83 su 92 comuni della provincia di Napoli sotto inchiesta per camorra. Tutti DS.


83 su 92 comuni della provincia di Napoli sotto inchiesta per camorra. Tutti DS.


Ottimo, spero che chi ha commesso reati paghi.Originariamente Scritto da Eridano
There is no calamity greater than lavish desires.
There is no greater guilt than discontentment.
And there is no disaster greater than greed.
Lao-Tzu


Apposta Berluskoni gli ha fatto vincere le elezioni locali![]()
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


maledette toghe azzurre!
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


anch'io ,ma deve essere la magistratura a dimostrarlo,perchè fino a prova contraria lo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni è atto governativo.Originariamente Scritto da Skepto
Tu ti fidi del governo Berlusconi?


non stiamo parlando di indagini della magistratura,ma ,nella maggior parte dei casi,del Governo
poi dicono che nella cdl ci sono i mafiosi.![]()
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http://www.lavocedellacampania.it/de...chiesta1&id=20
SI ALZA IL SIPARIO SUI GIOCHI DI POTERE AL COMUNE DI NAPOLI
Febbraio 2004
MA TUTTO QUESTO ROSA NON LO SA Dai permessi clonati alla partita fantasma, fino alle mazzette sulle divise dei vigili e al bubbone degli stipendi gonfiati. Sono ben quattro le inchieste della magistratura che vedono al centro i vertici dell'assessorato alla Mobilità. Mentre nelle alte sfere dei vigili urbani vanno avanti affari, lotte intestine e decapitazioni in caso di dissenso. Ecco per la prima volta la storia vera di quel che sta accadendo. RITA PENNAROLA Non solo contravvenzioni. Quali lotte intestine di potere si nascondono dietro l'apparente impassibilità del casco bianco che ci ferma all'angolo della strada? Quante angosce per un futuro professionale appeso al filo dell'arbitrio politico, dal momento che non esiste un regolamento scritto su promozioni, spostamenti, rimozioni, pur tante volte richiesto? A voler guardare dentro il mare delle recenti polemiche che stanno "terremotando" la polizia municipale sotto il sole di Napoli, si scopre un autentico verminaio. Che la dice lunga, ancora una volta, sul sistema di potere tuttora al governo della città. E che, tanto per cominciare, porta il nome di una forte sigla sindacale. Sì, con Snavu si vola. E si può contare su un bacino potenziale di voti da tre - quattromila preferenze, considerando il numero dei vigili urbani in servizio a Napoli (la categoria rappresentata da questa sigla sindacale, che fa la parte del leone) e il consistente indotto delle loro famiglie. Fondato proprio nel capoluogo partenopeo a metà anni ottanta, Snavu si propone come una sigla nazionale, ma presenta vertici dirigenziali ed operativi tuttora fortemente radicati nel capoluogo partenopeo. A cominciare dal segretario nazionale Achille Zavolta e dai suoi vice Franco Della Corte, Nicola Papallo e Vincenzo Gallo, tutti di origini napoletane. Logico dunque che nel capoluogo quello straordinario bacino di consensi non potesse restare "inutilizzato". Anche perché attiene ai comparti strategici di mobilità e sicurezza, attraverso i quali é possibile realizzare un vero e proprio controllo della città e di molti suoi amministratori. Tanto per dirne una, attraverso il personale addetto alle scorte. Lider maximo della categoria é da quasi dieci anni Salvatore Guerriero, di professione vigile urbano in aspettativa: é stato infatti eletto al consiglio comunale di Napoli nel 2001 con la maglia dei Ds. Un uomo della maggioranza, dunque, ma anche della provvidenza per decine di fedelissimi colleghi, tutti oggi presenti nei ranghi dirigenziali della categoria. "Un personaggio potente, Guerriero - sibilano gli avversari - un punto di riferimento indifferibile anche per lo stesso assessore alla Mobilità Luca