Adesso lo scontro è sulla data delle primarie. Anche se fra i partiti del centrosinistra c´è un fronte molto ampio che preme perché la consultazione per la scelta del candidato presidente della Regione si svolga domenica 17 gennaio, Michele Emiliano punta i piedi. Ufficialmente il sindaco di Bari non parla. «Non commento, non so nemmeno che cosa è successo», dice a chi gli chiede della riunione della coalizione. I suoi sostenitori sembrano però irremovibili. Marco Lacarra, segretario cittadino del Pd e assessore comunale ai Lavori pubblici, è categorico: «La candidatura di Michele Emiliano può essere presa in considerazione soltanto se passa l´emendamento che cancella l´ineleggibilità dei sindaci. In caso contrario, Emiliano deve restare dov´è: alla guida del Comune di Bari». Per questa ragione la posizione del primo cittadino del capoluogo non cambia: le primarie potranno essere celebrate soltanto dopo che il consiglio regionale avrà cambiato la legge elettorale. Quindi, il 24 gennaio.
Sergio Blasi, segretario del Pd pugliese, confida di trovare l´accordo sulle modalità e sui tempi delle primarie nella riunione delle forze della coalizione riconvocata per questa mattina. La distanza da Emiliano però rimane. La firma di un documento politico che impegni tutti i consiglieri regionali del centrosinistra a votare l´emendamento che cancellerebbe l´ineleggibilità è ad oggi impraticabile. È lo stesso Sergio Blasi a spiegare durante l´incontro di ieri che tutto il partito, a cominciare dal segretario nazionale Pierluigi Bersani, è contrario alle leggi ad personam e, soprattutto, che la modifica della legge elettorale non è nella disponibilità delle forze politiche, ma del consiglio regionale nella sua interezza.
I rappresentanti dei partiti - oltre a Pd e a Sinistra ecologia e libertà, ci sono Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Socialisti, Verdi e Alleanza per l´Italia - vanno avanti. I lavori proseguiranno questa mattina. Il tavolo che fisserà la data delle primarie sarà presieduto da Onofrio Introna. Un altro gruppo di lavoro si occuperà delle regole della consultazione, ma anche delle possibili modifiche alla legge elettorale. È possibile che si riparta dalla revisione della soglia di sbarramento per le forze minori.
Contro la cancellazione della norma sull´ineleggibilità dei sindaci, si schiera anche il centrodestra, i cui capigruppo rivolgono un appello al presidente del consiglio regionale, Pietro Pepe, invitandolo ad evitare qualsiasi modifica a colpi di maggioranza alla legge regionale. Raffaele Fitto, ministro per i Rapporti con le Regioni, che ieri ha presieduto un incontro con i parlamentari e i consiglieri regionali del Pdl, chiede a Udc e Io Sud di individuare un programma e un candidato comune. A patto, però, che non si aspetti l´esito delle primarie del centrosinistra. Il Pdl invoca l´election day per l´elezione del presidente della Regione e del sindaco di Bari. «Rispettiamo la scelta di chiunque di candidarsi alle regionali - dice Fitto - ma si metta fine a questa farsa nei confronti dei cittadini baresi che a sei mesi dalle elezioni non sanno ancora se hanno un sindaco». Nel centrodestra, intanto, riprende quota il nome di Adriana Poli Bortone. Rosario Polizzi, braccio destro della senatrice taglia corto: «Siamo contrari alle primarie».

Regione, Emiliano gela il Pd<br />"Senza leggina, niente primarie" - Local | L'espresso