Questa notte è venuto a mancare Romano Mussolini, apprezzato artista Jazz meglio conosciuto come il figlio del Duce. Di per sè la notizia non ha fatto nemmeno tanta eco. Del resto la vita di Romano è sempre stata tesa alla semplicità ed al silenzio. Strano uomo Romano, poteva nel corso della sua vita candidarsi, andarsi a sedere ad una poltrona, divenire l'anti Caradonna, l'anti Almirante con ottime possibilità di successo (del resto quel cognome pesa anche oggi). Ed invece è risultato inattaccabile nel corso della sua vita proprio perchè aveva un modo di porsi discreto che nemmeno i più ferventi militanti ,che non possono prescindere dall'ideologia, gli hanno riconosciuto. Poi anche la sua grande coerenza nel difendere suo padre con una visione e dolcezza tipica dei fanciulli: davvero inattaccabile. Quando era invitato a qualche trasmissione cercava sempre di pacare i toni e sceglieva tra i suoi ricordi sempre i più umani e mentre Vespa (di questo siamo sicuri) lo chiamava per raccontare qualcosa di nuovo del passato lui sorrideva, gli scendeva una lacrima per poi andare al pianoforte e comunicare con ciò che gli riusciva meglio: l'arte. Si perchè ci vuole per certe persone l'arte dell'umiltà per riuscire ad esistere e resistere, ci vuole la musica per volare lontano dai pregiudizi di questa nostra società schierata quasi tutta da un lato mentre gli altri cercano in ogni modo di rinnegare e riciclarsi per avere poltrone sicure dimentiche della coerenza. Romano non è stato mai un nostalgico del passato, senza dovere per questo rinnegarsi, senza per questo dover pensare di essere stato generato dal male assoluto. Ed è questa la lezione di stile, perchè se da un lato c'è lui che suona melodie di Petrucciani dall'altra c'è Fini che suona canzoni stonate su teatri improbabili e con orchestre pessime pronte a vendersi a qualunque nuovo capobanda capace di procurargli lo spartito migliore e più semplice... Chissà quanti hanno atteso un'ANSA di Romano dopo le dichiarazioni di Gianfanco sul male assoluto.... Io non avevo dubbi sul suo silenzio, il miglior modo per umiliare colui che voleva liquidare davanti agli ebrei un passato grande e complesso, si...il silenzio è stata l'umiliazione per un uomo piccolo e complessato. E per coloro che hanno speculato su quelle frasi l'umiliazione è stata doppia perchè hanno cercato di cavalcare il dissenso della brava gente salvo poi riappecoronarsi al cospetto di colui che crede di riassumere la nostra storia con il suo cognome nel nuovo simbolo del partito: che squallore... Chissà se Fini andrà al funerale... certamente no, come può andare al funerale del figlio del male assoluto... Io come giovane ho voluto ricordare così la figura di Romano, perchè questa persona semplice ha avuto il coraggio di vivere in silenzio con il cuore puro e l'orgoglio e la coerenza di chiamarsi con un cognome ma anche con un nome,questo si per un uomo è la cosa più importante ...




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