Esposito, cui garantisce la piena fedeltà del Corpo, anche attraverso alcuni Guerriero-boys, superattivi nella segreteria di Esposito a Palazzo San Giacomo". Uno "strapotere" che - stando agli antagonisti politici - sarebbe nelle ultime ore alla base dell'ennesima polemica, scoppiata intorno all'affitto di un appartamento del Comune. Una brutta vicenda, in cui rimbalza il nome dell'attuale numero uno del Corpo, il colonnello Carlo Schettini, che regge l'interim dopo la storica uscita di scena di Giosué Candita. Assegnato per lungo tempo a Gennaro Schettini, fratello dell'attuale comandante, l'alloggio risulterebbe ora abitato dai Guerriero, dopo la coabitazione tra le due famiglie che, secondo le accuse lanciate dal gruppo consiliare di AN, sarebbe servita a legittimare il passaggio. "Ad aggravare la situazione - mugugnano alcuni dissidenti dello Snavu - e ad avvalorare queste ipotesi, resta il fatto che al controllo sui destinatari degli appartamenti comunali é preposta una squadra apposita dei Vigili. Che, guarda caso, a Napoli é comandata proprio da un fedelissimo di Guerriero, Agostino Anselmi, responsabile dell'Ufficio Casa nonché segretario cittadino dello Snavu". TANTA VOGLIA DI SAN GIACOMO Comincia al tempo in cui assessore alla Mobilità é Massimo Paolucci l'aspirazione del vigile Salvatore Guerriero ad entrare in Palazzo San Giacomo, prima o poi, dalla porta principale. All'assessore poteva garantire il pieno controllo - attraverso lo Snavu, di cui era il massimo rappresentante - dell'intero Corpo. Il che, in una città dalle mille turbolenze, come Napoli, costituisce per ogni assessore al ramo un autentico tesoro. Arrivano le elezioni 2001. Paolucci, per anni enfant prodige di Antonio Bassolino, prova a spiccare il volo. Spera in una candidatura alle Politiche che tarda ad arrivare. Deluso, esce temporaneamente di scena (al suo posto, nella nuova giunta guidata da Rosa Russo Jervolino, andrà a sedere Luca Esposito), ma non viene disperso quel patrimonio di consensi accumulato in tanti anni di onorato servizio all'assessorato. A Palazzo San Giacomo viene eletto Guerriero, sodale di tante battaglie condotte insieme a Paolucci per bonificare la giungla del traffico partenopeo e strappare qualche punto ai tristi primati nazionali del capoluogo sul fronte di inquinamento e mobilità. Con la tenacia che lo contraddistingue, Guerriero riesce ad accumulare una serie di prestigiose cariche. Siede ad esempio in tre diverse commissioni: quelle alla Mobilità, al Decentramento e alla Manutenzione e sicurezza urbana. Ma, soprattutto, diventa subito alter ego del successore di Paolucci (il quale intanto, dopo la "ricucitura" con Bassolino, era passato alla Regione con il lucroso incarico di vicecommissario all'emergenza rifiuti), Luca Esposito, al punto che nello stesso Snavu sono in tanti a definire Guerriero "l'assessore-ombra". Ma su quali basi reali poggia l'escalation dell'ex vigile urbano di Pianura, su cui oggi punta l'indice un'intera, agguerrita fetta della categoria, circa il 50 per cento dei ben 2.348 colleghi in servizio a Napoli? USI OBBEDIR TACENDO Intanto - raccontano a Palazzo San Giacomo - sulle squadrette speciali messe su al tempo del sodalizio Paolucci-Guerriero e tuttora considerate dalla categoria come oasi di assoluto privilegio, oltre che dispendiosi "cloni" col compito di effettuare servizi già ampiamente previsti dalle funzioni istituzionali del Corpo partenopeo. "Con un cumulo di straordinari ad libitum ed emolumenti decisamente superiori a quelli del vigile urbano ordinario - ringhia un casco bianco - i "fortunati" reclutati nelle squadrette risultano nella maggior parte dei casi sganciati dalle direttive del comando centrale. Rispondono agli ordini di un coordinatore che, guarda caso, in ciascuna delle cinque sedi professa sentimenti