RIPORTO QUEST'ARTICOLO DAL SITO DI FORZA NUOVA PIEMONTE:



Chissà perchè, periodicamente, Forza Nuova si trova coinvolta in quelle che gli esperti chiamano “bufere mediatiche”. In altre parole, il nostro Movimento si vede implicato in situazioni negative che ne danneggiano l’immagine a agli occhi dell’uomo della strada .

Poi, a pensarci meglio, si scopre che la maggior parte di questi esecrabili episodi avvengono sempre in concomitanza di appuntamenti elettorali. Guarda caso, l’uomo della strada cui si rivolgono i messaggi mediatici è anche un elettore.

Chi non ricorda la bomba al Manifesto, le svastiche incise sulla pelle del professore di Verona o della studentessa di Torino (che, alla fine, si erano inventato tutto)? Si potrebbe fare una piccola antologia degli “orrori” attribuiti a Forza Nuova o ad ambienti ad essa “vicini” (come sostiene il ministro pisanu). Ma che significa “vicini”? Si pensi a quel che è successo quando qualcuno ha sostenuto che Consorte & C. sono “vicini” a Fassino (o che Fassino è “vicino” a Consorte & C.). Indignazione, smentite, querele, denunce, dibattiti e fumisterie varie...

Quasi come se qualcuno volesse che gli italiani, adeguatamente stimolati come il cagnolino di Pavlov, provino avversione per il Movimento. Eppure, chi vuole partecipare alle elezioni dovrebbe fare esattamente il contrario, e sforzarsi di dare ai potenziali elettori la miglior immagine possibile di sè. No. Quelli di Forza Nuova sono così imbecilli da aspettare le elezioni per combinarne di cotte e di crude. Solo chi ha rinunciato al proprio senso critico (ne basterebbe un pizzico) può reagire al comando di TV, giornali o politicanti vari. Come le bestie del circo che, a un gesto del domatore, ballano pateticamente sulla pista.

Venendo agli striscioni allo stadio di Roma, occorre proseguire nell’analisi, indipendentemente da chi li ha esposti. Da quel che dicono i media scandalizzati, l’esposizione è durata si e no un quarto d’ora in tutto. Se un fatto del genere è sufficiente a mettere in crisi l’assetto “democratico” dell’Italia, siamo ben messi. Nessuno scandalo invece se in parlamento siedono decine di persone condannate con sentenza passata in giudicato. Se in Italia scorrazzano bande di predoni che assaltano le case e ne torturano i proprietari. Se esistono mercati di schiavi, di minorenni, di organi... Se le Ferrovie dello Stato sequestrano migliaia di viaggiatori su convogli fatiscenti e sgangherati. Se un magnate del frumento semina nel paese tonnellate di prodotto inquinato... Se centinaia di potenziali terroristi passeggiano liberamente per le nostre strade, magari vendendo accendini... Se migliaia di giovani finiscono inebetiti da valanghe di droga che inondano il Paese (tanto, anche il ministro degli esteri...).

Gli esempi potrebbero proseguire per pagine. Eppure sono gli striscioni di Roma che spaventano il ministro. E così, ogni domenica, migliaia di poliziotti e carabinieri sono mobilitati negli stadi. Forse è per questo che nei quartieri degradati delle città, non c’è neanche l’ombra di una divisa? E gli striscioni inneggianti alle foibe o altre amenità del genere? Che fine hanno fatto? Ragazzate, come le devastazioni operate da squatters ed anarchici. Tanto i danni li pagano gli enti locali. Cioè noi. Ci sarebbe da ridere, se il gioco non fosse pesante. Occorre denunciare con fermezza questi espedienti da repubblica delle banane, operati da politicanti e pennivendoli. Aprire gli occhi al popolo, evitando che venga distratto dalle malefatte che vengono perpetrate ai suoi danni, attirando la sua attenzione su striscioni e bandiere.
(www.fnpiemonte.org):