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  1. #1
    Bibidibobidibù
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    Predefinito Vergognatevi...Lettera di Pannella sul blog di Grillo

    Lettera Di Pannella Sul Blog Di Grillo
    Andando sul sito di uno dei personaggi che mi stanno più sulle palle sono incappato su questa ambigua lettera di Pannella a Grillo.

    www.beppegrillo.it

    13 Febbraio 2006
    Primarie dei Cittadini: energia. Marco Pannella

    Marco Pannella mi ha inviato questa lettera sulle Primarie dei Cittadini sull’energia. In realtà è dedicata all’eccessiva natalità e ai pericoli che ne derivano per il nostro futuro.
    E’ chiaro che siamo due tipi diversi. Se dipendeva da lui ci saremmo già estinti, se fossero tutti come me, che ho sei figli, saremmo 25 miliardi…


    “ Caro Grillo,

    tu conosci quanto mi siano propri ispirazioni, obiettivi, urgenze che proponi e che tanta presa di coscienza, di dibattito e di consenso stanno suscitando; a cominciare dalle fonti rinnovabili per andare alla riduzione degli sprechi, al far tesoro della spazzatura che sommerge e inquina il mondo, alla promozione ed alla tutela dei produttori indipendenti. Scusami ma non ce l’ho fatta, con i casini nei quali sono stato impegnato, diciamo totalmente, a scriverti prima sul tuo documento sulle risorse energetiche.

    Comunque non tutti i mali vengono per nuocere, il documento è utile, prezioso, ma (mi) urge anche “altro”.
    Beppe, “quanto, cosa, come consumiamo – e produciamo” è il problema che con e grazie a te si può sperare ora di affrontare; per tentare di tappare le falle aperte da decenni di politiche energetiche sciagurate, dove il petrolio è stata la benzina della corruzione dei partiti e degli Stati, della creazione e del mantenimento di dittature sanguinarie. Ma alla base, all’origine di tutto, dobbiamo chiederci e sapere: tutto questo per chi è, di chi è? Insomma “Quanti siamo?” “Energia”, per chi? Quanti? per 3, 6, 9, e via crescendo, miliardi di “persone”, di consumatori?

    Se il nazicomunismo cinese non avesse stabilito da generazioni di nazisticamente impedire la natalità, sterminando con la forza dello Stato feti e neonati, e genitori “colpevoli”, a che punto di già non saremmo?
    Se non imbocchiamo subito la strada di un “rientro dolce” della popolazione del pianeta da 6 miliardi di persone più o meno alla metà nell’arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo, continueremo ad esser travolti dallo tsumani natalista, che ha visto alleati nei decenni precedenti sia i poteri fondamentalisti clericali, Vaticano in testa, sia il Potere dell’Impero sovietico e quelli fascisti, nazisti, totalitari di ogni tipo, che hanno imposto e impongono all’umanità di procreare, di moltiplicarsi bestialmente, irresponsabilmente, condannando centinaia di milioni di bambini a morire di fame, stenti, guerre…

    Insomma, una energica, immediata politica demografica di “rientro dolce” mi appare come coessenziale per realizzare politiche di risparmio energetico e di investimento sulle fonti rinnovabili per il futuro del nostro paese il documento sulle risorse energetiche.
    Lo ripeto: fascismo, nazismo, comunismo stalinista, fondamentalismi vaticani, talebani, e quelli nazionalisti e razzisti hanno rilanciato in questi giorni dissennate politiche nataliste.
    Oggi, in questi giorni, in Italia i programmi elettorali, i congressi dei partiti recitano un dogma comune: la “difesa della famiglia”. E per “famiglia” intendono la riproduzione continua, intensificata, statalmente incentivata, con milioni di mancia ad ogni bebé, sovvenzioni e detassazioni alla famiglie più numerose… Non una voce si alza contro, a parte i… soliti… Radicali? Rosa nel Pugno? Margherita e Udc, Mastella e Lega trainano possenti, a rimorchio F.I. e in ginocchio perfino i DS, “Verdi” e Comunisti “distratti”.

    La famiglia? Quale? Quali diritti sociali, “etici”, politici per i suoi “costitutori”, donne e uomini di ogni latitudine, colore, opinione, religione? Beppe: anche tu hai l’età per ricordare - siamo ancora in tanti - ma stiamo per essere travolti se gli “altri”, i “giovani” non sanno: “Dio, Patria, Famiglia”. La “bomba” non è quella “nucleare”, se non in termini di rischio, di pericolo. Ma la “bomba demografica” deflagra da più di un secolo e sul suo cammino distrugge tutto: natura, umanità, pianeta, appesta il mondo e i suoi dintorni.

