Salve a tutti ! Sono stato un lettore silente fino ad oggi, ma l'argomento dei sondaggi mi affascina e vorrei condividere con voi alcune delle mie analisi e vedere cosa ne pensate. Non considero le regionali o le europee sufficientemente valide perche' inficiate da fattori locali e/o apparizioni di partiti di disturbo (vedi bonino nel '99). Inoltre, le politiche sono sempre un'altra "ciuccia", come direbbe il mio ex-professore di storia e filosofia.
Ho dato un'occhiata ai risultati delle elezioni politiche del 96 e 2001 e la parcentuale degli aventi diritto andata alle urne e' oscillata intorno all'81-82%. Ora, di questi voti, il 7-8% e' risultato non-valido. Da qui scendiamo ad un percentuali di voti validi intorno al 73-75%, il che, trasformato in un sondaggio diventa un 25-27% di indecisi. In parole povere, la quantita' di indecisi che esce fuori oggi da un qualsiasi sondaggio credibile.
Detto questo, c'e' qualcosa che mi sfugge. Analizzando anche le tabelle degli aventi diritto per fasce regionali, si nota questo (dati ufficiali 2001):
Percentuale Votanti Voti non validi Voti Validi
NORD 85.5 5.7 79.8
CENTRO 83.8 5.4 78.4
SUD 76.3 11.4 64.9
ISOLE 72.8 10.1 61.7
Ora mi chiedo: un sondaggio realizzato oggi come distribuisce gli astenuti ? Mi spiego meglio. Se gli astenuti "ipotetici" sono distribuiti nel sondaggio in modo uniforme in tutta Italia, potrebbe significare che l'astenuto di "oggi" del nord, alla fine decide e va a votare per uno schieramento, mentre quello meridionale non va a votare. Oppure,potrebbe anche accadere che il meridionale non astenuto ma che ha in mente uno schieramento, decide di non andare a votare per motivi vari. Essendo io uno del sud non me ne stupirei :P
Un'analisi sul flusso degli astenuti non sarebbe poi male da fare, visto che se le distanze sono solo sui 4-5 punti, ci potrebbero essere degli effetti significativi. L'errore statistico su un campione stratificato di 1000 persone e' del 2.5%, il che significa che nella migliore delle ipotesi per il cdx e peggiore per il csx (dovuta per esempio ad una migliore campagna elettorale del cdx), il gap si potrebbe annullare senza contare l'apporto degli astenuti, che a quel punto diventerebbero decisivi. Parlo a braccio. E' ovvio che potrebbe anche accadere l'opposto con una distanza di 10% tra i due schieramenti a favore del csx.
E' importante pero' sottolineare il seguente fattore "psicologico", che non viene tenuto in conto in un sondaggio, ma che entra in gioco pochi giorni prima delle elezioni (qualsiasi elezione e in qualsiasi parte del mondo): la paura di cambiare. Questo effetto aggiunge un altro errore nei sondaggi che tende a sfavorire la maggioranza in carica. Mi spiego: quando ti arriva una telefonata da un centro di ricerca (mi e' capitato diverse volte), si ha la tendenza a rispondere istintivamente, percio' e' piu' facile dare un voto contro il governo in carica (che e' responsabile ed oggetto di critiche), anche se alla fine non si e' deciso per davvero. Il giorno delle elezioni, si fa un processo "attivo", nel senso che siamo a noi ad offrire un servizio allo stato, recandoci alle urne. Questi porta a responsabilizzarci e a pensare realmente a chi votare. Io, anche parlando con gente di tutti giorni, so che la percentuale di astenuti "reali" e' piu' alta di quella che esce nei sondaggi e molta gente che adesso e' convinta di cambiare schieramento alla fine non lo fa.
Esempi pratici ne sono le ultime elezioni in Germania, con Schroder nettamente battuto di 15-20 punti nei sondaggi e ha recuperato punti, semplicemente perche' la Merkel non era convincente sul programma che avrebbe proposto. Anche Blair ha vinto piu' nettamente di quanto dicevano i sondaggi. In Spagna, il governo uscente ha perso le elezioni per gli attentati di Madrid, altrimenti sarebbe stato riconfermato.
In Olanda (vivo ad Amsterdam, ma voto italiano), dove prima delle elezioni del 2003 c'era una grande coalizione "purple" con insieme CDU e il partito socialista. I sondaggi davano in vantaggio nettamente il CDU. Giorni prima, pero' il vantaggio e' diminuito drasticamente, fino quasi ad azzerarsi il giorno delle elezioni.
Anche in Portogallo l'anno scorso ci furono le elezioni politiche per il disastro del cdx al governo dopo che Barroso lascio' il governo. I risultati videro il csx vincere largamente, pero' quest'anno , a meno di un anno, il cdx ha vinto ampiamente le presidenziali.
E molto importante e' anche il caso italiano del 2001, in cui i sondaggi davano il cdx molto avanti e poi poche settimane prima il gap si e' ridotto drasticamente. Ricordo che la barriera del 50% (nel proporzionale) era data per scontata. Aggiungerei anche che nel '96 vinse Prodi, ma il governo tecnico uscente era guidato sostanzialmente dal centro-sinistra con la lega in appoggio. I sondaggi davano leggermente sfavorito il csx, che ribalto' il risultato nelle ultime settimane.
Ad occhio, ma mi potrei sbagliare, non ricordo di un governo in carica che abbia subito una batosta pesante in un'elezione "politica" e non regionale-amministrativa-europea.
In conclusione, vorrei dire che il vantaggio accumulato finora dal csx non puo' far dormire notti tranquille e il cdx ha serie possibilta' di riconfermarsi, in almeno in una delle due Camere. Personalmente, preferirei un pareggio con il senato da una parte e la camera dall'altra. Fosse la volta buona che sti politici imparino a rispettarsi e a lavorare insieme.
Un saluto dalla freddissima Olanda.




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