ROMA - "Roma è una città che cresce, e cresce bene. Anche per questo dobbiamo avere fiducia nel nostro grande Paese". Sotto la galleria "selva candida" sul Grande raccordo anulare di Roma, il sindaco Walter Veltroni usa più volte questo termine: fiducia nel Paese. Ad ascoltarlo, qualche passo più in là, c'è anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che sorride, soddisfatto. Sembra che sia nato uno strano feeling tra il premier e Veltroni: chiacchierano e scherzano insieme sul palco. L'uno sottolinea le strategia dell'altro e insieme si complimentano per quello che hanno detto e fatto.
Il primo cittadino della capitale va avanti, esorta ad avere "fiducia nel futuro", e questo "al di là delle divisioni politiche". Il premier annuisce ad ogni passaggio e sorride. Poi Veltroni conclude: "Ci può essere una speranza perché al di là delle posizioni politiche, la cosa più importante è l'interesse generale del Paese. Ma bisogna lavorare tutti insieme".
Berlusconi applaude, lungamente e convinto, il sindaco di Roma che ha usato alcuni dei termini a lui più cari. Dopo qualche istante, tocca a Silvio Berlusconi prendere la parola per concludere la cerimonia. E in venti minuti di intervento torna ben due volte sulle parole di Veltroni. Parole che sono state "musica per le mie orecchie", dice il premier sottolineando che opere come la terza corsia del Gra "dimostrano che, lavorando insieme, si ottengono risultati che sembravano difficilissimi".
E ci torna di nuovo, Berlusconi, a chiusura del suo intervento: "Stamattina Veltroni mi ha veramente dato un ulteriore impulso per andare avanti per il bene del Paese. Ha usato parole - scandisce - che condivido veramente. Auspico che possano diventare la realtà




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