    Lanciamo anche questo SOS, questo MayDay? Io sono pronto, da tempo a dare una mano, e di più. Dai tempi del Club di Roma, quando proponemmo Aurelio Peccei (e chi sarà mai?) a Presidente del Consiglio…
    Ma che disastro quella genìa di sessuofobi, di assolutisti, di disperati, di blasfemi accumulatori di ori e di poteri, di impotenti e prepotenti, sbarcati, di nuovo, da una sponda all’altra del Tevere, e che disperazione i potenti, prepotenti, impotenti di qui, che hanno loro spalancato porte e portoni del Palazzo e delle loro storie, e coscienze!”.

    Marco Pannella

  2. #2
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    Ma non ti ho mica capito sai !!
    sul principale e sul forum unione posti la stessa lettera chiedendo cosa ne pensate e qua invece scrivi vergognatevi...........
    Vergogna a dire che cosa ad inculcare nella testa di una massa di persone diseredate e morte di fame che forse è meglio usare il profilattico per avere un figlio o due figli piuttosto che averne 6 per poi vederli crepare di fame insieme ai genitori e magari evitare anche che la peste del continente africano cioe l'aids si espanda ancora di più

  3. #3
    Bibidibobidibù
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    ti ripeto la domanda fatta sul Principale:
    Chi da ad una persona il potere di scegliere se un bambino possa vivere o no?

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Celtic
    ti ripeto la domanda fatta sul Principale:
    Chi da ad una persona il potere di scegliere se un bambino possa vivere o no?


    Si dia il caso che l'aborto qua in Italia sia legale e che con il preservativo il problema viene eliminato alla radice nel 98% dei casi

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Celtic
    ti ripeto la domanda fatta sul Principale:
    Chi da ad una persona il potere di scegliere se un bambino possa vivere o no?
    Ma che c'entra questa scemenza con la informazione sessuale, la procreazione responsabile e la contraccezione?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Celtic
    ti ripeto la domanda fatta sul Principale:
    Chi da ad una persona il potere di scegliere se un bambino possa vivere o no?
    be,dando il nostro superfluo a chi muore di fame!ti 6 mai affacciato nei cassonetti?

  7. #7
    Silvioleo
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    La demografia di Pannella: confusione mentale finto-liberale?
    di Giorgio Bianco - 21 febbraio 2006

    Dopo Bertinotti e Di Pietro, anche il fu liberista-liberale-libertario Marco Pannella ha recentemente cercato e trovato ampia visibilità sul blog di Beppe Grillo. L'invito era a prendere posizione sul problema energetico: in realtà, la lettera del leader radicale fa dell'energia un mero pretesto, sfiorato con qualche richiamo di circostanza - e vieppiù ossequioso alla political correctness - alle fonti rinnovabili, alla «riduzione degli sprechi», al «far tesoro della spazzatura che sommerge e inquina il mondo» (farne tesoro, sì, ma come?), per poi imporre, con lo stile che gli è proprio e che non pare affatto improntato alla correctness senza aggettivi, alla normale buona educazione, il tema che preme a lui: quello della presunta «esplosione demografica», il perenne e perennemente screditato mito della sovrappopolazione. Dopo un passaggio («Energia», per chi? Quanti? per 3, 6, 9, e via crescendo, miliardi di persone [perché mai queste virgolette, ndr.?], di consumatori?) in cui cerca in modo evidentemente forzato di giustificare la natura pretenziosa del suo intervento, il politico teramano pone un interrogativo a dir poco sconcertante: «Se il nazicomunismo cinese non avesse stabilito da generazioni di nazisticamente impedire la natalità, sterminando con la forza dello Stato feti e neonati, e genitori ‘colpevoli', a che punto di già non saremmo?».

    Chiunque abbia un minimo di familiarità con l'universo pannelliano sa che non può trattarsi di un'esaltazione dei metodi «nazicomunisti» del regime cinese, del resto il modo in cui è formulata la domanda non lascerebbe spazio a dubbi, se non fosse per quel «a che punto di già saremmo?». Sarebbe profondamente menzognero accusare Pannella e i suoi seguaci della minima indulgenza verso il regime di Pechino. Tanto più sconcertante, allora, appare la frase citata, che, se ci si vuole addentrare sul terreno quanto mai impervio dell'esegesi pannelliana, sembra non poter essere interpretata che in un'ottica di «male minore»: la Cina ricorre ad abominevoli metodi nazicomunisti, ma se non lo avesse fatto, lo stato dell'umanità sarebbe ancora peggiore. Forse non è nemmeno così, ma allora che intende dire? Lo spieghino, di grazia, lui e i suoi risentiti adepti già pronti, pare, a sporgere querele.

