Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Iterum rudit leo
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    Predefinito Il "modello scandinavo" tra mito e realtà

    Chi ha come me una certa età ricorda il mito della Svezia negli anni Sessanta: il welfare state che provvedeva ai cittadini «dalla culla alla bara», la libertà sessuale, i detenuti portati in crociera… Era la dimostrazione che lo Stato socialdemocratico e ateo funzionava meglio della Provvidenza; anzi, che quest’ultima era solo una pia superstizione di popoli arretrati. Ricordate film come Il diavolo di Alberto Sordi o Helga in cui si vedevano i genitali femminili in primo piano (con la scusa di mostrare un parto)?

    Ma io ricordo anche la fuga del celebre regista Ingmar Bergman, oppresso dalle tasse; l’unico posto al mondo in cui esistesse il «suicidio fiscale» (gente che si uccideva perché stufa di versare tutto quel che guadagnava al governo); il divieto di Tom & Jerry perché «violenti» ma la pornografia anche sadomaso in vendita dal droghiere; gli interni delle case obbligatoriamente dipinti secondo il piano regolatore; le figlie tolte alle famiglie di immigrati che impedivano loro di avere rapporti sessuali precoci. Eccetera.

    Apprendo con piacere dall’Istituto Bruno Leoni che si può scaricare (www.brunoleoni.it) un libro che pare intrigante: Il “modello scandinavo” tra mito e realtà, di Tito Tettamanti (presidente dell’Associazione Società Civile Svizzera). Nel quale emerge un dato: la Svezia nel 1970 era il quarto Paese più ricco del mondo. Oggi è al quattordicesimo posto. E -aggiungo io- è costretta a varare leggi tipo «figli alla patria». Oltre a dover far fronte a problemi di alcolismo di massa davvero importanti. Più la droga, la violenza giovanile, come tutti.

    (C) Rino Cammilleri

  2. #2
    roberto m
    Ospite

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    io ci sono stato l'estate scorsa e tutta questa sofferenza non l'ho vista, anzi mi sembrava di sognare per la gentilezza, la disponibilità delle persone al dialogo, e l'opulenza, Camilleri si riferiva sicuramente al "regime" socialista di Olof Palme degli anni '70 che quello si era molto demagogico e cio' che ha scritto Camilleri non mi stupisce affatto: per quanto riguarda l'alcolismo devo dire che ho notato campagne molto forti contro tale fenomeno e mi pare che rispetto alla fine degli anni 80 un progresso ci sia:
    l'alcolista, come il fumatore vengono in un certo qual modo demonizzati e le persone che devono guidare quella sera non bevono, su questo sono molto scrupolosi

  3. #3
    Alvise
    Ospite

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    La Svezia, ed in generale le nazioni scandinave, hanno assistito ad un grosso mutamento (oserei dire "inversione") dei costumi a partire dai primi anni sessanta.

    La stessa socialdemocrazia svedese (al potere dal 1932 al 1976, poi dal 1982 al 1991, e poi dal 1994 sino ad oggi), ha molto mutato la sua natura nel corso della propria storia.

    I socialdemocratici furono la forza politica che emanò le leggi eugenetiche e che tenne una neutralità assai benevola verso la Germania durante la II GM.

    Spesso si afferma che in Svezia "sin dagli anni venti è stata introdotta l'educazione sessuale nelle scuole". In realtà l'affermazione è imprecisa; nella seconda metà degli anni venti del '900 nelle scuole svedesi vennero introdotti corsi di "Educazione Morale", di impostazione piuttosto conservatrice e dalla forte impronta luterana, che coniugavano elementi di moralismo e salutismo.

    Nel corso degli anni sessanta, e più fortemente durante i settanta, la società svedese ha assunto i modi ed i costumi per cui oggi noi la conosciamo.

  4. #4
    roberto m
    Ospite

    Predefinito

    per me comunque tutto sommato restano un paese positivo: sono stato accusato di parlare per luoghi comuni e quindi spiego brevemente: una crescita superiore alla media europea, degli standard di servizi impeccabili anche se cari ma è la legge del mercato, un'assistenza sociale che tutti conosciamo ma soprattutto hanno votato contro l'euro malgrado la pressione ricevuta dai loro politici per votare a favore e l'assassinio della ministro degli esteri Anna Bildt che era la portaparola del voto a favore dell'euro, proprio perchè loro all'Europa cosi' com'è ci credono poco, per loro Europa vorrebbe dire livellamento verso il basso e apertura incontrollata ai baltici (finlandesi,estoni, lituani e lettoni) di cui temono la concorrenza.

