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  1. #1
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    Predefinito Quattro priorità per il prossimo Governo

    La cultura liberale e democratica deve far sentire la sua voce. Non può tacere di fronte all'usurpazione continua del suo nome e dei suoi valori che viene condotta dalla destra italiana. La democrazia liberale è limitazione del potere, certezza del diritto, centralità del conflitto regolato, rispetto delle regole del gioco, pluralità delle fonti d'informazione, poliarchia economica, laicità. Rifiuta ogni pur larvata rivalutazione del passato totalitario e antieuropeo o di quello premoderno e antirisorgimentale della nostra storia.
    Lo scontro elettorale vedrà, da una parte, un centrosinistra inevitabilmente eterogeneo, che a nostro avviso ha un bisogno vitale di rinnovarsi nell'incontro con il liberalismo progressista in tutte le forme che ha assunto nell'ultimo secolo; e, dall'altra, una destra populista, che in regime di monopolio dell'informazione ha governato nel prevalente interesse personale del capo e dei suoi sodali, stravolgendo il governo delle leggi e ogni regola del gioco democratico, deformando a proprio vantaggio le norme stesse del patto costituzionale, mettendo in causa i valori etico-politici fondamentali su cui la Repubblica venne rifondata dopo la catastrofe fascista, costruendo per le giovani generazioni un futuro di degrado civile, di dequalificazione e di precarietà. Il risultato è la disfatta morale, sociale ed economica, un paese in declino e screditato all'estero.
    Vogliamo sottolineare in questa sede quattro priorità per il governo dell'Unione.


    1. Investire sull'Europa.
    Chiediamo innanzitutto di rimettere al centro dell'agenda politica l'impegno per la costruzione di quella «unione sempre più stretta» che i padri fondatori dell'Europa vollero iscrivere nel preambolo al Trattato di Roma. L'Italia si è rivelata sempre decisiva per far avanzare il processo di integrazione e per mantenere aperta la prospettiva federalista. Questa spinta è venuta meno proprio ora che la sopravvivenza politica dell'Europa nel mondo globalizzato è legata alla sua capacità di parlare sulla scena internazionale con una voce unitaria, forte di una legittimazione democratica diretta. Occorre rispondere colpo su colpo alla demagogia antieuropea e non arrendersi alla prospettiva di un'Europa senza ambizioni. Anche sul piano interno, è prioritario adeguare il paese agli standard europei soprattutto nel campo dell'istruzione, dei servizi, delle infrastrutture.

    2. Rifondare le regole.
    Per scongiurare sia una permanente palude centrista sia la riproposizione della caricatura di democrazia recitata dai protagonisti degli ultimi dieci anni, chiediamo che sia costruito un sistema maggioritario e dell'alternanza vero e compiuto: va rafforzata la rigidità della Costituzione e delle leggi elettorali, elevati i quorum previsti per l'elezione di tutti gli organi di garanzia, introdotto uno statuto dei diritti dell'opposizione, valorizzata la funzione di controllo del Parlamento. Chiediamo che nei primi sei mesi si ripulisca la legislazione dalle più vergognose intromissioni di interessi particolari. Chiediamo l'adozione di regole certe e trasparenti in materia di ordinamento giudiziario e di autorità indipendenti. Chiediamo di porre fine all'asservimento della pubblica amministrazione ai voleri e ai desideri della politica. Chiediamo la costruzione di un tessuto di regole di democrazia economica su funzionamento e trasparenza dei mercati e diritto societario. Chiediamo l'impegno prioritario per l'introduzione di una rigida disciplina antimonopolistica, soprattutto nel campo dell'informazione e contro i conflitti d'interesse. Chiediamo di farla finita con una giustizia basata su prescrizioni e amnistie; con un'economia pubblica basata su condoni, leggi prive di copertura e "finanza creativa". Chiediamo all'Unione di darsi codici di autoregolamentazione in fatto di etica pubblica e di rapporti tra politica ed economia più esigenti di quelli derivanti dal mero rispetto della legge penale come premessa a un'azione di governo improntata a sobrietà nello svolgimento delle funzioni pubbliche.

    3. Attivare la mobilità sociale.
    L'Italia di questi anni è divenuta il paese dell'Unione europea socialmente più statico e incapace di esprimere ed utilizzare le proprie energie potenziali. Settori sempre più ampi di giovani, donne, immigrati, anziani, e la popolazione di intere aree del Mezzogiorno, rischiano di rimanere esclusi o di venire espulsi dal mondo del lavoro e quindi dalla pienezza dei diritti di cittadinanza. Una politica liberale della flessibilità deve essere uno strumento della mobilità sociale, capace di moltiplicare le occasioni e garantire a ciascuno uguaglianza di opportunità e di punti di partenza, anziché divenire l'anticamera del precariato nel lavoro e della marginalizzazione nella società. Deve favorire il riconoscimento dei talenti e dei meriti, il libero espandersi delle potenzialità e della creatività di ogni individuo, l'accesso all'istruzione e alla conoscenza come strumento principale di progresso economico, sociale, civile. Una politica liberale dello sviluppo deve proporsi prioritariamente la lotta contro la criminalità organizzata che impedisce in ampie aree del paese il libero dispiegarsi delle energie economiche, e l'abbattimento delle barriere neoprotezionistiche e neocorporative nel mondo delle imprese e delle professioni.

