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    Predefinito Islam e democrazia, due realtà estranee

    MAURIZIO BLONDET

    Siccome passo per filo-islamico, in questi giorni vedo tanti sorrisetti. Mi chiedono: che ne dici del povero prete ammazzato in Turchia dai tuoi amici? Delle masse fanatiche che incendiano le ambasciate?
    Una risposta per volta. Il povero prete: come cattolico, taccio commosso di fronte a uno, ed è solo l’ultimo, dei martiri cristiani del nostro tempo. Il comunismo, il nazismo, hanno fatto migliaia di martiri cristiani. Ora li fa l’Islam. C’è una differenza tra i nostri martiri e quelli islamici, e si vede: «Vi mando come pecore tra i lupi», disse Gesù. Inerme, padre Santoro era così e lo sapeva. Nella dottrina cattolica c’è la convinzione che il martirio - quello vero - arrivi a chi lo chiede: è l’estremo dono dell’uomo a Cristo, e di Dio al suo fedele migliore. Bisogna che il candidato dica, in fondo al suo cuore: «Sia fatta la Tua volontà». Solo allora riceve la Croce, che è il segno misterioso e atroce della predilezione di Gesù. Bisognerà ricordarlo oggi che tanti si dicono cristiani come riflesso identitario. La morte di padre Santoro addolora, ma rallegra il credente: finché ci sono combattenti che versano il loro sangue, Cristo vive e vince.
    Che l’assassino sia un agente del Kgb, un cannibale della Papua, un fanatico pakistano o un sedicenne turco, non fa differenza. Ci dice qualcosa, per esempio, sulla Turchia. Sulla sua violenza storica. Popolazione mongola e non araba, ferocissimi conquistatori, i Turchi hanno dato poco contributo intellettuale anche all’Islam. Ma ne hanno dato uno indimenticabile alle atrocità: l’arte di impalare il nemico è una loro invenzione. Quando conquistarono Costantinopoli e misero fine nel sangue all’impero cristiano bizantino, fu un’orgia di massacri e d’impalamenti (il celebre conte Dracula, rumeno, imparò da loro). Vogliamo ricordare le truppe speciali, la guardia del corpo scelta del sultano e della Sublime Porta? I giannizzeri: schiavi cristiani convertiti all’Islam in tenera età, erano addestrati in un modo da far impallidire le SS.
    La dura violenza è un carattere storico turco. Quando Kemal Ataturk (che era un massone) decise di portare il Paese nella modernità occidentale, lo fece alla turca. Ossia a calci. Obbligò tutti i turchi a scrivere in caratteri latini anziché arabi, vietò il velo alle donne, proibì l’uso del fez agli uomini. Se volevano coprirsi il capo, usassero una lobbia come a Parigi. Per dire come sono i turchi: molti resistettero. Centinaia di rispettabili signori a Istanbul e Ankara continuarono a portare il fez, pur sapendo perfettamente cosa significasse disobbedire al padre della Patria: Ataturk ne fece decapitare parecchi. E il genocidio degli Armeni? E la persecuzione dei Curdi? La lotta politica in Turchia è stata per lo più un fatto di violenza: estremisti “neri” e “rossi”, laicissimi magari, dicono le loro ragioni con il revolver. Ali Agca, non dimentichiamolo, viene di lì. La polizia turca controlla questa violenza con la violenza: ha notoriamente la mano pesante.
    Non critico i turchi. La mano pesante dà loro una qualità militare invidiabile. Un contingente turco partecipò, su richiesta degli americani, alla guerra di Corea. Fin dai primi giorni si mise male per gli Usa. Venne un momento, proprio all’inizio, in cui si sparse la voce che una marea di carri armati cinesi (alleati dei nord-coreani) dilagava inarrestabile e stava puntando su Seul. Subito gli americani, nel panico, cominciarono a caricare le navi di uomini e materiali, una scena di fuga da ultimi giorni del Vietnam. Ma passano le ore, e i carri armati cinesi non si vedono: un solo battaglione turco aveva arrestato l’avanzata del nemico. Di fronte alle forze preponderanti cinesi, il colonnello turco aveva detto ai suoi soldati turchi: «Eredi di Gengis Khan, mica vorrete arrendervi davanti a questi coltivatori di cavoli». I cinesi, contadini, sono disprezzati dai mongoli, nomadi e pastori. Poi ordinò ai suoi soldati di innestare le baionette.
    Era successo anche nella prima guerra mondiale, a Gallipoli. I turchi erano alleati, allora, del Kaiser, avevano istruttori e colonnelli tedeschi. Dopo mesi di resistenza contro forze schiaccianti britanniche, gurka e Sikh compresi, i colonnelli tedeschi decisero di arrendersi. E i turchi ammazzarono i colonnelli tedeschi. Poi innestarono le baionette e continuarono a resistere. Gli inglesi ebbero perdite spaventose.
