Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    motan
    Ospite

    Predefinito Cassazione bacchetta le questure sulle espulsioni di extra-UE

    Una pronuncia della Corte di Cassazione ha reputato illecite alcune prassi amministrative adottate dalle Questure in materia di requisiti richiesti per il rinnovo del permesso di soggiorno.
    La Corte, con sentenza n. 2417/05 ha annullato il decreto di espulsione emesso nei confronti di un cittadino algerino che non aveva dimostrato di aver percepito redditi nell'anno precedente alla presentazione della domanda di rinnovo, ma che da quattro mesi lavorava come operaio.

    Prima del "dagli alle toghe rosse" vorrei far notare due cose, visto che spesso ho discusso sulle pratiche di espulsione in questo forum:

    1) Sono le questure (tramite il prefetto > questore > udienza di convalida del giudice di pace) e non i giudici a decidere nel merito delle espulsioni.

    2) In questo caso le questure avevano palesemente torto: l'articolo 5 della Bossi-Fini non prevede nessun vincolo legato al reddito per il rinnovo dei permessi di soggiorno (basta andare a leggerlo). Le questioni economiche sono state inventate e adottate di sana pianta da qualche ufficio stranieri scavalcando il Testo Unico sull'Immigazione.

    Cosa devo dedurre?
    Che c'è qualche questura politicizzata o che in tali uffici lavorano anche degli incompetenti?
    Propendo per la seconda ipotesi.

  2. #2
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    Sarà, ma nell'anno precedente la presentazione della domanda di rinnovo come si è mantenuto l'algerino?

  3. #3
    motan
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da novis
    Sarà, ma nell'anno precedente la presentazione della domanda di rinnovo come si è mantenuto l'algerino?
    Non ne ho idea, ma la Bossi-Fini prevede che se uno ha un contratto a tempo indeterminato e perde il lavoro, ha tempo 6 mesi (art 22/11) per trovarne un'altro prima di andarsene dall'Italia (o essere espulso se non lo fa spontaneamente).
    Quindi negare il rinnovo basandosi sul reddito, quando si prevede per legge la possibilità per l'extra-UE di non avere reddito per metà anno, è una pura invenzione di qualche questura (anzi, direi di qualche disinformato che lavora in questura, tanto per non generalizzare).

  4. #4
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da motan
    Non ne ho idea, ma la Bossi-Fini prevede che se uno ha un contratto a tempo indeterminato e perde il lavoro, ha tempo 6 mesi (art 22/11) per trovarne un'altro prima di andarsene dall'Italia (o essere espulso se non lo fa spontaneamente).
    Quindi negare il rinnovo basandosi sul reddito, quando si prevede per legge la possibilità per l'extra-UE di non avere reddito per metà anno, è una pura invenzione di qualche questura (anzi, direi di qualche disinformato che lavora in questura, tanto per non generalizzare).


    a proposito di espulsione dopo che uno ha perso il lavoro, pare che la sinistra intenda abolirla questa parte, insieme alle molte altre, chiaro....ma visto che te sei uno che non c'ha il paraocchi e ragiona con la sua testa....ma dime na roba...6 mesi non sono un periodo sufficiente perchè uno possa trovare lavoro e in caso contrario deve tornarsene a casa sua? già è inspiegabile come faccia a mantenersi in quei 6 mesi...ma tant'è diamo x buono che abbia dei danè da parte....

  5. #5
    motan
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da pensiero
    a proposito di espulsione dopo che uno ha perso il lavoro, pare che la sinistra intenda abolirla questa parte, insieme alle molte altre, chiaro....ma visto che te sei uno che non c'ha il paraocchi e ragiona con la sua testa....ma dime na roba...6 mesi non sono un periodo sufficiente perchè uno possa trovare lavoro e in caso contrario deve tornarsene a casa sua? già è inspiegabile come faccia a mantenersi in quei 6 mesi...ma tant'è diamo x buono che abbia dei danè da parte....
    Infatti io alcune parti del programma di sx non le condivido, stando a quello che ho letto nella bozza a proposito dell'immigrazione.
    Ho ridato un'occhiata, ma non ho visto la proposta di abolire l'espulsione in seguito alla perdita di lavoro. Magari mi è sfuggita, se qualcuno la trova può correggermi. Io avevo sentito parlare piuttosto di un prolungamento del periodo (fino a 1 anno) in cui l'extra-UE poteva trovare un altro lavoro.
    Comunque sono contrario, 6 mesi sono sufficienti.

    In quel programma poi, per me ci sono cose sensate, altre meno.
    Ad esempio è vero che attualmente è una finzione l'assunzione dello straniero direttamente dall'estero. Chi assume una persona, perdipiù extracomunitaria senza averla mai vista in faccia?
    Le quote le prendono i clandestini che lavorano in nero, per poi regolarizzarsi. Quindi preferisco che esista un permesso di soggiorno temporaneo (con le dovute garanzie e controlli) per ricerca lavoro, che una pletora di irregolari (entrati tramite mafie o sistemi vari di corruzione) che aspettano di sanarsi ogni anno con il decreto flussi facendo finta di essere stati fino a quel momento nel loro paese.
    Condivido di togliere dalle quote i lavori a sostegno della famiglia (es. badanti).
    Condivido l'incentivo all'emersione dalla condizione di clandestinità attraverso meccanismi non punitivi: cioè se l'irregolare dichiara la sua posizione di lavoratore in nero (e lo si rimpatria) non precludergli futuri ingressi regolari (oggi sanzionati con il divieto di reingresso fino a 10 anni, e con 5 anni di carcere per i recidivi, come se le galere non fossero già abbastanze piene).
    Così si colpisce (con delle multe belle salate) anche chi sfrutta illegalmente manodopera a basso costo.
    Trovo invece sbagliata la "manica larga" sulle conversioni dei permessi di soggiorno di altro tipo in lavorativi, diventerebbero un modo per aggirare le quote.
    Non condivido l'idea di concedere la cittadinanza in base alla nascita in Italia.
    Già oggi la Bossi-Fini prevede l'inespellibilità dei parenti conviventi (fino al 4° grado) con un cittadino italiano, anche se clandestini.
    Se questa cosa fino ad adesso ha riguardato in maggior parte situazioni in cui un cittadino italiano sposava una extra-UE, e nasceva un figlio (ovviamente italiano, essendolo uno dei genitori) figuriamoci cosa succederebbe se passasse la cittadinanza basata sullo "ius soli". Migliaia di ricongiungimenti familiari, con clandestini che è sufficiente che dichiarino la residenza in casa del nuovo nato con cittadinanza italiana, per ottenere senza sforzo un permesso di soggiorno...

 

 

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