Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 2/10 del 4 gennaio 2010, Ottava dei SS. Innocenti
Rassegna stampa del 4.01.2010
Chiese e moschee
L’arcivescovo di Sarajevo, cardinale Vinko Puljic, è stato intervistato il 20 novembre 2009 dall’agenzia Zenit. Riporto alcune frasi. Una: “In un quartiere di Sarajevo esiste una parrocchia già da ventotto anni ma non riesco a costruire la chiesa; da dieci anni ho avuto il permesso ma non mi è stato assegnato uno spazio mentre continuamente vengono concessi per le costruzioni di moschee” (…).
(Fonte: Rino Cammilleri – Antidoti contro i veleni della cultura contemporanea, Antidoti del 30.12.2009)
Dopo aver giocato a nascondino per più di un anno, l'amministrazione comunale di Genova ha approvato lo schema di convenzione che autorizza la realizzazione di una moschea nel quartiere del Lagaccio. Non che Marta Vincenzi e i suoi assessori abbiano avuto il coraggio di uscire allo scoperto: la giunta rossa ha atteso la vigilia di Natale per far passare, alla chetichella e coi media in stand by, il contestato provvedimento. (...) La moschea voluta dalla giunta di sinistra sarà una struttura di notevoli dimensioni, dotata anche di minareto, e l'appezzamento di terreno destinato a Maometto avrà un'estensione di 5042,5 metri quadri.
(Fonte: www.ilpadano.com del 30/12/2009)
Daje Poletto
Torino - “È una vergogna che i politici si aumentino premi e buonuscita”. Nell’incontro con i giornalisti per gli auguri di Natale, il cardinale Severino Poletto ha denunciato con forza l’avidità di chi - scelto a rappresentare i cittadini - di quei cittadini ignora la crisi e la povertà in aumento. “Chi ci amministra - ha detto - si fa regali aumentandosi lo stipendio. Questo non è bene, servirebbero esempi di austerità quando tanta parte della popolazione vive male”. Con la lettura mattutina dei giornali di ieri l’arcivescovo aveva appreso che anche i consiglieri regionali dell’attuale legislatura percepiranno l’indennità di fine mandato, centomila euro circa. Dei giorni scorsi, poi, era stata la notizia del premio elettorale passato da 1 a 4 euro per voto ottenuto. “Sono sempre lì a litigare ma sui soldi sono d’accordo”, ha insistito il cardinale, giornali alla mano. “Se le cose sono in questi termini è uno scandalo”. (…)
(Da La Stampa del 23 dicembre 2009)
Contr’ordine compagni: il Vaticano II è continuità e non rottura con la Tradizione
Alla domanda se il Vaticano II è stata una rivoluzione o una sintesi di tradizione e novità ha risposto monsignor Agostino Marchetto, Segretario del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti, presentando il 23 novembre a Mosca, al Centro Culturale Biblioteca dello Spirito l’edizione russa del suo libro Il Concilio Vaticano II: contrappunto alla sua storia, un’analisi critica della storiografia del Concilio Vaticano II, pubblicata dall’editrice Biblioteca dello Spirito.
L’idea centrale dell’autore, argomentata nei diversi capitoli del libro, è il superamento di una visione del Concilio che va per la maggiore, secondo cui esso sarebbe un evento “rivoluzionario” che infrange la continuità della tradizione ecclesiale. L’autore insiste invece sulla “corretta interpretazione” delle fonti storiche del Vaticano II e dimostra che il Concilio, che ha avuto un’immensa importanza per la Chiesa cattolica nella seconda metà del XX secolo, non rappresenta una rottura con la tradizione, ma “congiunge nuovo e antico, tradizione e apertura alla novità, conservando la continuità della fede e incarnandola come è doveroso nella contemporaneità”. (…)
(Agenzia Zenit del 23.12.2009)
Nuova Congregazione delle Cause dei Santi
L’organizzazione ebraica B’nai B’rith ha lanciato in Francia una petizione online contro la beatificazione di Pio XII, colpevole di aver “lasciato commettere i crimini nazisti”. “Nella sua beatificazione non possiamo che vedere un’approvazione implicita del comportamento di Pio XII di fronte ai carnefici degli ebrei all’epoca della barbarie nazista”, spiega sul sito destinato alla raccolta firme il presidente di B’nai B’rith Francia Andrè Nadjar. (…)
(Fonte: Blitz quotidiano: Cronaca, Politica, Sport, Gossip del 29.12.2009)
I media italiani, troppo occupati a denunciare le violenza della polizia iraniana, non si sono occupati delle violenze della polizia egiziana: lo facciano noi
Qual è la colpa dei partecipanti alla Gaza Freedom March? Chiedere al governo egiziano il permesso di passare la frontiera con la Striscia di Gaza per commemorare le vittime il primo anniversario dell'operazione Piombo Fuso, scatenata dall'esercito israeliano il 27 dicembre scorso. Quando è finita, il 19 gennaio 2009, migliaia di palestinesi hanno perso la vita, in gran parte donne e bambini ... L'unica fonte di vita per la popolazione civile nella Striscia è rimasta la solidarietà internazionale. Ma il governo dell'Egitto, che quando serve si autoproclama paladino dei diritti violati dei palestinesi, non concede il passaggio alla delegazione di pacifisti della Gaza Freedom March, tra i quali tanti italiani. Oggi i dimostranti, per denunciare questa situazione, si sono dati appuntamento davanti al Museo Egizio del Cairo. Per tutta risposta, il governo egiziano ha risposto inviando poliziotti in tenuta antisommossa, che prima hanno circondato i manifestanti e poi li hanno caricati con brutalità.Almeno due pacifisti, entrambi italiani, sono rimasti feriti. Il ministero degli Esteri italiano ha confermato le notizie in arrivo dal Cairo, ma non è pervenuta al momento nessuna condanna del governo italiano per l'aggressione brutale subita da suoi cittadini all'estero.