    Insomma i turchi mi sono anche simpatici. Sono gente fidata. Non sono dei levantini, anzi il contrario. Nella Nato hanno difeso dai sovietici il nostro fianco sud per mezzo secolo. Solo, non li vorrei in Europa: il sangue mongolo non è acqua. L’illusione eurocratica che, per diventare europei, basti accettare l’euro e le normative sul calibro delle mele e la curvatura dei cetrioli, fa’ offesa alla storia, e anche al vecchio sangue mongolo, sangue delle steppe e di Gengis Khan. Impalatori fidati, di parola, ma asiatici. In Europa li possiamo associare, dare loro tutti i benefici economici che vogliono. Ma è l’Asia il loro posto. Farne degli europei è un’idea idiota, da illuministi di serie C. Non meno idiota è il progetto di Bush di «portare la democrazia nel mondo islamico». Il risultato si è visto: a vincere le libere elezioni sono i fondamentalisti. L’Islam è profondamente estraneo alla democrazia perché la stessa religione musulmana vede in Allah non il Padre e il Legislatore della tradizione greco-romano-cristiana, bensì il Despota divino. Il Dio giudaico-cristiano ha creato il mondo e poi si è «riposato» affidandolo all’uomo. Allah sostiene il mondo istante per istante, con un atto continuamente ripetuto della sua volontà dispotica. I musulmani non hanno fatto scienza dal quattordicesimo secolo in poi perché i loro mullah e teologi hanno detto: «Allah ha fatto il fuoco caldo, ma potrebbe farlo freddo». Nobile visione religiosa, ma la conseguenza è ovvia: è inutile indagare sulla natura e sulle cause dei fenomeni perché questi sono atti di volontà arbitraria di Dio, per essenza inspiegabili. Inutile studiare e sperimentare: tutto è già nel Corano. E Allah non deve dare ragione di ciò che fa.
    Ecco perché i regimi politici nell’Islam sono tutti dispotismi: i laici Nasser e Saddam o il fanatico religioso Khomeini concepiscono il potere modellandolo sul Despota divino, Allah. Se va bene, possono essere despoti illuminati. Ma sempre, il potere è arbitrario e senza controllo, senza contrappesi. Tutto ciò spiega anche le manifestazioni contro i cartoons danesi. L’Islam è “anti-intellettuale“: non serve pensare, è vietato indagare, basta avere fede.
    Non sono filo-islamico ad occhi chiusi: so che l’Islam è il nemico storico e fatale della civiltà cristiana. Non vorrei che anche noi cadessimo nella trappola delle manipolazioni e provocazioni in cui cadono loro così facilmente. Quando si tratta di dominare popoli culturalmente estranei e potenzialmente ostili bisogna anzitutto “capirli“. Non per bontà, ma per non provocarne le furie senza necessità. Nei giorni in cui l’America pretende di esercitare la sua egemonia mondiale (e lo fa nella visione dello “scontro di civiltà“) conviene porsi la domanda: che cosa avrebbero fatto i Romani? Perché i romani hanno esercitato l’egemonia in modo insuperabile. E senza eccessive spese militari: Augusto aveva disposizione 120 mila uomini - quelli che non bastano a Bush per pacificare l’Irak - con cui dominava tutta l’Europa fino alla Romania, il Nordafrica, Siria e Turchia. Insomma, dominava pacificamente. Inzitutto evitavando le provocazioni. Soprattutto in materia di religione. Gli dèi dei nemici vinti, li onoravano e li adottavano nel loro Pantheon. Lasciavano la massima autonomia agli sconfitti. Magari, costruivano qualche acquedotto per migliorare l’igiene dei barbari, strade e mercati per incentivarne l’economia. E i barbari si romanizzavano da sé perché l’ordine sociale romano era preferibile alle loro vecchie tradizioni. Imparavano il latino per accedere ai tribunali: i giudici romani erano giusti.
    Gli inglesi hanno seguito l’esempio romano. Per gestire il loro impero coloniale mondiale, hanno inventato l’etnologia, lo studio delle tradizioni dei popoli soggetti. Per imparare a non provocarli. Commisero un errore nel 1850 quando distribuirono alle truppe coloniali, Sikh e musulmani, proiettili unti di grasso di maiale, obbrobrio disgustoso per gli uni e gli altri (la caruccia doveva essere strappata coi denti). Risultato: la rivolta dei Sepoy. E gli inglesi decisero di non sbagliare più. Così, rispettando le tradizioni (salvo quelle atroci: in India vietarono e repressero l’abbruciamento delle vedove e sgominarono i terribili Thugs seguaci della dea Kalì) gli inglesi “tennero” l’India intera con soli 30 mila uomini.
    Così si deve fare anche coi musulmani: capire il loro punto di vista serve a non farci manipolare come loro. Perché fra noi si diffonde la paura che “l’Islam ci attacca“, e molte nostre reazioni obbediscono a questa paura. Proviamo a vedere le cose dal punto di vista musulmano. Due paesi, Irak e Afghanistan, sono sotto occupazione militare Usa; altri due, Siria e Iran, sono minacciati quotidianamente di attacco da parte della superpotenza militare mondiale; i palestinesi sono trattati come bestie dai loro occupanti. Noi gridiamo: «L’Islam ci attacca».


