Massimo Granata
07/02/2006
La modernizzazione delle forze armate della Repubblica Popolare Cinese ha avuto inizio nei primi anni ottanta, su impulso e con la collaborazione dei Paesi occidentali, che pensavano così di creare un ipotetico secondo fronte su cui immobilizzare forze sovietiche altrimenti impiegabili sul teatro europeo.
E’ di quel periodo l’accordo con la Grumman statunitense per il refitting (1) della flotta di aerei da combattimento di produzione sovietica e l’ingresso sul mercato cinese dell’industria bellica di Francia e Israele.
I fatti di piazza Tienanmen, la caduta del muro di Berlino e la successiva scomparsa dell’Unione Sovietica mutarono il quadro strategico generale e provocarono la rescissione dei rapporti con l’industria bellica USA; per cui, per almeno un quinquennio, sino ed oltre la metà degli anni ‘90 la modernizzazione procedette con ritmi «cinesi» e riguardò essenzialmente le forze di terra che vennero progressivamente «dimagrite» (2) e fornite di mezzi più moderni, essenzialmente di produzione russa o copie locali di mezzi russi.



La vera accelerazione del processo di riarmo cinese data dalla seconda metà degli anni ’90, quando l’Armata Popolare dette l’avvio a numerosi programmi di ammodernamento e di nuove acquisizioni, accelerando nel contempo il ritmo delle stesse.
Allo stato attuale il bilancio della difesa cinese si aggira sui trenta miliardi di dollari, e ha avuto un incremento costante pari al 15\18% annuo a partire dal 2000.
Le spese militari complessive, che comprendono anche uscite diverse da quelle a carico del ministero della Difesa (3), ammontano a circa 50 miliardi di dollari annui.
La cifra non è strabiliante, se paragonata ai 415 miliardi di dollari del bilancio statunitense, ma è notevolissima se rapportata ai costi di acquisizione di materiali di difesa di produzione nazionale cinese.
Le priorità individuabili nella corsa agli armamenti cinese sono essenzialmente quattro: forze nucleari strategiche; sistemi di scoperta lontana e coordinamento della difesa aerea; linea degli aerei da combattimento; forze navali.
Per quanto riguarda le forze nucleari strategiche nel 2003 è stato dispiegato il nuovo missile balistico Dong-Feng 31, con raggio di circa 8.000 km, che porta un carico bellico di 700 kg o una testata nucleare da un megaton.



Il DF31 è un missile a tre stadi a combustibile solido e a testata singola, montato su rampa mobile (4).
E’ in fase avanzata di sviluppo il Dong-Feng 41, una versione migliorata del DF31, con una portata di 12.000 km, che gli permetterebbe di raggiungere tutto il territorio USA.
Di ambedue questi ordigni è in fase di produzione una versione navale, che dovrebbe equipaggiare l’unico sommergibile nucleare balistico in servizio e il secondo, capostipite di una nuova classe, da tempo in fase di realizzazione.
E’ inoltre in via di sviluppo un missile da crociera, che dovrebbe equipaggiare i 5 sommergibili nucleari d’attacco in servizio (5).
La rete di difesa aerea e allarme precoce, è stata recentissimamente (estate 2005) implementata con l’entrata in servizio di un nuovo grande radar di scoperta, con copertura oltre l’orizzonte, sviluppato con l’assistenza di tecnici russi.
Sempre sul mercato russo sono stati acquisiti 4 aerei AEW IL76 Mainstray, per il coordinamento degli intercettori e l’allarme precoce di intrusione di forze aeree ostili.



Sul fronte della flotta di aerei da combattimento continua l’entrata in servizio del nuovo cacciabombardiere J-10 di produzione nazionale.
Questo caccia, la cui entrata in servizio era risultata problematica, pare avere raggiunto la maturità operativa, tanto che ne è iniziata l’esportazione in Pakistan (6).
Continua anche l’immissione in servizio del J-11, sigla che contrassegna in Cina le varie versioni del caccia russo Shukoi 27\30 Flanker, nelle varie versioni acquistate direttamente sul mercato russo o prodotte in loco su licenza.
E’ inoltre in sviluppo un caccia pesante da superiorità aerea denominato J-12, che includerebbe tutte le tecnologie avanzate introdotte sul nuovissimo MIG 1.42\44 russo, il che ne farebbe un aereo con caratteristiche di quinta generazione (7).
Il primo prototipo di questo aereo starebbe superando le prove a terra e potrebbe a breve effettuare il primo volo.
A breve dovrebbero anche entrare in sevizio almeno 4 IL-76 areocisterna, che consentendo il rifornimento in volo incrementerebbero di molto il raggio d’azione dei velivoli.



