
Originariamente Scritto da
fabiostella
Segnalo questa intervista apparsa sul settimanale online
www.dilloadalice.it
Igiovani di forza italia sono fatti con lo stampino?
Ma ci credono davvero in quello che dicono?
ciao
Alice incontra Benedetta Nironi, attivista del Motore Azzurro: “Ci mobiliteremo e faremo il casa per casa per Berlusconi. Il Cavaliere trasuda positività e fiducia ed è il nuovo. Prodi è il vecchio e non sa dare la carica”.
http://www.dilloadalice.it/articolo....2benedetta.xml
(www.dilloadalice.it n.91)
Benedetta, Forza Italia ha dichiarato che nella prossima campagna elettorale punterà molto sui giovani. Come sarete protagonisti? Mettendo tutto il nostro entusiasmo,le nostre energie, intelligenze, risorse; le nostre motivazioni più profonde al servizio dell'organizzazione del Motore Azzurro.
Parteciperemo alla mobilitazione sul territorio con responsabilità chiare e definite: dall'affissione dei manifesti alla raccolta fondi fino alla presenza nei seggi per lo scrutinio dei voti. Saremo inoltre presenti in gruppi di lavoro in stretto collegamento sul e col territorio, nei quali vorremmo portare il nostro contributo fattivo al fine di poter affrontare con successo le prossime elezioni politiche.
Se ci verrà richiesto, cercheremo i voti casa per casa perché vogliamo vincere per e con Berlusconi. Testimonial entusiasti del suo modo di fare e di intendere la politica.
Non pensi che l'utilizzo dei giovani sia anche un pò strumentale per raccogliere consenso?
Potrebbe anche essere così (ogni medaglia ha il suo rovescio), ma il Motore Azzurro per rivelarsi vincente, credo abbia bisogno della nostra passione, del nostro entusiasmo sanguigno, della nostra concretezza e della nostra fantasia, dei nostri agganci sul territorio.
E perché no, della nostra simpatia e delle nostre idee corali per convincere gli indecisi a puntare sulla rivincita. E' questo che ci motiva al di là di qualsivoglia lettura sul nostro utilizzo. Aggiungo che vorremmo non essere considerati solo come “volontari”, ma utilizzati come portatori di input nuovi, detonatori di idee.
Perchè un giovane dovrebbe votare Berlusconi e non Prodi? Perché Berlusconi ha segnato e segna il “nuovo” della e nella politica italiana. La sua leadership si è rivelata rappresentativa ed efficiente rispetto alla politica tradizionale ed ha favorito il passaggio verso un mutamento radicale del sistema dei partiti e del modo di gestire la cosa pubblica.
Il linguaggio ed il suo agire trasudano e comunicano ottimismo, positività, fiducia. E' a proprio agio nell'agorà mediatica - da attore consumato -; è un vincente da qualunque angolazione si voglia leggere la sua storia umana. In possesso di una forte “intelligenza” personale ed interpersonale è l'uomo dotato di un grande “carisma” che ha scalato il successo e l'ha ottenuto in ogni dove. Attrae ed incanta la sua dinamicità, la capacità di comporre situazioni difficili, di cercare unità d'intenti e di programmi all'interno della sua coalizione, la sicurezza con cui si muove sulla scena internazionale.
Al contrario Prodi appare l'espressione del “vecchio”, del “già detto già visto”. La pacatezza, il tono stesso del suo parlare, quel continuo evidenziare problemi e regressioni finiscono per agire negativamente sull'inconscio psicologico popolare. La sua leadership è fragile, è sempre sottotono, non ha un partito che lo sostiene, non pare avere la forza per essere il collante di tutti i partiti della sua coalizione, non sa “dare la carica” come Berlusca.
Spero di essere stata chiara.
Molti giovani, al giorno d'oggi, trascurano la politica per dedicarsi maggiormente alla propria attività professionale, al volontariato ed allo sport. Come vivi il tuo impegno in politica contemporaneamente a tutti gli altri tuoi interessi ed attività?
Il mio entusiastico impegno in politica risponde ad una scelta personale. E' una passione che ha radici lontane ed è lo sbocco naturale del mio corso di studi.
Indubbiamente il tempo a lei dedicato mi porta a sottrarre spazio alla famiglia e agli interessi comuni ai giovani della mia età ma questo non lo vivo come un sacrificio perché ogni scelta comporta un prendere e un lasciare.
Nelle mie brevi esperienze occupazionali ho cercato di tenere distinto lavoro ed attività politica poiché ritengo che quest'ultima non debba mai interferire in alcun modo nei rapporti con le persone e nel normale svolgimento del lavoro stesso.
Andrea Fantuzzi