    [Data pubblicazione: 09/02/2006]

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  2. #2
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    Neppure Cattolicesimo e Regalità Sociale di Nostro Signore sono compatibili con la Democrazia.

    La Democrazia è quella cosa schifosa che ha scelto Barabba invece che Cristo. Il potere sano non procede dal basso verso l'alto ma dall'alto verso il basso. Il potere sano è gerarchico come è gerarchico il mondo: Dio, gli Angeli, gli uomini, gli animali. Il capovolgimento delle gerarchie è diabolico.
    Lorenzo Proia
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    Citazione Originariamente Scritto da ilMagnifico86
    Neppure Cattolicesimo e Regalità Sociale di Nostro Signore sono compatibili con la Democrazia.

    La Democrazia è quella cosa schifosa che ha scelto Barabba invece che Cristo. Il potere sano non procede dal basso verso l'alto ma dall'alto verso il basso. Il potere sano è gerarchico come è gerarchico il mondo: Dio, gli Angeli, gli uomini, gli animali. Il capovolgimento delle gerarchie è diabolico.
    Bar Abba non significa figlio di Dio?

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da ilMagnifico86
    Neppure Cattolicesimo e Regalità Sociale di Nostro Signore sono compatibili con la Democrazia.

    La Democrazia è quella cosa schifosa che ha scelto Barabba invece che Cristo. Il potere sano non procede dal basso verso l'alto ma dall'alto verso il basso. Il potere sano è gerarchico come è gerarchico il mondo: Dio, gli Angeli, gli uomini, gli animali. Il capovolgimento delle gerarchie è diabolico.

    La società terrena deve conformarsi all'insegnamento Divino.
    La regalità di Cristo non veniva dal consenso elettorale, e chi gli succedette venne chiamato e non eletto, e tra gli Apostoli non vi erano donne.

    Peccato che queste cose le hanno capite gli islamici, che però credono in un falso dio e vengono strumentalizzati dagli ebrei.

  5. #5
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    Io tra islam e democrazia scelgo il primo,anzi per dirla in breve
    sceglierei qualsiasi cosa piuttosto che la democrazia illuminista
    vera nemica di tutti i popoli

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Metternich
    e tra gli Apostoli non vi erano donne.
    Moltissime cattoliche furono regine però: il Cattolicesimo non è nè femminista nè maschilista, ma giusto.

    Veneriamo Maria Vergine, Madre di Dio. Venerare una donna è follia per giudei e islamici. Più in basso da rilevare il ruolo di Santa Maria Maddalena, peccatrice pentita, tutt'altro che irrilevante nell'Evangelo.

    La donna nella società cattolica è al suo posto, ma con amore e rispetto. Il gentil sesso si è riscattato da Eva in Maria Santissima.
    Lorenzo Proia
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  7. #7
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Metternich
    La società terrena deve conformarsi all'insegnamento Divino.
    La regalità di Cristo non veniva dal consenso elettorale, e chi gli succedette venne chiamato e non eletto, e tra gli Apostoli non vi erano donne.

    Peccato che queste cose le hanno capite gli islamici, che però credono in un falso dio e vengono strumentalizzati dagli ebrei.
    Che non ci fossero donne lo dicono le scritture selezionate e rese ufficiali.
    Altre rese apocrife non confermano tale tesi.

 

 

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