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    Predefinito Elezioni in Palestina-commento redazionale

    Elezioni in Palestina

    Si sono appena concluse le elezioni in Palestina con la schiacciante vittoria di Hamas che con la maggioranza assoluta dei seggi in palio si accinge a governare i Territori Occupati dall’entita’ sionista.

    Subito si è levato il coro di ipocrita indignazione da parte dell’Occidente che in preda ad una schizofrenia impareggiabile, prima afferma di voler esportare la democrazia nel mondo e pio quando le elezioni sanciscono l’affermazione di partiti o formazioni non in linea con il volere degli imperialisti, ne decreta l’illegittimita’ sul piano dei principi .Era gia’ succeso nel 1990 in Algeria con l’affermazione del Fronte Islamico di Salvezza, la cui messa fuorilegge caldeggiata dagli occidentali subito dopo la sua netta affermazione elettorale, ha portato il paese a sprofondare in una lunga e sanguinosa guerra civile.

    In qualche modo il copione messo in atto questa volta è lo stesso, e cioe’ cercare di mettere gli uni contro gli altri Hamas e Fatah che esce pesantemente sconfitta dalla competizione elettorale, ma molti elementi fanno pensare che stavolta non si otterra’ il medesimo sciagurato risultato.

    Anzitutto per le ragioni della vittoria di Hamas:la formazione islamica vince perche’ ha lavorato instancabilmente dalla prima Intifada tra le masse diseredate palestinesi, fornendo una rete di assistenza sociale parallela a quella “istituzionale” di Fatah responsabile, a fronte dei milioni di dollari in aiuti provenienti dai paesi arabi,di sperperi e ruberie .

    Inoltre, Hamas ha contribuito notevolmente allo sviluppo militare della Resistenza palestinese portando a termine gli attacchi piu’ micidiali verso l’occupante e garantendo, di fatto, che l’enclave di Gaza non fosse piu’ ne’ controllabile ne’ sicura per i soldati israeliani ne’ tantomeno per i coloni che vi si erano installati abusivamente in tutti questi anni.

    I due fattori hanno contribuito sicuramente all’ascesa della popolarita’ di Hamas tra il popolo palestinese in concorrenza con il declino di Fatah con una leadership ormai orfana di Arafat e con un partito diviso in due tronconi, la vecchia e la nuova guardia, che ha riverberato le sue divisioni interne anche sul piano militare con le fazioni delle Brigate Al-Aqsa ormai divenute autonome da Fatah e sempre piu’ legate, sul piano operativo, alla Jihad islamica ed alla stessa Hamas.

    La delegittimazione di Arafat , voluta da Usa ed Israele, è stato il colpo mortale per Fatah agli occhi dei palestinesi, perche’ è stata la dimostrazione lampante che gli imperialisti non vogliono alcun negoziato reale per giungere alla costituzione di uno Stato palestinese e la logica risposta del popolo palestinese è stata quella di votare chi da sempre sostiene che con i finti negoziati non si otterra’ mai nulla. In realta’ Fatah garantiva ad Israele un infinito statu quo che non portava da nessuna parte dal punto di vista negoziale ed il suo “svuotamento” con quella mezzafigura di Abu Mazen è stato una scelta gravissima da parte di Israele che punta sulla radicalizzazione dello scontro e non certo alla sua soluzione.

    Paradossalmente, si potrebbe essere tentati di pensare, come si sente erroneamente scrivere da varie parti, che la vittoria di Hamas in realta’ sia vista con favore dall’establishment sionista , poiche’ è sin troppo facile per i sionisti affermare al cospetto degli ignavi Governi europei e con la sponda dell’alleato USA, che con i “terroristi” di Hamas non si tratta, vanificando cosi’ ogni tentativo di negoziato che essa per prima non ha mai voluto seriamente ne’ mai vorra’, ma le cose sono un po’ piu’ complesse se si allarga lo sguardo agli avvenimenti di questi ultimi mesi.

    Gli imperialisti sono in seria difficolta’ poiche’il fallimento della politica di “pax sion-americana “nell’area ha registrato i seguenti disastrosi , per loro, risultati: in Iraq la Resistenza tiene in scacco continuo i fantocci collaborazionisti e le truppe della coalizione , sempre meno coalizione e sempre piu’ colabrodo, con uno stillicidio quotidiano di attacchi che impedisce ogni stabilizzazione del paese.

    Non solo, le elezioni-farsa hanno potenziato il ruolo degli sciiti legati a doppio filo con Teheran che in questo momento ha tutto l’interesse a mantenere l’Iraq in uno stato di guerra permanente allo scopo di dissuadere gli americani dal tentare avventure militari sul suo territorio o semplicemente come rappresaglia per le pressioni indebite dell’amministrazione Bush sulla ben nota questione del nucleare iraniano.

    Su questa vicenda, nonostante il deferimento dell’Iran al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, è evidente che Russia e Cina , legati da trattati commerciali e militari a Teheran, non hanno nessuna intenzione di avallare alcun tipo di intervento, men che meno di carattere militare contro l’Iran, che, infatti, forte di questo appoggio continua a ripetere che sulla scelta nucleare non intende fare alcun passo indietro.

    Questi eventi si legano soprattutto all’allargamento della sfera di influenza iraniana, che oltre a comprendere l’Iraq , adesso puo’ contare su altre due realta’ molto forti, in Libano con gli Hezbollah e adesso in Palestina con Hamas.

    Oggi Israele è in realta’ accerchiata da milizie e partiti armati che godono dell’appoggio iraniano, sia economico che presumibilmente militare alla frontiera con il Libano e sul territorio palestinese e fare i conti con questa nuova realta’ spaventa non poco Tel Aviv.

    Come si esce da questa situazione che per gli imperialisti si sta facendo molto delicata ed imbarazzante?Solo con una guerra che faccia saltare l’egemonia iraniana nell’area e stabilisca una rinnovata egemonia israeliana che si ottiene solo eliminando l’Iran ed i suoi alleati dal Medio-Oriente, ma è una prospettiva ad alto rischio per la stessa esistenza dello Stato sionista che potrebbe stavolta rimetterci il collo anche per la presenza al suo “interno” di una Resistenza palestinese che sara’ egemonizzata da Hamas.

    Hamas in realta’ ha le carte in mano del gioco:se Israele continua a negare la legittimita’ di un Governo a sua conduzione, puo’ tranquillamente logorare dall’interno con una nuova e ancor piu’ devastante Intifada le citta’ israeliane, se, invece, Israele aprira’ un dialogo sostanziale puo’ solo ottenere maggiori concessioni di quelle poche ottenute da Fatah in questi anni. Per Israele rimane invece un dilemma ed una scelta ineludibileoia Sansone con tutti i Filistei oppure lentamente rinunciare a gran parte dei territori occupati ed a Gerusalemme:saremo pessimisti, ma pensiamo che la prima ipotesi sara’ quella piu’ probabile.


    Redazione di "Comunitarismo"
    Febbraio 2006

  2. #2
    Runes
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    compagno mi dici il sito di comunitarismo?

  3. #3
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    Scusa ho sbagliato 3d ..il sito attualmente non è in funzione perche' è stato hackerato..

  4. #4
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    Lo sai, pietro, non riesco proprio a capire perché qualcuno venga a rompere in un sito internet "hakerandolo"... Specialmente quello comunitarista... Boh!?

  5. #5
    Runes
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis
    Lo sai, pietro, non riesco proprio a capire perché qualcuno venga a rompere in un sito internet "hakerandolo"... Specialmente quello comunitarista... Boh!?

    per 'scomodità' forse?

  6. #6
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