(Fonte: it.peacereporter.net/ del 31.12.2009)
I lavori che gli italiani non vogliono più fare: torturare e uccidere i pizzaioli
AOSTA - Due immigrati della Rep. Dominicana sono stati arresti per il caso del'omicidio di Armando Tealdi, il pizzaiolo strangolato nella sua abitazione a Chex Sapin (Aosta) domenica scorsa. Si tratta di Cristian Abreu Candelario, 32 anni, il vicino di casa della vittima, e Victor Manuel Saijas Cuevas, residente a Introd (Ao). Quest'ultimo è stato arrestato intorno alle 16,30 alla stazione Centrale di Milano dai carabinieri di Sesto San Giovanni (Mi). Da quanto i militari hanno potuto ricostruire, i due domenicani hanno suonato a casa di Tealdi che ha loro aperto la porta in pigiama. È stato colpito in maniera violenta con un mortaio da cucina, poi legato con un cavo del computer. I suoi assassini hanno continuato a minacciarlo e picchiarlo per tre ore per farsi consegnare l'incasso degli ultimi giorni, poi lo hanno strangolato. Hanno preso il denaro, circa 700 euro, e sono fuggiti, richiudendo la porta a doppia mandata e infilando la chiave sotto la stessa. La morte di Tealdi è avvenuta circa alle 6 di domenica mattina. (…)
(Fonte: Corriere della Sera del 31.12.2009)
Società per la Cremazione e Massoneria
Il Presidente, l’Ufficio di Presidenza, il Consiglio Direttivo, il Collegio Sindacali, i collaboratori della Società della Società per la Cremazione di Torino partecipano al dolore della famiglia per la scomparsa del Consigliere dott. E.S. (…)
A.:G..:G.:A.
.:U.: La Rispettabile Loggia Pedemontana n. 696 dell’Oriente di Torino saluta il Fratello E.S. già suo Maestro Venerabile, passato all’oriente eterno (…)
(Dai necrologi de La Stampa del 2.01.2010. Ricordiamo che nel nuovo diritto canonico Giovanni Paolo II ha autorizzato la cremazione, che la Chiesa ha sempre vietato: un successo per le Società per la Cremazione e la Massoneria)
Il toro e il colpo gobbo al rabbino
Non è certo questa la sede per parlare del santo del giorno, ma oggi facciamo un’eccezione. Perché si è parlato molto in questi giorni di papi fatti o da fare santi, con la partecipazione entusiastica degli ebrei, e il santo di oggi, che dà il nome alla notte e alla festa di fine anno civile, è un papa, Silvestro, che ha avuto con noi qualche rapporto. La leggenda cristiana agiografica racconta che l’imperatore Costantino e sua madre Elena, alla ricerca della verità, organizzarono un incontro-scontro interreligioso tra il vescovo di Roma, Silvestro e il rabbino di Roma, moderato un filosofo pagano. Per dimostrare la sua potenza il rabbino si fece portare un toro, gli sussurrò all’orecchio il nome sacro divino e il toro stramazzò a terra. Fu poi la volta di Silvestro che sussurrò all’orecchio del toro il nome del suo Messia, e il toro resuscitò. Miracolo che portò alla conversione del giudice pagano, del rabbino e soprattutto di Elena e Costantino e con loro l’impero romano. Un modo amorevole per dire che la tradizione sacra dell’ebraismo è capace solo di far morire, mentre l’altra fa rivivere. Basta un salto nel passato per capire quanto sia complesso e drammatico il rapporto ebraico-cristiano e quanto pesino in ogni momento certe scelte per il loro valore simbolico.
(Fonte: Moked - il portale dell´ebraismo italiano Blog Archive Il santo del giorno: papa Silvestro , nota di Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma)
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