di provata amicizia per Guerriero". Ma andiamo a scoprirle, una per una, le cinque task forces alla napoletana: uomini mai finora balzati agli onori delle cronache, probabilmente perché intenti ad eseguire l'antico precetto militare dell' "usi obbedir tacendo". Cominciamo dal NIS, Nucleo Investigativo Speciale: circa trenta persone coordinate da Michele Esposito, dedite alla repressione dei parcheggiatori abusivi. Per farlo, hanno in dotazione alla sede di via Cupa del Principe, zona Poggioreale, auto, telefonini ed altre apparecchiature. In più, motivi connessi alla "sicurezza" li esonerano dall'obblogo della divisa. "Anche a loro - carica un collega costretto a restare ogni giorno immerso nello smog del traffico cittadino - come agli altri membri delle squadre, viene attribuito un compenso aggiuntivo, pari a circa sei - settecentomila vecchie lire al mese: un bel premio di produttività". Passiamo al Nucleo di Mobilità Turistica, un'altra ventina di addetti per svolgere il compito di controllare taxi e conducenti abusivi di vetture pubbliche. Vale a dire una mansione istituzionalmente assegnata a qualsiasi vigile urbano. Alla testa del NMT troviamo Achille Molinari, anche lui aderente allo Snavu ed anche lui di stretta osservanza Guerriero. Ha sede a Fuorigrotta, nella popolosa via Leopardi, la terza squadretta speciale, NPA che sta per Nucleo Polizia Amministrativa e vede alla guida Ciro Colimoro. "Cosa fanno? Quello che per legge deve fare ogni vigile urbano: controllano i venditori ambulanti sprovvisti di licenza", é il solito leit motiv della protesta. Ma siccome Napoli ha un cuore grande così e non abbandona le sue creature, i suoi piezz 'e core, ecco avanzare il Nucleo Minori capitanato da Giovanni Galiani. Circa 20 persone, una belle sede in via Paolo della Valle, il Nucleo - prima dell'era Guerriero - era affidato alle cure di Maria Papa, ex segretaria particolare di Candita. E a proposito di doppioni, arriva l'Ufficio Targhe Clonate, altri 20 vigili urbani dislocati nel quartiere Ponticelli e coordinati da Ciro Garella, una provata fede in Guerriero e qualche nonno in comune col consigliere comunale Ds Franco Eletto. Un'autentica beffa, per l'esistenza di questo reparto, l'indagine aperta dalla magistratura partenopea poco tempo fa sui permessi di circolazione clonati. Coordinata dal pm Alfonso D'Avino e dalle Fiamme Gialle, l'inchiesta prende le mosse da un controllo occasionalmente eseguito per le strade di Napoli dall'allora responsabile dell'Ufficio Targhe Clonate Antonio De Felice. Sospreso a circolare in un'area riservata, l'automobilista esibisce un permesso irregolare. Una patacca, realizzata appunto clonando il documento originale rilasciato dal Comune. Interrogato, l'automobilista confessa di aver pagato per ottenerlo e la sua testimonianza porta alla luce un autentico giro di permessi contraffatti, duplicati grazie alla benevolenza di qualche esponente del consiglio comunale. Risultato: dopo il ritrovamento nelle stanze dell'assessorato di oltre tremila permessi falsi, le indagini sembrano ora riguardare anche lo stesso Salvatore Guerriero. Quanto a De Felice, che aveva condotto i primi accertalmenti e testimoniato nel dicembre scorso davanti al pm, si registra il suo subitaneo trasferimento e la sua immediata sostituzione, alla guida dell'Ufficio Targhe Clonate, con l'attuale responsabile Garella. "Per la sua prontezza - ricordano gli amici - De Felice lo chiamavamo affettuosamente Rambo. Sempre rigoroso e preciso nel suo compito. Ora, dopo l'episodio dei permessi clonati e la rimozione, é in malattia. Non riesce a riprendersi. Qualcuno dice che non tornerà più in servizio". LA PARTITA FANTASMA Non é una squadretta speciale, ma rappresenta comunque un'ambita nicchia di potere per i caschi napoletani. Si tratta del Gruppo Sportivo, una