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  1. #1
    la ricerca della bellezza nascosta
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    Predefinito Gay scatenati: ormai comandano loro!

    Varata la normativa che estende i diritti di mamma e papà alle coppie omosessuali
    IN PUGLIA DEBUTTA LA FAMIGLIA GAY: PAGA VENDOLA



    Il nome è di quelli che sanno strappare un sorriso di apprezzamento. Il contenuto decisamente meno. Si chiama “legge sulla famiglia” ed è la prima normativa regionale in Italia che estende i diritti, fino ad ora previsti solo per la famiglia tradizionale, a ogni altro tipo di unione, gay compresi. A idearla la regione Puglia. A firmarla il suo governatore Nichi Vendola.
    Lui, comunista a 14 anni e omosessuale a 20 ma discepolo del vescovo di Molfetta (Tonino Bello), è entusiasta del lavoro fatto. «Questa legge è un grande disegno di promozione della dignità delle persone e delle famiglie».
    Il titolo della proposta non lascia dubbi: “Sistema integrato di servizi per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini in Puglia”. E sarà pure una legge «che riqualifica il welfare fondandosi sull’universalità dei diritti», come salutava ieri su Liberazione lo stesso presidente pugliese, eppure la norma odora di Pacs . Quasi che Vendola, in previsione di una vittoria del centrosinistra alle politiche di aprile, abbia volutamente messo le mani avanti per impostare una normativa ad hoc sulle unioni civili.
    Intanto l’iniziativa della sinistra dello stivale resta la prima in Italia a equiparare alla famiglia le unioni di fatto, sia etero che omosessuali.
    Il disegno di legge votato ieri dall’esecutivo, dovrà ora passare al Consiglio regionale per il dibattito e il voto finale. Un lavoro certosino, quello di Vendola e compagni. Preparato in quasi un anno di incontri e discussioni e più volte ritoccato, soprattutto su pressione dell’ala cattolica della Margherita, che criticava le prime stesure, giudicate troppo sbilanciate a favore degli omosessuali. Ma Vendola continua a difendere strenuamente la scelta di tutelare anche «coloro che scelgono di convivere al di fuori del matrimonio e quindi costituiscono nuclei di convivenza che magari ha generato figli e rappresenta da questo punto di vista una questione che non può più essere riconsegnata all’invisibilità». Un pezzo di realtà che chiede «di non subire più di una discriminazione. Non ci siamo rinchiusi in una versione laicista ma ci siamo sforzati di costruire una visione alta».
    Scettica, come detto, una parte della Margherita che aveva chiesto di far scomparire dal testo di legge la parola “famiglie”, al plurale, per sostituirla con “famiglia”, al singolare. Come dire: non si può equiparare la famiglia ad ogni altro tipo di unioni, quali che siano.
    Vibranti proteste anche dal Coordinamento per la difesa della famiglia che nelle settimane passate ha chiamato a raccolta tutto il mondo cattolico. “La famiglia non si tocca” è lo slogan comparso un paio di giorni fa su un’inserzione a tutta pagina su un quotidiano locale, il Corriere del Mezzogiorno e che fa seguito a una vera e propria campagna informativa sul sito internet www.pugliafamiglia.it.
    Parole al vento. Perché i vertici della Regione Puglia vanno avanti. E si apprestano a dar vita al riconoscimento delle coppie di fatto. Una spinta che arriva dalle lobby omosessuali, le più interessate a questo tipo di riconoscimento. Non fosse altro che le coppie di fatto sono ormai riconosciute da gran parte del diritto privato, oltre che dal buon senso. Perfino le unioni gay vengono ammesse da alcuni istituti previdenziali.
    Ma la sinistra, soprattutto l’ala radicale, ne continua a parlare. E il deputato diessino Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, ha già fatto sapere che i Pacs saranno una delle prime leggi da calendarizzare nel caso l’Unione dovesse vincere le elezioni politiche.
    Sui Pacs , comunque, la strada non è tutta in discesa. Il centrosinistra ha nel proprio elettorato e tra i propri attivisti una buona fetta del cattolicesimo di base, delle parrocchie, delle Acli. E la legge sulle unioni civili rappresenta una delle prime spaccature tra la base cattolica e i vertici ecclesiastici, oltre che tra l’estrema sinistra e i moderati della coalizione. Eppure la classe politica del centrosinistra ritiene i Pacs un’emergenza, come il divorzio e l’aborto; al punto di farne una bandiera elettorale. In ballo ci sono voti, tanti voti. E Prodi con Rutelli, nonostante i distinguo o «il bigottismo di certa sinistra» come definì Bertinotti la questione, non vogliono farsi scappare qualcosa come 4 milioni di elettori omosessuali. Tradotto: turiamoci il naso e via libera ai gay. Di certo sarà la campagna elettorale «a più alto tasso di omosessualità nella storia d'Italia» come ricordò tempo fa lo stesso Grillini. C’è da crederci. Il problema, semmai, è un altro: la bandiera dei Pacs sembra servire solo da collante elettorale, per rinviare i problemi più insidiosi del programma della sinistra.
    In Puglia l’hanno capito. La giunta Vendola paga la sua cambiale estremista alle frange più radicali che la sostengono sulla pelle delle famiglie. La portata del disegno di legge in fase di approvazione è tutta ideologica: si vuol far credere di scrivere un nuovo welfare «fondato sul carattere universalistico dei diritti» quando invece l’obiettivo (nonostante la Puglia non sia un legislatore nazionale) è di estendere alle coppie gay i diritti della famiglia tradizionale. Prima gli omosessuali poi il voto agli immigrati.

