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  1. #1
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    Predefinito Analogie con la Repubblica di Weimar

    Interessantissmo mi sembre lo spunto di riflessione e ricerca offerto da G.P. nel suo ultimo intervento sul blog ripensaremarx, che merita a mio avviso l' apertura di una discussione e di un confronto anche tra di noi. Vi riporto la parte essenziale delle sue considerazioni:

    << Utilizzo qui il sostantivo casta (in senso lato), associandolo però alla Grande Finanza e all'Industria statalmente assistita (mentre per il Sindacato sarebbe più cogente il termine di “sottocasta”) in quanto non ho alcuna intenzione di aderire alla campagne mediatiche e d'indottrinamento (in)cultural-popolari lanciate da ben noti organi giornalistici (L'Espresso, Il Corriere della Sera ecc. ecc.) che coordinano la battaglia contro i privilegi dei politici e contro quelli degli apparatnik sindacali (senz’altro pletorici e diffusi), ma solo per far meglio passare in sordina il sacco, a piene mani, messo in atto dai gruppi di comando della GF e ID.

    Quest’ultimi sono riuniti nei patti di sindacato di detti organi editoriali da dove fomentano operazioni "scandalistiche" contro le nefandezze altrui, al fine di coprire le proprie che sono di gran lunga più dannose.

    L'ordine di demistificazione della realtà capitalistica italiana deve tenere ben fermo questo punto: in testa vi è la finanza parassitaria alleata alle grande impresa industriale inefficiente e vetusta che vive di prebende statali, entrambe appoggiate dai predominanti statunitensi. Questi gruppi sub dominanti, i quali costituiscono il nocciolo duro della dinamica riproduttiva attuale, sfruttano la debolezza degli apparati politici e la loro incapacità ad elaborare pratiche di governo minimamente indipendenti, tanto nello spazio nazionale che in quello internazionale, per dar fiato alle proprie scorribande speculative sottraendo energie al Sistema-Paese.

    Si tratta di un tipico sintomo di putrefazione e di senescenza sistemica, il cui livello di conclamazione attesta della maggiore subordinazione del nostro paese nei confronti della nation prèdominante. Andando a ritroso nella Storia, il paragone con la Repubblica di Weimar diviene allora sempre più calzante. Anche lì gli apparati finanziari, collegati alla finanza americana, trascinarono la Germania in una crisi incipiente che si risolse solo con l’avanzata dei nazisti (e con il ristabilimento di un principio di preminenza della politica sulla altre sfere sociali) mentre i socialdemocratici continuavano a favorire il parassitismo di gruppi predatori, tanto autoctoni che stranieri.

    Gli agenti che operano nella sfera finanziaria prendono il sopravvento su quelli della sfera politica a causa della debolezza di quest'ultimi, generando uno scollamento dell'intero corpo sociale (che viene abbandonato ad imperscrutabili automatismi economici). I costi sociali della subordinazione politica che ne deriva sono enormi e intollerabili. >>

    Che ne dite, amici?

    Tratto da "La casta, la sottocasta e i paria", 9 aprile 2008
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  2. #2
    ,
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    Credo che il problema sia semmai quello che ad una posizione di strapotere militare non corrisponde più altrettanto in economia. Da qui le tentazioni di fuga dai problemi economici con soluzioni che, come per l'Iraq, finiscono con l'essere disastrose anche per l'economia , non solo statunitense ma mondiale, visto che pur tanto continua a pesare. Il fatto che le nostre sorti siano collegate ai risultati delle elezioni statunitensi , anche a quelle degli altri paese ma in modo solitamente meno rilevante, deve portare a delle deduzioni che mi sembrano rimangano un po' troppo collegate a schemi di una sinistra che non sa progettsare il futuro. Quanto al pericolo della supremazia della economia sulla politica , avevo già citato Cattaneo per ricordare che la presenza di magnati nella politica sia da sempre un grave guaio.(anche quando, temo solo teoricamente, non fosse loro intenzione trarne vantaggi)
    Quanto ai richiami alla Repubblica di Weimar, mi hanno troppo stancato i richiami alla stessa fatta dai destri per avere la capacità di ascoltarNE las riedizione a specchio da parte della sinistra. Un saluto

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Filippo Strozzi Visualizza Messaggio

    Si tratta di un tipico sintomo di putrefazione e di senescenza sistemica, il cui livello di conclamazione attesta della maggiore subordinazione del nostro paese nei confronti della nation prèdominante. Andando a ritroso nella Storia, il paragone con la Repubblica di Weimar diviene allora sempre più calzante. Anche lì gli apparati finanziari, collegati alla finanza americana, trascinarono la Germania in una crisi incipiente che si risolse solo con l’avanzata dei nazisti (e con il ristabilimento di un principio di preminenza della politica sulla altre sfere sociali) mentre i socialdemocratici continuavano a favorire il parassitismo di gruppi predatori, tanto autoctoni che stranieri.
    Mi riservo di intervenire dopo su questa cosa assurda.