sorta di Cral aziendale che gestisce il campo di calcetto in via Quagliariello, nella zona ospedaliera, un lido balneare a Licola ed il bar del comando generale di via De Giaxa. E' qui, nelle fila del Gruppo, che diventa incandescente lo scontro fra le due opposte anime delle divise partenopee: da un lato, lo Snavu targato Guerriero. Dal versante opposto, i vigili iscritti alla Cgil Funzione Pubblica che, come nello spirito della sigla guidata da Antonio Peduto, non smettono di dar battaglia sul fronte "della trasparenza e della moralizzazione di un Corpo - va giù duro Peduto - ormai privatizzato, sottomesso ad interessi politici personali che nulla hanno a che vedere con quelli dei cittadini, dei lavoratori e della cosa pubblica". E salta fuori la storia di un torneo di calcio che non sarebbe mai stato disputato e per il quale la Regione avrebbe sborsato, a nome dei contribuenti campani, qualcosa come 35 mila euro di finanziamento. E' firmato proprio da alcuni iscritti alla Cgil il circostanziato esposto alla Procura della Repubblica presentato per chiedere lumi sulla vicenda a settembre 2003, quando scoppia il bubbone della partita. "Durante il consiglio direttivo del Gruppo Sportivo, il 16 settembre - racconta Umberto Cacace, uno dei firmatari del documento al calor bianco - il presidente del Gruppo Federico De Gennaro ci ha comunicato di aver chiesto ed ottenuto il finanziamento dalla Regione per un non meglio precisato evento sportivo, una partita che si sarebbe svolta tra novembre 2002 e marzo 2003". Ma tanto del torneo quanto del finanziamento fino ad allora nessuna notizia era giunta all'organo direttivo, cui spettava invece il compito di organizzarlo e di provvedere dal punto di vista finanziario. Unico documento esibito da De Gennaro é stata la fattura pagata per l'allestimento della manifestazione (definita da Cacace e dagli altri denuncianti "un evento fantasma") alla ACA, Associazione Cristiana Artigiani con sede a Napoli, in via Francesco Saverio Correra. "Quel danaro - incalza Cacace, che del sodalizio sportivo é vicepresidente - non é mai passato per le casse del Gruppo, come previsto dalla legge. Per ammissione dello stesso De Gennaro, l'assegno fu da lui personalmente ritirato e poi utilizzato, a suo dire, per pagare la ACA". "Una prassi assolutamente irregolare - incalza - sulla quale aspettiamo che la magistratura faccia chiarezza, così come sulle ragioni che indussero l'ente di Santa Lucia ad erogare in breve tempo un contributo così consistente". Fra i primi interrogatori condotti dal pubblico ministero Alfonso D'Avino (anche stavolta chiamato ad indagare su vicende riguardanti i vigili), quelli del presidente Di Gennaro, fedelissimo di Guerriero. E poi dell'ex assessore alla Mobilità ed attuale braccio destro di Bassolino in Regione, Massimo Paolucci. QUANDO TI CAPITA UN JOLLYŠ Altri mal di pancia tra le fila della Polizia municipale riguardano poi l'appalto recentemente vinto dalla corazzata padovana Jolly per tutta la cartellonistica pubblicitaria facente capo al Comune di Napoli. Nata negli anni '80 con pochi spiccioli ed oggi forte di ben 50 milioni di euro (leggasi 100 miliardi di vecchie lire) come capitale sociale, Jolly spa deve il suo exploit anche all'ingresso nel suo azionariato della multinazionale statunitense Clear Channel, la cui sola propaggine italiana ha in dote quasi 15 miliardi di vecchie lire. Comproprietaria di Jolly resta la famiglia Celentano, originaria di Foggia, a bordo della Ge.Co.F.Im., una spa da 6 milioni di euro fondata sempre in quel di Padova dal sessantottenne Antonio Celentano insieme alla moglie Maria Grof e ai figli Giovanni, Francesco e Carlo. "Per provvedere alla rimozione dei vecchi tabelloni - protestano a San Giacomo - il colosso veneto si avvale dei vigili in forza al Nucleo di Polizia