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  2. #2
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    gay=perverso

  3. #3
    Totila
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    Citazione Originariamente Scritto da uqbar
    Varata la normativa che estende i diritti di mamma e papà alle coppie omosessuali
    IN PUGLIA DEBUTTA LA FAMIGLIA GAY: PAGA VENDOLA



    Il nome è di quelli che sanno strappare un sorriso di apprezzamento. Il contenuto decisamente meno. Si chiama “legge sulla famiglia” ed è la prima normativa regionale in Italia che estende i diritti, fino ad ora previsti solo per la famiglia tradizionale, a ogni altro tipo di unione, gay compresi. A idearla la regione Puglia. A firmarla il suo governatore Nichi Vendola.
    Lui, comunista a 14 anni e omosessuale a 20 ma discepolo del vescovo di Molfetta (Tonino Bello), è entusiasta del lavoro fatto. «Questa legge è un grande disegno di promozione della dignità delle persone e delle famiglie».
    Il titolo della proposta non lascia dubbi: “Sistema integrato di servizi per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini in Puglia”. E sarà pure una legge «che riqualifica il welfare fondandosi sull’universalità dei diritti», come salutava ieri su Liberazione lo stesso presidente pugliese, eppure la norma odora di Pacs . Quasi che Vendola, in previsione di una vittoria del centrosinistra alle politiche di aprile, abbia volutamente messo le mani avanti per impostare una normativa ad hoc sulle unioni civili.
    Intanto l’iniziativa della sinistra dello stivale resta la prima in Italia a equiparare alla famiglia le unioni di fatto, sia etero che omosessuali.
    Il disegno di legge votato ieri dall’esecutivo, dovrà ora passare al Consiglio regionale per il dibattito e il voto finale. Un lavoro certosino, quello di Vendola e compagni. Preparato in quasi un anno di incontri e discussioni e più volte ritoccato, soprattutto su pressione dell’ala cattolica della Margherita, che criticava le prime stesure, giudicate troppo sbilanciate a favore degli omosessuali. Ma Vendola continua a difendere strenuamente la scelta di tutelare anche «coloro che scelgono di convivere al di fuori del matrimonio e quindi costituiscono nuclei di convivenza che magari ha generato figli e rappresenta da questo punto di vista una questione che non può più essere riconsegnata all’invisibilità». Un pezzo di realtà che chiede «di non subire più di una discriminazione. Non ci siamo rinchiusi in una versione laicista ma ci siamo sforzati di costruire una visione alta».
    Scettica, come detto, una parte della Margherita che aveva chiesto di far scomparire dal testo di legge la parola “famiglie”, al plurale, per sostituirla con “famiglia”, al singolare. Come dire: non si può equiparare la famiglia ad ogni altro tipo di unioni, quali che siano.
    Vibranti proteste anche dal Coordinamento per la difesa della famiglia che nelle settimane passate ha chiamato a raccolta tutto il mondo cattolico. “La famiglia non si tocca” è lo slogan comparso un paio di giorni fa su un’inserzione a tutta pagina su un quotidiano locale, il Corriere del Mezzogiorno e che fa seguito a una vera e propria campagna informativa sul sito internet www.pugliafamiglia.it.