    4. Ricostruire la laicità.
    Chiediamo un impegno solenne e iniziative concrete volte a instaurare piena libertà di opinione, religiosa, di scienza e di coscienza. In regime di separazione tutte le istituzioni pubbliche devono essere neutrali, garantire pari dignità ad ogni convinzione in materia di fede, sopprimere ogni privilegio. Devono tutelare, contro ogni tentazione oscurantista, la libertà della ricerca scientifica, primo motore dello sviluppo. Chiediamo l'abolizione di tutti i divieti e di tutte le discriminazioni giuridiche contro identità, comportamenti o stili di vita basati su pregiudiziali di carattere religioso. In una società sempre più secolarizzata e multireligiosa una politica di integrazione fondata sulla laicità (oltre che ovviamente su adeguate politiche sociali) è la sola garanzia contro la minaccia di trasformare il paese in un assemblaggio di comunità fondamentaliste e settarie, ostili fra loro e unite soltanto nella pretesa di limitare le libertà. Il rafforzamento dell'istruzione pubblica e laica (e l'introduzione reale dell'educazione civica nelle scuole) deve avere come primo obiettivo la formazione alla cittadinanza democratica degli italiani, oggi drammaticamente assente.

    Noi, tuttavia, siamo consapevoli che, dopo mezzo secolo di faticoso e a tratti incerto apprendistato della democrazia e un decennio di imbarbarimento, un'efficace politica riformatrice non richiede soltanto un buon programma di governo, ma che si ponga anche mano a una ricostruzione civile del paese, alla creazione di nuove classi dirigenti, a un nuovo inizio che abbia come punto di partenza la riscoperta del valore della libertà.


    Tra i firmatari:
    Giulio Giorello, Piero Ignazi, Rosetta Loi, Giunio Luzzatto, Claudio Magris, Enzo Marzo, Italo Mereu, Federico Orlando, Claudio Pavone, Alessandro Pizzorusso, Franco Sbarberi, Nadia Urbinati, Gianfranco Viesti, Gustavo Zagrebelski, Tullia Zevi

  2. #2
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    I soliti cialtroni.
    Sanno dire qualcosa di appena appena preciso solo quando si va in questioni "berlusconiane", ad esempio la ridicola pretesa di rendere più rigida la costituzione, cosa che va contro ciò che accade nel resto d'Europa. Bella democrazia, dopo 60 anni una maggioranza e un referendum non bastano a cambiarla? Cos'è? La parola dell'impratore?
    E la stessa democrazia e liberalità è messa in discussione quando si parla della laicità, dove si parla di inesistenti ostacoli a fare quello stile di vita che si vuole, ma quando mai.... La libertà sta nel far parlare tutti, anche la Chiesa, e non tacciarla di illegittimo interventismo perchè dice qualcosa che non si condivide, ma che gli italiani, invece, condividono. Sedicenti liberali all'"inglese" che vogliono la scuola statale solo per fare un dispetto a Ruini, quando magari si sono formati in privatissime scuole o università inglesi.
    Il trucchetto di far passare certi provvedimenti come PACS o matrimoni gay come ovvio rispetto per i diritti e la democrazia è ridicolo, poi, come se oggi i veri diritti fossero impediti, se uno è a favore dei PACS va bene, ma non si dica che sono un diritto inalienabile perchè è solo un provvedimento opinabile come quello degli altri. Tra l'altro la loro amata Costituzione dice ben altor sulla famiglia.
    Sul resto, Europa ed economia, il vuoto assoluto, come era ovvio aspettarsi da gente che non ne capisce niente e ripete solo frasette vuote senza approfondire, ad esempio senza indicare con cosa sostituire i condoni quando c'è bisogno di entrate.
    Against all odds