    Pannella ha fatto proprie, è evidente, le istanze di quell'associazione torinese, Rientrodolce, di cui chi scrive ha già dato ampio resoconto: in queste righe non c'è il minimo interesse a polemizzare ulteriormente con l'associazione, quel che preme è sottolineare le affermazioni del leader che a questo gruppo fa da punto di riferimento: «Se non imbocchiamo subito la strada di un "rientro dolce" della popolazione del pianeta da 6 miliardi di persone più o meno alla metà nell'arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo, continueremo ad esser travolti dallo tsunami natalista» di cui sarebbero responsabili i fondamentalismi clericali, «Vaticano in testa» e il totalitarismo sovietico, nazista, fascista.

    Incurante del fatto che, come è facilmente verificabile compulsando le statistiche, i Paesi che più corrono sulla via dello sviluppo e del benessere sono quelli a maggior densità demografica (e viceversa) e a quanto pare nemmeno sfiorato dall'ipotesi che in economie povere, basate solo o quasi sull'agricoltura di sussistenza, un elevato numero di figli è la conseguenza di un comportamento, al di là delle apparenze, razionale, legato alla necessità di procurarsi forza lavoro, Pannella invoca come essenziale una energica, immediata politica demografica di "rientro dolce", senza peraltro soffermarsi a spiegare con quali metodi, e quanto «dolci», potrà essere perseguito l'obiettivo di riportare la popolazione del pianeta a due miliardi entro la fine del secolo, tenendo conto che, come fa notare il CESPAS (Centro Europeo di Studi su Popolazione Ambiente e Sviluppo) «le ultime stime dell'Onu parlano di una popolazione mondiale che si stabilizzerà intorno ai 9 miliardi di abitanti intorno al 2050» dal che si desume che «bisognerà eliminare qualcosa come 7 miliardi di persone in aggiunta a quelle che toglieranno il disturbo in modo naturale».

    Continuando nella lettura, si comprende come il vero idolo polemico di Pannella sia la «difesa della famiglia», dove per famiglia si deve intendere, a suo dire, «la riproduzione continua, intensificata, statalmente incentivata, con milioni di mancia ad ogni bebé, sovvenzioni e detassazioni alle famiglie più numerose». Quanto a queste ultime, Pannella dal suo punto di vista, può dormire sonni piuttosto tranquilli, visto che, come ci informa Giuseppe Guarini, segretario dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose, queste si sono ridotte da oltre 3 milioni nel 1961 a 300.000 nel 2001. Del resto, sull'attendibilità scientifica e statistica delle sue affermazioni possono sussistere pochi dubbi, dal momento che mena vanto di aver proposto a suo tempo, come presidente del Consiglio, Aurelio Peccei, cofondatore di quel Club di Roma che nel 1976, grazie ad un contributo di 250.000 dollari della Fondazione Volkswagen (strano e complesso rapporto, questo fra associazioni ambientaliste e denataliste e «poteri forti», degno di attenta analisi in altra occasione) pubblicò un rapporto, I limiti dello sviluppo, in cui si cercava di dimostrare che prima della fine del XX secolo le risorse disponibili sul pianeta si sarebbero esaurite - previsione apocalittica della cui fondatezza, come di infinite altre, ognuno può giudicare da sé.

    Quello che qui preme maggiormente sottolineare è che dietro a un lessico ostentatamente «liberale» in cui risuonano parole come «libertà», «diritto», «giustizia», si celi un concetto di «libertà» che, come ha lucidamente notato un commentatore sul web, non è fondato sui diritti dell'individuo, ma, in antitesi con la tradizione liberale, sui bisogni (presunti o reali) di una non meglio identificata «collettività» di altrettanto non identificate «persone». A ben guardare, non è difficile cogliere con quale stravolgimento del lessico della libertà, con quale capovolgimento semantico quasi degno di una neolingua orwelliana si cerca di ascrivere al liberalismo una politica di imperialismo demografico che, in una prospettiva pienamente da Stato etico, pretende che il mondo sviluppato rinunci al livello di vita che ha saputo conquistarsi con la propria capacità inventiva e imprenditiva, e che i Paesi in via di sviluppo si convincano ad accettare programmi di riduzione della natalità non desiderati, però, anche se non si è ancora capito bene in che senso, «dolci».

  8. #8
    Lord Hiram
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    Una domandina...

    ma se pensate che al mondo siamo in troppi perchè non cominciate a rientrare dolcemente voi?

    Andate, andate, poi noi vi veniamo dietro!!!


    LH

  9. #9
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    Ehh in effetti sono sempre i migliori ad andarsene per primi
    tranquillo a te la lunga vita non la toglie nessuno........

  10. #10
    Lord Hiram
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    ti ringrazio per l'augurio ma secondo questa logica neanche voi dovreste morire mai e invece mi sembra che un vostro amichetto se ne sia andato proprio oggi... ecco vedete, ha fatto prima lui su di una sedia a rotelle che voi sulle vostre gambe.


    LH

 

 
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