    Parole al vento. Perché i vertici della Regione Puglia vanno avanti. E si apprestano a dar vita al riconoscimento delle coppie di fatto. Una spinta che arriva dalle lobby omosessuali, le più interessate a questo tipo di riconoscimento. Non fosse altro che le coppie di fatto sono ormai riconosciute da gran parte del diritto privato, oltre che dal buon senso. Perfino le unioni gay vengono ammesse da alcuni istituti previdenziali.
    Ma la sinistra, soprattutto l’ala radicale, ne continua a parlare. E il deputato diessino Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, ha già fatto sapere che i Pacs saranno una delle prime leggi da calendarizzare nel caso l’Unione dovesse vincere le elezioni politiche.
    Sui Pacs , comunque, la strada non è tutta in discesa. Il centrosinistra ha nel proprio elettorato e tra i propri attivisti una buona fetta del cattolicesimo di base, delle parrocchie, delle Acli. E la legge sulle unioni civili rappresenta una delle prime spaccature tra la base cattolica e i vertici ecclesiastici, oltre che tra l’estrema sinistra e i moderati della coalizione. Eppure la classe politica del centrosinistra ritiene i Pacs un’emergenza, come il divorzio e l’aborto; al punto di farne una bandiera elettorale. In ballo ci sono voti, tanti voti. E Prodi con Rutelli, nonostante i distinguo o «il bigottismo di certa sinistra» come definì Bertinotti la questione, non vogliono farsi scappare qualcosa come 4 milioni di elettori omosessuali. Tradotto: turiamoci il naso e via libera ai gay. Di certo sarà la campagna elettorale «a più alto tasso di omosessualità nella storia d'Italia» come ricordò tempo fa lo stesso Grillini. C’è da crederci. Il problema, semmai, è un altro: la bandiera dei Pacs sembra servire solo da collante elettorale, per rinviare i problemi più insidiosi del programma della sinistra.
    In Puglia l’hanno capito. La giunta Vendola paga la sua cambiale estremista alle frange più radicali che la sostengono sulla pelle delle famiglie. La portata del disegno di legge in fase di approvazione è tutta ideologica: si vuol far credere di scrivere un nuovo welfare «fondato sul carattere universalistico dei diritti» quando invece l’obiettivo (nonostante la Puglia non sia un legislatore nazionale) è di estendere alle coppie gay i diritti della famiglia tradizionale. Prima gli omosessuali poi il voto agli immigrati.

    Caro Uqbar, ormai non ci sono più parole. Rischiamo di essere monotoni...

  4. #4
    Valdôtain avant tout!
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    Predefinito

    Una cosa ridicola...

  5. #5
    Totila
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    Citazione Originariamente Scritto da autonomistavda
    Una cosa ridicola...
    Benvenuto, autonomistavda.

  6. #6
    Totila
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da audace12
    gay=perverso

    Benvenuto audace 12.

 

 

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