    Non capisco chi abbia intenzione di fare un paragone con la Repubblica di Waimar. Comunque mi sembra fuori luogo perchè ancora oggi nessuno è riuscito a stabilire le cause di quella crisi. Io le individuo nel fatto che Hitler approfittò dell'incapacità del cancelliere Bruning che fu un incapace. Prodi lo è stato molto di più. Ma oggi all'orizzonte non vedo il Nsdap. In compenso sono cresciute le persone che fanno delle analisi sbagliate e paragoni fuori luogo.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da L.Palazzolo Visualizza Messaggio
    . . . Hitler approfittò dell'incapacità del cancelliere Bruning che fu un incapace. Prodi lo è stato molto di più . . .oggi . . . In compenso sono cresciute le persone che fanno delle analisi sbagliate e paragoni fuori luogo.
    Ecco, appunto .

    Intanto noi grazie al centrosinistra e a Prodi, grazie alla scelta sull'Euro e alla politica economica del periodo 2006-2008 non abbiamo l'inflazione della Repubblica di Weimar.

    Oggi una piccola impresa come la mia sta infinitamente meglio di come stava nel 1995 o nel 2005. Oggi io assumo e faccio fatturato con un buon pacchetto di commesse per i prossimi mesi, io per quasi tutto il 1995 e poi ancora nell'autunno del 2005 e nell'inverno 2005-2006 e nella primavera 2006 guardavo il soffitto dell'ufficio.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da LUCIO Visualizza Messaggio
    Oggi una piccola impresa come la mia guardavo il soffitto dell'ufficio.
    Oh Lucio,
    io non mai capito se tu sei un professore universitario o un imprenditore di libera impresa

  6. #6
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    Non ho mai professato altro che la fede cristiana.

    Sono un imprenditore.

    E ti ripeto che nel 1995 e nel 2005 eravamo schienati, mentre oggi si lavora e si assume.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Filippo Strozzi Visualizza Messaggio
    mentre i socialdemocratici continuavano a favorire il parassitismo di gruppi predatori, tanto autoctoni che stranieri.[/B]


    Che ne dite, amici?

    Tratto da "La casta, la sottocasta e i paria", 9 aprile 2008
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    mi piacerebbe sapere quando si dice "gruppi predatori stranieri " a chi ci si riferisce

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da LUCIO Visualizza Messaggio
    non abbiamo l'inflazione della Repubblica di Weimar.
    Guarda che la crisi finale e definitiva esplose quando l' inflazione era stata debellata, e fu conseguenza del 1929 e dell' asservimento della Germania al capitale finanziario anglo-americano, proprio come oggi abbiamo l' asservimento dell' economia italiana alle varie Goldman&Sachs, leheman Brothers, etc. etc....
    L' assunto di La Grassa e dei suoi discepoli (G.P. essendone uno dei migliori) dunque regge, eccome se regge.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Filippo Strozzi Visualizza Messaggio
    Guarda che la crisi finale e definitiva esplose quando l' inflazione era stata debellata, e fu conseguenza del 1929 e dell' asservimento della Germania al capitale finanziario anglo-americano, . . .
    Mah: mi sembra una lettura alquanto bizzarra .

    Giusto per mettere i puntini sulle i, se dovessi cercare una causa del disastro economico guarderei alla miopia nazionalista ed antieuropeista francese di quella fase storica, più che al capitale finanziario anglo-americano.

