole: «L’unica maniera per reagire è avviare una stagione di riforme forti, radicali. Farò di tutto per cambiare la psicologia degli italiani. E penso di poterci riuscire. A differenza di altri, ho le mani libere».
Francesco Alberti




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