ALTRO CHE UNIONE, E' LA WORLD WRESTLING FEDERATION
Malgrado il nome, neanche l'attack li tiene uniti
di Em.Ar
“La Mortadella trionferà!” A due mesi dalle elezioni politiche Romano Prodi si dice sicuro della sua vittoria finale e scherza intervenendo in una radio nazionale. Romano Prodi fino alle prossime elezioni è ufficialmente il leader della coalizione di Centrosinistra. O almeno così dicono da quelle parti. La realtà però è un’altra e tutti la conoscono per esperienza vissuta. Già nel 1° Governo Prodi infatti, il Mortadella fu costretto dal prode Bertinotti alla resa e dovette passare la poltrona di palazzo Chigi prima a D’Alema (2 volte) e poi ad Amato. Un passaggio di consegne dovuto alla mancanza di programmi condivisi da tutte le forze della maggioranza. “Altri tempi si giustificano oggi i protagonisti di allora. Non si ripeterà più, assicurano. Oggi c’è un programma condiviso da tutti e che farà sì che il governo Prodi abbia lunga vita”.
Sarà, ma nel frattempo si è aperta una vera caccia alle streghe tutta interna alla coalizione. La realtà infatti è ben lontana dalle loro affermazioni propagandistiche. A distanza di qualche anno le cose non sono cambiate in meglio. Anzi. Se all’epoca fu solo il compagno Bertinotti a far crollare il castello di carta, oggi potrebbero essere in molti a volere la rottura politica subito dopo le elezioni.
Una coalizione così larga e variopinta che va dai democristiani dell’Udeur di Mastella fino alla Sinistra radicale dei no global e degli Antagonisti, passando per la Margherita di Rutelli (ex radicale, ed ex verde) e della new entry Domenico Fisichella, per i diessini, per i radical socialisti della ‘Rosa nel Pugno’, e per finire ai ‘signor no’ dei verdi e a comunisti di Bertinotti and company, non sembra possa assicurare lunga vita politica al Mortadella.
“Rutelli si rimangi le baggianate sul nucleare - dichiara Pecoraro Scanio – o non firmiamo il programma dell’Unione”. “Rutelli sbaglia sull’Iraq” – aggiunge l’esponente verde annunciando il ritiro sin dal 10 aprile delle truppe italiane, nel caso di vittoria alle elezioni. Poi è la volta di Bertinotti attaccare l’ex sindaco di Roma seguito a ruota da Fassino che definisce ‘impraticabile’ la proposta di Bertinotti sulle case. Ma non finisce qui! Il diessino Sergio Chiamparino richiama all’ordine i ‘No- Tav’ e secca arriva la replica di Bertinotti che chiede invece di rispettare tutti i movimenti di protesta (poco importa se violenti). Manifestanti che però giustamente vengono poi definiti ‘cialtroni’ da Rutelli. E quella volpe di Mastella tace? Niente affatto. Un giorno sì e l’altro pure minaccia di andarsene reclamando più spazio. Un tutti contro tutti quindi.
Ricapitolando: politica economica, politica estera, Tav, Ponte sullo Stretto, Pacs e via dicendo. Nulla li vede accomunati. Tutto li divide. La chiamano Unione ma chissà perché!!! La Mortadella trionferà! - diceva Prodi. Si, con il pane e un bicchiere di vino! - invochiamo noi.




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