Amministrativa, messo a disposizione dall'assessorato, risparmiando così sui costi del suo personale". Perché tanti benefit? "Ma, soprattutto - si chiedono altri - chi decide oggi le assunzioni in Jolly", dove, per pura coincidenza, lavorava l'attuale responsabile provinciale Snavu Anselmi (vicinissimo, come abbiamo visto, a Salvatore Guerriero), prima di indossare la divisa? La campagna di manifesti che alcuni mesi fa aveva tappezzato le strade di Napoli con immagini di lavoratori licenziati si riferiva proprio all'arrivo della Jolly nell'attività di cartellonistica pubblicitaria, che aveva lasciato "a terra" gli addetti della vecchia società concessionaria. Così ora tutte le attenzioni inferocite degli "ex" sono puntate sulle due sedi aperte a Napoli, una alla Riviera di Chiaia e l'altra in zona Agnano Pozzuoli, via Pisciarelli. "Hanno assunto una quindicina di lavoratori - protestano gli esclusi - tra cui due giovani collegati ai vertici dell'assessorato alla Mobilità". Una nuova gatta da pelare per l'inarrestabile Guerriero, che deve fronteggiare anche il ciclone "stipendi gonfiati", vale a dire l'indagine sulle buste paga condotta dal pm Antonietta Troncone a carico di ben 248 dipendenti comunali tra cui, appunto, l'ex vigile ed attuale consigliere diesse. STELLETTE ADDIO L'era Guerriero ha travolto anche l'inossidabile comandante capo Giosué Candita, militare di ferro, presente fin dai tempi della prima repubblica al vertice di via De Giaxa, dove giunse nell'89 dopo la permanenza nello staff del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Se infatti la "coabitazione forzata" era stata possibile fino al 2000 - quando Paolucci era all'assessorato e Guerriero a capo dello Snavu - con i nuovi assetti determinati dalla elezione di quest'ultimo in Consiglio qualcuno doveva uscire di scena. E' toccato a Candita, a fine 2003. Se ne va sbattendo la porta e consegnando ai posteri una lettera in cui parla apertamente del mobbing subito a lungo dai vertici comunali del settore. Ma la storia del suo allontanamento comincia un paio d'anni prima e vede al centro un ambitissimo concorso interno alla polizia municipale partenopea, finalizzato alla conquista delle sospirate stellette. "Nel 2002 - raccontano negli ambienti del Comando - viene regolarmente bandito l'atteso concorso per quattrocento ispettori direttivi di vigilanza. Ad aprile di quello stesso anno scadeva il mandato di Candita, che presiedeva la commissione esaminatrice. Contro ogni previsione il sindaco, su proposta dell'assessore Esposito, gli rinnova la permanenza in servizio per altri due anni con motivazioni di encomio per il servizio fino ad allora prestato". Tutto sembrava filare liscio. Poi qualcosa s'inceppa. La pubblicazione delle graduatorie parla chiaro: risultano esclusi molti degli appartenenti alla forte corrente dello Snavu che fa capo a Guerriero. A giugno 2002 il Comune, con una apposita delibera, annulla il consorso. Motivazione ufficiale: le graduatorie si basavano sull'anzianità e non sul merito. "Un criterio che poteva senz'altro essere valido - obiettano alla Cgil Funzione Pubblica - ma avrebbero dovuto pensarci al momento di stabilire le regole del concorso e non certo dopo, con le liste dei vincitori già pubblicate e, come sempre, sulla pelle dei lavoratori". Risultato: mentre si avvia la bagarre dei ricorsi e i vincitori mancati si rassegnano ad aspettare i canonici dieci anni per conoscerne l'esito, si profila all'orizzonte un concorso bis. Per non sbagliare, questa volta la delibera comunale prevede un corso di formazione per gli aspiranti gestito dal Formez, il prestigioso ente nazionale che, a sua volta, attribuisce compiti formativi ad esponenti dell'Associazione Marco Polo, una sigla della Polizia Municipale italiana. Tra gli aderenti a Marco Polo ed incaricati della