    Suggerirei anzi come chiave di lettura l'atteggiamento politico di allora e di oggi nei confronti dell'integrazione europea come metro della capacità di progresso e tenderei a dire che se oggi siamo messi discretamente benino è grazie a chi il processo unitario l'ha perseguito concretamente, alla faccia di chi si lamenta dell'Euro e degli strumenti normativi dell'Unione.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da LUCIO Visualizza Messaggio
    Mah: mi sembra una lettura alquanto bizzarra.
    E invece mica tanto. In proposito, senti cosa scrive Piero Pagliani, uno dei discepoli di GLG, anche alla luce del risultato elettorale (il testo l' ho sintetizzato):

    << Se una svolta autoritaria non è da escludersi, ciò è dovuto alla politica di cui sono compartecipi a pieno titolo sia la destra sia la sinistra. Diverse volte sono state sottolineate le analogie dell’Italia odierna con la Repubblica di Weimar (in estrema sintesi: infeudamento della politica all’economia e dell’economia ai gruppi di potere finanziari statunitensi), analogie che nel quadro dell’odierna crisi mondiale stanno diventando vieppiù preoccupanti. Deve essere posta l’attenzione su come lo stato di degrado della Repubblica di Weimar abbia trovato un’interpretazione nel filone di pensiero antilluminista e antirazionalista, interpretazione che, al di là anche delle intenzioni soggettive dei suoi protagonisti, ha preparato il terreno al successo del nazismo. Nella conclusione sottolineerò alcune analogie con l’Italia che esce dalle elezioni, pur rimarcando la doverosa distanza tra la tragedia e la farsa. E’ il 1918. Il mondo tedesco ha subito l’umiliazione della sconfitta e ora dovrà far fronte alle imposizioni del trattato di pace. Imposizioni tremende che portarono John Maynard Keynes a dare le dimissioni da rappresentante della Tesoreria britannica alla Conferenza di Pace di Versailles, poiché riteneva che le pesantissime riparazioni imposte alla Germania dai paesi vincitori avrebbero portato l’economia tedesca alla rovina e determinato inevitabilmente lo scoppio di un nuovo conflitto mondiale. E così fu. L’economia tedesca fu quasi totalmente subordinata agli interessi finanziari statunitensi e britannici, subordinazione gestita dalle forze politiche liberali e socialdemocratiche che ressero la Repubblica di Weimar tra il 1919 e il 1933, ovvero fino a quando il nazismo decise di ribellarsi a questo vassallaggio (e iniziò così il progressivo avverarsi della fosca profezia di Keynes). Nella sfera ideologica il nazismo trovò il terreno preparato da Spengler, dal suo antirazionalismo e dal suo socialismo nazionale basato sulle nozioni di “cultura”, “sangue”, “suolo”, “mito” e “tradizione”. Questo socialismo prussiano (o socialismo etico) dava quindi voce alla reazione antimarxista (o non-marxista) nei confronti dell’imperialismo anglo-americano in una nazione provatissima economicamente e che percepiva il rischio di una dissoluzione del tessuto sociale e culturale. Credo che da queste poche note si possa già avere un quadro delle difficoltà materiali, delle contraddizioni e delle trasformazioni politiche - sia del liberalismo che della socialdemocrazia - e degli interessi che quelle forze politiche servivano nella sventurata Repubblica di Weimar, assieme ai leitmotiv delle critiche ideologiche e teoriche che spianarono la strada alla “rivoluzione” nazionalsocialista. E credo che con un minimo sforzo di immaginazione e facendo i debiti cambiamenti, le debite traduzioni e le debite traslazioni, si possano intravedere anche le analogie con la situazione italiana odierna. E' evidente che la "sinistra radicale" si è prosciugata in maggior misura a favore della Lega e in parte minore grazie all'astensione. E qui c'è da rilevare che è da un bel pezzo che la mitica classe operaia sta passando dalla sinistra ai padani. Se i governi liberali e socialdemocratici di Weimar sono stati spazzati via dal nazismo, anche qui assistiamo, nella solita versione italica e farsesca, ai salariati che votano i cultori della comunità, del suolo, del sangue e dei miti, cioè i classici ingredienti dei socialismi comunitaristici e nazionalistici. Solo che essendo cambiati i tempi, oltre la farsa c'è anche la confusione, così che questi padani (e il loro più serio teorico, che è il forzista Tremonti, non certo il leghista Bossi) non si propongono di fare una "rivoluzione dentro il capitale," come i nazisti, ma si confondono con liberisti di vario grado, con filoatlantici e filoamericani e quindi, con la crisi economica che si dispiegherà, verosimilmente saranno prima o poi destinati a fare casino nel prossimo governo, e ad essere costretti a decidere se perdere consensi - come la "sinistra radicale" - oppure se rompere il fronte di centrodestra (come spera Veltroni). Finché le cose arriveranno a un punto tale che si apriranno le porte a un vero cesarismo (altro che il trio lescano Fini-Berlusconi-Bossi).>>


    http://ripensaremarx.splinder.com

 

 

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