Siderurgia: /Ansa
(ANSA) - ROMA, 27 gen - Dal deserto del Rajasthan ad un impero esteso su 4 continenti, con attività dirette in 14 paesi. Lakshmi Mittal, indiano di adozione britannica, è oggi il proprietario della più grande industria siderurgica mondiale, la Mittal Steel (Amsterdam: MT.AS - notizie) , un colosso da 175.000 dipendenti e 22 miliardi di dollari di ricavi. Dimensioni destinate quasi a raddoppiare una volta portata a termine l'offerta lanciata oggi sulla rivale Arcelor (Parigi: LU0140205948 - notizie) .
Per approdare in Inghilterra, il re dell'acciaio, oggi 56/enne, parte proprio dal nord dell'India dove agli inizi degli anni '70, dopo una laurea in Commercio all'Università di Calcutta, inizia la sua carriera lavorando nella piccola acciaieria del padre. Nel 1976 la famiglia Mittal emigra in Indonesia, dove Lakshmi fonda la sua prima società di investimento e comincia ad acquisire il controllo di compagnie pubbliche in difficoltà. Il primo colpo messo a segno è l'acquisto nel 1989 della Iron and Steel Company di Trinidad e Tobago. Un'operazione che consente a Mittal di raddoppiare la propria produzione.
Negli anni '90 e' la volta del Messico (con l'acquisizione della Sibalsa), del Canada (dove viene acquisita la Sidbec-Dosco), dell'Irlanda, della Germania, del Kazakhstan, della Francia e poi ancora, dal 2000 in poi, dell'Algeria e dell'Europa orientale.
Ma Mittal diventa il primo gruppo mondiale dell'acciaio nel 2004: dalla fusione delle due società olandesi LNM ed Ispat International (entrambe controllate dallo stesso Mittal) e la conseguente acquisizione dell'americana International Steel Group nasce la Mittal Steel, un colosso in grado di scavalcare nella classifica mondiale l'allora re dell'acciaio Arcelor, oggi oggetto dell'offerta.
Ricchissimo (si stima sia il quinto uomo più ricco d'Inghilterra), Mittal è molto influente anche sulla vita politica inglese, grazie ai rapporti con il partito laburista. Ne è esempio la vicenda che nel 2001 vide Tony Blair scrivere personalmente al capo del governo rumeno, Adrian Nastase, per caldeggiare la vendita alla LNM di Mittal delle acciaierie di stato rumene Sidex. Un affare da 450 milioni di euro che si concluse un paio di giorni dopo l'arrivo della lettera di Blair. La storia, resa pubblica l'anno successivo, fu una spina nel fianco per il governo di Blair, anche perché, come contropartita per l'interessamento diretto del premier, il magnate indiano aveva "donato" al partito laburista quasi 200.000 euro. (ANSA).




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