    Non ho mai visto nemmeno in Inghilterra e nemmeno in Australia tante bandiere nazionali davanti alle case e le fotografie della famiglia reali.

    Gli svedesi non amano la mondializzazione internazionale e vorrebbero imporre una mondializzazione scandinava di cui sono orgogliosi:
    a parte la Ikea che tutti conosciamo, il mercato degli articoli per la decorazione e il mobilio per la casa hanno fatto progressi enormi e procede a gonfie vele anche a scapito di paesi tradizionalmente produttori come l'Italia. Con orgoglio fanno notare che sono stati i primi a creare in Europa il concetto dei giornali gratuiti distribuiti nel metro (Metro), una delle prime e più efficienti reti telefoniche alternative (Tele2).

    Come ha fatto notare un amico conservatore, uno dei segreti di questa prosperità economica è anche il fatto che da 200 anni gli svedesi sono neutrali ed hanno saputo costruire la loro prosperità sia durante la prima che durante la seconda guerra mondiale mantenendo ottimi rapporti commerciali con i tedeschi che acquistavano a prezzi altissimi la loro produzione mineraria e pagavano il passaggio per attraversare il paese.

    E' vero che durante la seconda guerra mondiale la neutralità svedese fu molto benevola nei confronti dei nazisti ma vi furono anche luci ed atti di vero eroismo: da notare i 7000 ebrei danesi salvati dallo sterminio ed accolti in Svezia, l'opera di Raoul Wallemberg, inviato dal re di Svezia a Budapest che insieme all'amico Perlasca riusci' a strappare diverse migliaia di ebrei agli aguzzini nazisti, scompari' senza lasciare traccia nel 1945 e fu nominato Giusto dagli israeliani, le missioni del Conte Folke Bernadotte, nipote del Re, per strappare ai nazisti il maggior numero di vittime e per favorire l'indipendenza di Israele (fu assassinato proprio nel 1948 a compimento della sua opera).

  5. #5
    roberto m
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Alvise Nutti
    La Svezia, ed in generale le nazioni scandinave, hanno assistito ad un grosso mutamento (oserei dire "inversione") dei costumi a partire dai primi anni sessanta.

    La stessa socialdemocrazia svedese (al potere dal 1932 al 1976, poi dal 1982 al 1991, e poi dal 1994 sino ad oggi), ha molto mutato la sua natura nel corso della propria storia.

    I socialdemocratici furono la forza politica che emanò le leggi eugenetiche e che tenne una neutralità assai benevola verso la Germania durante la II GM.

    Spesso si afferma che in Svezia "sin dagli anni venti è stata introdotta l'educazione sessuale nelle scuole". In realtà l'affermazione è imprecisa; nella seconda metà degli anni venti del '900 nelle scuole svedesi vennero introdotti corsi di "Educazione Morale", di impostazione piuttosto conservatrice e dalla forte impronta luterana, che coniugavano elementi di moralismo e salutismo.

    Nel corso degli anni sessanta, e più fortemente durante i settanta, la società svedese ha assunto i modi ed i costumi per cui oggi noi la conosciamo.
    bisogna dire comunque Alvise che una specie di inversione di tendenza di questi costumi "sfrenati" è iniziata a partire dell'assassinio di Olof Palme il 28 febbraio 1986 in strada mantre stava andando al cinema e senza scorta: fino a quella data la Svezia si crogiolava nel suo splendido isolamento, la criminalità era a livelli bassi e la gente si sentiva molto al sicuro rispetto ad un 'Europa vittima della delinquenza e del terrorismo, gli ideali socialisti di Olof Palme che era un politico di razza conosciuto nel mondo facevano scuola un po' ovunque come modello da seguire, malgrado i suicidi di chi veniva rovinato dalle troppe imposte.