Nel campo del potenziamento della marina la modernizzazione sta avvenendo essenzialmente con l’acquisto di costruzioni navali e sistemi d’arma russi.
Sono entrati in servizio due cacciatorpediniere classe Sovremenny da 8.500 tonnellate, inizialmente impostati sui cantieri di San Pietroburgo per la marina russa e completati su ordinazione cinese tra il 1999 e il 2000, mentre due nuove costruzioni della stessa classe sono state ordinate e entreranno in sevizio probabilmente tra il 2008 e il 2010.
Le due unità in linea sono armate con il missile antinave a lunga portata Moskit\Sunburn, concepito dai russi per l’attacco alle portaerei (8).
E’ in programma l’acquisizione di almeno due unità portaerei di costruzione nazionale (9).
La flotta dei sommergibili è stata recentemente incrementata di 5 unità classe Kilo di costruzione russa, mentre otto ulteriori unità sono state ordinate.
Probabilmente con i Kilo sono stati acquisiti anche i nuovissimi siluri russi, che sfruttando l’effetto cavitazione (10) raggiungono la velocità di 200 nodi cancellando le possibilità di difesa passiva del naviglio di superficie.



Anche nel campo dell’assalto anfibio la marina cinese ha recentemente messo in linea 6 nuove unità da 4.800 tonnellate, dotate di un ponte da elicotteri, in aggiunta alle pur recenti 7 unità della classe Yukan.
Nel complesso le forze armate cinesi non sono ancora in grado di effettuare una proiezione di potenza geostrategica.
Le forze nucleari strategiche sono primitive e dal punto di vista della precisione e dal punto di vista della possibilità del secondo colpo.
Quella che è fortemente migliorata è la capacità di difesa del territorio nazionale dalla intrusione di forze aeree ostili.
Su scala regionale oggi sarebbe possibile alla marina interdire interventi esterni in caso di tentata invasione di Taiwan, ed è diventata realistica l’imposizione di una propria zona di influenza, se non di effettivo controllo, su zone economicamente essenziali come gli arcipelaghi del Mar Cinese meridionale (11).

Massimo Granata




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Note
1) Si intende per refitting il miglioramento della macchina e soprattutto dei software operativi per l’integrazione alla stessa di nuovi sistemi d’arma e di difesa.
2) Da 4milioni e mezzo di uomini degli anni 70 agli attuali 1.700.000.
3) La ricerca, lo sviluppo e la corsa allo spazio ad esempio, se pure gestite da militari, sono a carico di altri ministeri.
4) Il miglioramento costituito da questi missili sta tutto nella superiore capacità di sopravvivere ad un primo colpo avversario grazie alla dislocabilità delle rampe mobili. Per quanto riguarda le testate e i veicoli di rientro siamo ad uno stadio primitivo. Le testate sono singole, non miniaturizzate e devono impiegare cariche da un megaton per essere efficaci. Sono armi da pura deterrenza.
5) Si tratta probabilmente di un missile che impiega tecnologia russa di guida inerziale associata alla ricezione della banda civile del sistema GPS; ciò rende la sua precisione aleatoria.
6) Il J-10 deriva dalla copiatura di un F16 ottenuto dal Pakistan, integrata da tecnologie israeliane sperimentate nel progetto del caccia Lavi sviluppato dalla IAI negli anni ottanta e mai entrato in produzione. Il Lavi, molto superiore all’F16, non venne prodotto su pressione degli americani che temevano la concorrenza sul mercato dell’esportazione. Il favore venne ripagato con la fornitura, gratis, dell’intera flotta di F16 che equipaggia oggi l’aviazione israeliana. Gli iniziali problemi sofferti dal J-10, aereo di innegabile qualità tecnologica, erano dovute probabilmente alla intenzione cinese di farne un intercettore puro. Avendo rinunciato a queste specifiche con l’acquisizione dei Shukoi 27\30, il J-10 è tornato ad essere un caccia multiruolo di sicuro valore.
7) Si tratterebbe di un aereo equivalente all’F 22 raptor americano. Più probabilmente si tratterà di un equivalente, sia pure nella diversità dei concetti e dei ruoli, del Rafale o dell’EFA 2000 Typhon. Solo che questi sono già in consegna ai reparti mentre l’aereo cinese deve ancora volare.
8) Si tratta di un missile da crociera ipersonico a lunga portata, con una testata convenzionale con carica sufficiente ad affondare o mettere fuori servizio una portaerei con un solo colpo a segno. L’altissima velocità e il profilo d’attacco ne rendono difficilissima l’intercettazione. La Cina, oltre ad equipaggiare le proprie unità navali maggiori, ha acquisito anche un certo numero di lanciatori mobili terrestri per la difesa costiera.
9) Le unità sono ancora allo stadio di progetto. A suo tempo vennero acquisite sia l’incrociatore portaerei Minsk che la portaerei Varyag, dimesse dalla marina russa. Sono state verosimilmente impiegate come modello di studio prima di essere destinate alla attuale funzione di attrattiva di un parco divertimenti.
10) L’effetto cavitazione sfrutta la temporanea cavità vuota che si crea a causa della spinta per ridurre l’attrito idrodinamico e consentire così altissime velocità subacquee.
11) Si tratta delle isole Spratly e Paracel. Migliaia di atolli disabitati in acque ricche di giacimenti Off-Shore di idrocarburi, rivendicate da tutte le nazioni rivierasche del Mar Cinese meridionale.




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