formazione a Napoli, anche Franco Delvino, comandante dei vigili urbani di Caserta. "Lo stesso Corpo - aggiungono alcuni caschi bene informati - in cui militano, tra gli altri, Daniele Guerriero, figlio del consigliere comunale Salvatore, ed una persona dell'entourage di Giuseppe Balzamo, capogruppo diessino al Comune di Napoli". Il concorso viene espletato a metà 2003. Ma i quattrocento nuovi tenenti restano ad aspettare per mesi la cerimonia di consegna delle stellette. "Un compito che spetta all'amministrazione ma che stavolta - mugugnano - é stato stranamente svolto da Salvatore Guerriero in persona". Il 16 gennaio scorso, dopo che il sindaco aveva revocato l'uso della Sala Gemito, la manifestazioni si svolge al Teatro Totò: nella totale assenza di tutte le autorità comunali e alla sola presenza di due maggiori dei vigili urbani, Guerriero consegna ufficialmente diplomi, fregi, riconoscimenti. Mentre il malcontento per una gestione definita ormai apertamente "feudale" del Corpo partenopeo, sale alle stelle. la cacciata di giosué Durante i mesi caldi in cui viene annullato il primo concorso parte il toto-nomine per la successione a Candita, benché la proroga voluta dal sindaco ne assicurasse la permanenza in carica ancora a lungo. Per il generale comincia un periodo difficile e sull'intero comando si allunga l'ombra di epurator. Che colpisce, in particolare, alcuni vertici Snavu confluiti nel patto sindacale con la Cgil (tra cui lo stesso Candita). A metà 2003 il caposezione della settima unità operativa (quella del centro storico, che vedeva il sindacato di via Torino al 99 per cento di consensi) vede l'improvvisa sostituzione del maggiore Giuseppina Agliata con il capitano Nicolangelo Pezone, da sempre accreditato di un'ottima intesa professionale con l'assessore Luca Esposito e col suo braccio destro Guerriero. Stessa scena al comando di Poggioreale, da cui parte il maggiore Antonio Fusco e arriva un capitano con appena un mese di anzianità, Luigi Cardillo. "Movimenti che fanno tremare i lavoratori - racconta un addetto - e che in qualche modo, stante l'endemica mancanza di regole scritte sui trasferimenti, incutono timore verso chi assume queste repentine decisioni". Qualche mese dopo la scure della delocalizzazione si abbatte anche sul colonnello Salvatore Sacco, di area Cgil, per anni alla guida di tre unità operative strategiche come quelle di Santa Lucia, piazza Dante e Porta Capuana, dirottato in quel di Secondigliano. Se queste operazioni sfuggono ai riflettori dei media, l'allontanamento di Giosué Candita provoca invece un autentico terremoto. Il primo a sparare a zero sulle voci di ricambio al vertice era stato, già alcuni mesi prima, proprio il sindacalista Cgil Umberto Cacace: "il potere accumulato in questi anni da Guerriero - tuonava dal pulpito di un'assemblea pubblica - è stato tale da consentirgli di dire ai quattro venti che avrebbe mandato via il generale Candita per sostituirlo con l'attuale comandante di Caserta (Franco Delvino, ndr)". Ottobre 2003. A poche ore dalla lettera inviata al sindaco e all'assessore Esposito in cui scrive a muso duro di sentirsi apertamente "mobizzato", Candita lascia il vertice del Corpo. Gli succede il colonnello Carlo Schettini. Una soluzione pro tempore, quella assunta dal sindaco Jervolino, in attesa che venga nominato un nuovo comandante. Insieme a Candita viene dislocato anche un suo fedelissimo, il colonnello Giuseppe Piciocchi, 35 anni di servizio ed un passato costellato di pubblici encomi. "Sta male - dice chi gli é vicino - e da allora non é più rientrato al lavoro". Ufficialmente dovrebbe comandare il settore Polizia Ambientale, "un ramo finora mai esistito, forse creato ad personam per giustificare l'allontanamento di Piciocchi dal comando centrale". Analoga sorte profesionale tocca a Marcello