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da iannis
    I soliti cialtroni.
    Sanno dire qualcosa di appena appena preciso solo quando si va in questioni "berlusconiane", ad esempio la ridicola pretesa di rendere più rigida la costituzione, cosa che va contro ciò che accade nel resto d'Europa. Bella democrazia, dopo 60 anni una maggioranza e un referendum non bastano a cambiarla? Cos'è? La parola dell'impratore?
    E la stessa democrazia e liberalità è messa in discussione quando si parla della laicità, dove si parla di inesistenti ostacoli a fare quello stile di vita che si vuole, ma quando mai.... La libertà sta nel far parlare tutti, anche la Chiesa, e non tacciarla di illegittimo interventismo perchè dice qualcosa che non si condivide, ma che gli italiani, invece, condividono. Sedicenti liberali all'"inglese" che vogliono la scuola statale solo per fare un dispetto a Ruini, quando magari si sono formati in privatissime scuole o università inglesi.
    Il trucchetto di far passare certi provvedimenti come PACS o matrimoni gay come ovvio rispetto per i diritti e la democrazia è ridicolo, poi, come se oggi i veri diritti fossero impediti, se uno è a favore dei PACS va bene, ma non si dica che sono un diritto inalienabile perchè è solo un provvedimento opinabile come quello degli altri. Tra l'altro la loro amata Costituzione dice ben altor sulla famiglia.
    Sul resto, Europa ed economia, il vuoto assoluto, come era ovvio aspettarsi da gente che non ne capisce niente e ripete solo frasette vuote senza approfondire, ad esempio senza indicare con cosa sostituire i condoni quando c'è bisogno di entrate.
    Certamente.
    Quando si parla di regole democratiche e del rispetto delle stesse, sempre "parole vuote" sono per te.
    Manco 5 anni di iperliberalismo (ad personam, per lo più) con i risultati che abbiamo avuto ti sono bastati ad aprire gli occhi su QUESTA (si fa per dire) classe di governo.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles
    Certamente.
    Quando si parla di regole democratiche e del rispetto delle stesse, sempre "parole vuote" sono per te.
    Manco 5 anni di iperliberalismo (ad personam, per lo più) con i risultati che abbiamo avuto ti sono bastati ad aprire gli occhi su QUESTA (si fa per dire) classe di governo.
    Mi riferisco ai suggerimenti per l'economia. si tratta di parole prodiane, cioè vuote, nessuna indicazione su come fare fronte in fretta al bisogno di entrate in caso di stagnazione. E' una questione molto precisa, che non c'entra con Dell'Utri e Previti, e quindi non ha una risposta vedo.
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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da iannis
    Mi riferisco ai suggerimenti per l'economia. si tratta di parole prodiane, cioè vuote, nessuna indicazione su come fare fronte in fretta al bisogno di entrate in caso di stagnazione. E' una questione molto precisa, che non c'entra con Dell'Utri e Previti, e quindi non ha una risposta vedo.
    Ti sei riferito anche alle priorità sull'europa.
    Ma, se hai intenzione di cominciare (come al solito) a mistificare e negare anche quello che hai scritto un minuto fa; la chiudiamo qui.

    Cosa avrebbero dovuto metterci in un appello di UNA pagina se non princìpi FONDAMENTALI?
    La stessa Cosituzione indica quelli che sono i princìpi fondamentali; tant'è che così viene definita, come Legge.
    E' il legislatore, poi, che sviluppa le leggi IN BASE e nel RISPETTO di quei princìpi.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da iannis
    Mi riferisco ai suggerimenti per l'economia. si tratta di parole prodiane, cioè vuote, nessuna indicazione su come fare fronte in fretta al bisogno di entrate in caso di stagnazione. E' una questione molto precisa, che non c'entra con Dell'Utri e Previti, e quindi non ha una risposta vedo.
    Le parole "piene"..

    Subito pensioni a 800 € nei primi 100 giorni.
    Quindi, c'è l'adeguamento a 516€ per quei meno fortunati, 3.500.000 che aspettano, poi gli stessi 5.000.000 di pensionati dovrebbero ricevere 800€...
    Con un debito pubblico cresciuto dal 106% al 110% e il deficit al 4,5%.
    Ma chi volete prendere per il culo?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da T34
    Le parole "piene"..

    Subito pensioni a 800 € nei primi 100 giorni.
    Quindi, c'è l'adeguamento a 516€ per quei meno fortunati, 3.500.000 che aspettano, poi gli stessi 5.000.000 di pensionati dovrebbero ricevere 800€...
    Con un debito pubblico cresciuto dal 106% al 110% e il deficit al 4,5%.
    Ma chi volete prendere per il culo?
    Ecco.
    Se poi ci metti il "piano casa", le parole diventano "vane per i vani".

  8. #8
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    Credere che il futuro dell'Italia possa dipendere dall'esito del 9 aprile... e' TRAGICAMENTE RIDICOLO.

  9. #9
    Simply...cat!
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Condor
    Credere che il futuro dell'Italia possa dipendere dall'esito del 9 aprile... e' TRAGICAMENTE RIDICOLO.
    E' un piacere rivederti su questi lidi,Condor

  10. #10
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    neanche una parola sul rafforzamento della stabilità e dell'efficacia dei governi
    se vinceranno ci daranno 4-5 governi tra Prodi, D'Alema e chissà chi, ma a loro va bene lo stesso

 

 
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