    Quel 28 febbraio 1986 fu una specie di doccia fredda per gli svedesi che si accorsero che la loro sicurezza non era poi cosi' assoluta e inoltre senza Palme il prestigio degli svedesi nel mondo ci perdeva di parecchio: da qui la necessità di bussare alla porta della comunità europea per cercare nuovi sbocchi commerciali e culturali pur con un certo scetticismo per quanto riguarda l'unione politica ed una volontà di mantenere una differenziazione ed un carattere scandinavo.

    Per quanto riguarda la sicurezza a quanto pare la lezione di Olof Palme non fu recepita perchè recentemente anche Anna Bildt che era ministro degli esteri fu assassinata in un centro commerciale senza alcuna scorta

    un piccolo aneddoto personale: quest'estate andai in bed and breakfast vicino a Stoccolma per prenotare una camera per la sera stessa: la proprietaria non era in casa ma una ragazza della pulizie mi porse il suo cellulare per chiamarla: concordai con la proprietaria il prezzo della camera e mi disse che sarebbe arrivata 5 ore dopo, nel frattempo potevo salire in casa sua per appoggiare i miei bagagli e farmi una doccia e mi diede per telefono il codice per aprire la porta di casa sua: senza conoscermi e sanza ancora aver pagato!

  6. #6
    The darkness inside...
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    Predefinito

    Per me le Nazioni Scandinave si sono da sempre concentrate di più sulla prosperità e il benessere delle proprie popolazioni, che sull'acquisire un ruolo di rilevanza internazionale.
    Certo, la loro economia può essere ancora attiva e dinamica, e molti loro cittadini possono sentirsi nel "migliore mondo possibile": ma credo che intanto stiano andando verso la degenerazione morale, creando enormi attriti tra la loro piena tradizione europea, concretizzata nella Monarchia, e i nuovi problemi e le moderne questioni del mondo contemporaneo. La Finlandia è quella che ha commesso più passi per aggregarsi all'Area Europea, ma la Svezia non ha adottato l'euro, e la Norvegia non è neanche nell'EU. Non dico che abbiano sbagliato, ma credo che questo denoti un atteggiamento di chiusura e di conservazione del loro amato benessere.
    Potrei anche sbagliarmi, non ho molte informazioni sugli stati nordici.
    Andrea I Nemesis
    Rinascente
    Affiliato a Azione Conservatrice Nazionale

  7. #7
    roberto m
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Andrea I Nemesi
    Per me le Nazioni Scandinave si sono da sempre concentrate di più sulla prosperità e il benessere delle proprie popolazioni, che sull'acquisire un ruolo di rilevanza internazionale.
    Certo, la loro economia può essere ancora attiva e dinamica, e molti loro cittadini possono sentirsi nel "migliore mondo possibile": ma credo che intanto stiano andando verso la degenerazione morale, creando enormi attriti tra la loro piena tradizione europea, concretizzata nella Monarchia, e i nuovi problemi e le moderne questioni del mondo contemporaneo. La Finlandia è quella che ha commesso più passi per aggregarsi all'Area Europea, ma la Svezia non ha adottato l'euro, e la Norvegia non è neanche nell'EU. Non dico che abbiano sbagliato, ma credo che questo denoti un atteggiamento di chiusura e di conservazione del loro amato benessere.
    Potrei anche sbagliarmi, non ho molte informazioni sugli stati nordici.
    e allora glie ne vuoi fare una colpa se non vogliono aggregarsi troppo all'Europa? il loro livello socio economico è superiore a quello della media europea, il loro livello di crescita è più alto, avrebbero tutto da perdere. Quanto alla degenerazione morale ti invito a fare un distinguo tra quello che si diceva e si temeva negli anni 80 e la realtà di oggi, io in Svezia ci sono stato nel 1987 e nel 2005, mentre nel 1987 mi accorsi che il problema dell'alcolismo aveva raggiunto livelli allarmanti, nel 2005 decenni di campagne anti alcol molto spinte e molto colpevolizzanti nei confronti i chi beveva hanno sicuramente ridotto il fenomeno anche se non dispongo di statistiche ufficiali

  8. #8
    roberto m
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Andrea I Nemesi
    Non dico che abbiano sbagliato, ma credo che questo denoti un atteggiamento di chiusura e di conservazione del loro amato benessere.
    .
    chiamali fessi, non glie l'ha mica ordinato il medico di entrare nella sgangherata europa

 

 

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