Interessantissmo mi sembre lo spunto di riflessione e ricerca offerto da G.P. nel suo ultimo intervento sul blog ripensaremarx, che merita a mio avviso l' apertura di una discussione e di un confronto anche tra di noi. Vi riporto la parte essenziale delle sue considerazioni:
<< Utilizzo qui il sostantivo casta (in senso lato), associandolo però alla Grande Finanza e all'Industria statalmente assistita (mentre per il Sindacato sarebbe più cogente il termine di “sottocasta”) in quanto non ho alcuna intenzione di aderire alla campagne mediatiche e d'indottrinamento (in)cultural-popolari lanciate da ben noti organi giornalistici (L'Espresso, Il Corriere della Sera ecc. ecc.) che coordinano la battaglia contro i privilegi dei politici e contro quelli degli apparatnik sindacali (senz’altro pletorici e diffusi), ma solo per far meglio passare in sordina il sacco, a piene mani, messo in atto dai gruppi di comando della GF e ID.
Quest’ultimi sono riuniti nei patti di sindacato di detti organi editoriali da dove fomentano operazioni "scandalistiche" contro le nefandezze altrui, al fine di coprire le proprie che sono di gran lunga più dannose.
L'ordine di demistificazione della realtà capitalistica italiana deve tenere ben fermo questo punto: in testa vi è la finanza parassitaria alleata alle grande impresa industriale inefficiente e vetusta che vive di prebende statali, entrambe appoggiate dai predominanti statunitensi. Questi gruppi sub dominanti, i quali costituiscono il nocciolo duro della dinamica riproduttiva attuale, sfruttano la debolezza degli apparati politici e la loro incapacità ad elaborare pratiche di governo minimamente indipendenti, tanto nello spazio nazionale che in quello internazionale, per dar fiato alle proprie scorribande speculative sottraendo energie al Sistema-Paese.
Si tratta di un tipico sintomo di putrefazione e di senescenza sistemica, il cui livello di conclamazione attesta della maggiore subordinazione del nostro paese nei confronti della nation prèdominante. Andando a ritroso nella Storia, il paragone con la Repubblica di Weimar diviene allora sempre più calzante. Anche lì gli apparati finanziari, collegati alla finanza americana, trascinarono la Germania in una crisi incipiente che si risolse solo con l’avanzata dei nazisti (e con il ristabilimento di un principio di preminenza della politica sulla altre sfere sociali) mentre i socialdemocratici continuavano a favorire il parassitismo di gruppi predatori, tanto autoctoni che stranieri.
Gli agenti che operano nella sfera finanziaria prendono il sopravvento su quelli della sfera politica a causa della debolezza di quest'ultimi, generando uno scollamento dell'intero corpo sociale (che viene abbandonato ad imperscrutabili automatismi economici). I costi sociali della subordinazione politica che ne deriva sono enormi e intollerabili. >>
Che ne dite, amici?
Tratto da "La casta, la sottocasta e i paria", 9 aprile 2008
http://ripensaremarx.splinder.com




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