Scuteri, ex segretario di Candita dirottato a Ponticelli. ARRIVA BUFALO BILL Travolta dalle polemiche sulla pasticciata gestione del concorso, sul caso Candita e sui repentini cambi di destinazione per i vertici della Polizia urbana, Rosetta Russo Jervolino deve aver fatto finalmente appello alle sue doti di fermezza, le stesse che la sostennero durante la permanenza al Viminale. Per mettere ordine in un così caotico e nebuloso settore chiama, a metà gennaio, il questore di Arezzo Andrea Bufalo, che lei stessa aveva nominato al vertice della questura di Benevento quando era ministro degli Interni. Servirà l'arrivo - previsto per fine febbraio - di una personalità "esterna", a placare l'incandescente situazione in cui versa il settore più strategico della città? La mossa a sorpresa del sindaco sembra aver convinto anche alcuni tra i più scettici. Gli stessi che ne avevano aspramente criticato il comportamento un anno fa, quando sull'assessorato si era abbattuta l'ennesima tegola con l'arresto di Stefano Esposito, padre dell'assessore Luca, consulente del Comune come perito tessile ed accusato dalla Procura nell'ambito dell'inchiesta su un presunto giro di tangenti per la fornitura delle divise ai vigili. In difesa di Esposito si schierarono tanto il sindaco quanto, ovviamente, il suo partito, l'Udeur di Clemente Mastella. Dopo i primi passi mossi all'ombra di un maestro come Paolo Cirino Pomicino (in coppia con l'altro "discepolo", Claudio Ospite), Esposito varca nel '93 la soglia del consiglio comunale partenopeo con la casacca di Forza Italia. Poi ci ripensa e nel '97 si fa rieleggere sotto le insegne di Lamberto Dini, Ulivo. L'avvento dell'ex presidente della Regione Antonio Fantini nell'orbita di Mastella coincide con il passaggio di Luca sotto il Campanile, dove ritrova l'altro mentore della sua fortunata ascesa politica. Una pianta robusta, quella della Dc, che ancora oggi dà i suoi frutti. Prova ne sia la carriera di Ospite, anche lui consigliere comunale in quota Margherita e anche lui, of course, saldamente insediato alla commissione comunale per la Mobilità. E la vita continua. Mentre i magistrati indagano sulle quattro vicende che vedono nel mirino - in un modo o nell'altro - proprio quell'assessorato (dai permessi clonati alla partita fantasma, fino allo scandalo divise e a quello sugli stipendi gonfiati), si pensa già all'edizione 2004 dello storico Calendario del Corpo di Polizia Municipale di Napoli. Quello dello scorso anno non fu esattamente di buon auspicio. Uscito infatti con alcuni mesi di ritardo - quasi in estate, proprio durante la bagarre per il concorso bis - il pomposo volume recava impressa in apertura l'immagine ed il messaggio di Candita. E in chiusura, per la prima volta, l'effigie del consigliere comunale Salvatore Guerriero. "Il compito che ha dovuto affrontare e che tuttora affronta non é facile - si commuove l'addetto stampa dei vigili Patrizia De Simone a nome del Corpo, lasciando per strada qualche virgola - ed é perciò che noi, con legittimo orgoglio lo esortiamo affinché continui il suo proficuo e delicato lavoro, nel superiore interesse del Corpo e dell'Amministrazione tutta".
Originariamente Scritto da Eridano
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83 su 92...be direi proprio che gli indagati a sx sono pochi...casi rari e se è vero che vengono subito esclusi dai partiti.....il csx in campania si ritroverä senza tesserati.....com'era la storia che il cdx è un sistema criminale organico...?
ps.nonostante questo,quanti voti pensate prenderä il csx alle prox elezioni in campania con il capolista +idoneo a rappresentarli per quello che sono...de mita?
Originariamente Scritto da dragone
Come per fassino & company diranno "sono stati solo un po ingenui".![]()
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