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  1. #1
    Ut unum sint!
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    UT UNUM SINT!

  2. #2
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    .......attendevo la notizia.........

    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
    Ut unum sint!
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    Citazione Originariamente Scritto da Caterina63
    .......attendevo la notizia.........

    Non ci resta che tuffarci nella lettura... da un'occhiata mi pare molto bella
    UT UNUM SINT!

  4. #4
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Straletta............

    Questi alcuni dei punti fondamentali toccati dall'Enciclica.

    La Chiesa non deve imporre la fede


    Per la Chiesa, l'azione caritativa "non deve essere un mezzo in funzione di ciò che oggi viene indicato come proselitismo. L'amore - spiega il Pontefice - è gratuito; non viene esercitato per raggiungere altri scopi. Chi esercita la carità in nome della Chiesa non cercherà mai di imporre agli altri la fede della Chiesa. Egli sa che l'amore nella sua purezza e nella sua gratuità è la miglior testimonianza del Dio nel quale crediamo e dal quale siamo spinti ad amare". "In un mondo in cui al nome di Dio viene a volte collegata la vendetta o perfino il dovere dell'odio e della violenza, questo - sottolinea Benedetto XVI - è un messaggio di grande attualità e di significato molto concreto. Per questo nella mia prima Enciclica desidero parlare dell'amore, del quale Dio ci ricolma e che da noi deve essere comunicato agli altri". Secondo il Papa, "il cristiano sa quando è tempo di parlare di Dio e quando è giusto tacere di Lui e lasciar parlare solamente l'amore. Egli sa che il vilipendio dell'amore è vilipendio di Dio e dell'uomo".

    Lo Stato non provveda a tutto


    "Non uno Stato che regoli e domini tutto è ciò che ci occorre, ma invece uno Stato che generosamente riconosca e sostenga, nella linea del principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle diverse forze sociali e uniscono spontaneità e vicinanza agli uomini bisognosi di aiuto". Per il Papa, "lo Stato che vuole provvedere a tutto, che assorbe tutto in sé, diventa in definitiva un'istanza burocratica che non può assicurare l'essenziale di cui l'uomo sofferente ha bisogno: l'amorevole dedizione personale".

    Nell'Enciclica Benedetto XVI esalta poi il ruolo del volontariato. "Un fenomeno importante del nostro tempo - scrive - è il sorgere e il diffondersi di diverse forme di volontariato, che si fanno carico di una molteplicità di servizi. Vorrei qui indirizzare una particolare parola di apprezzamento e di ringraziamento a tutti coloro che partecipano in vario modo a queste attività".

    La Chiesa non faccia politica


    Benedetto XVI ribadisce nella sua Enciclica che fede e politica sono "due sfere distinte, ma sempre in relazione reciproca" e che dunque "il giusto ordine della società e dello Stato è compito centrale della politica". Alla visione propria del cristianesimo appartiene infatti "la distinzione tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio, cioè la distinzione tra Stato e Chiesa o, come dice il Concilio Vaticano II, l'autonomia delle realtà temporali". "La formazione di strutture giuste - spiega il Papa - non è immediatamente compito della Chiesa, ma appartiene alla sfera della politica, cioé all'ambito della ragione autoresponsabile. In questo, il compito della Chiesa è mediato, in quanto le spetta di contribuire alla purificazione della ragione e al risveglio delle forze morali, senza le quali non vengono costruite strutture giuste, né queste possono essere operative a lungo". "La Chiesa - continua Benedetto XVI - non può e non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica per realizzare la società più giusta possibile. Non può e non deve mettersi al posto dello Stato. Ma non può e non deve neanche restare ai margini nella lotta per la giustizia".



    Modello per la Chiesa non è Marx ma Madre Teresa


    Benedetto XVI invita i fedeli, schiacciati dal peso del male e delle ingiustizie, a non lasciarsi tentare dall'ideologia marxista e a trovare la forza di resistere ad essa e alla tentazione opposta di abbandonare ogni impegno sociale con la forza della preghiera. Come faceva Madre Teresa di Calcutta. "L'esperienza della smisuratezza del bisogno può - confida nell'enciclica - spingerci nell'ideologia che pretende di fare ora quello che il governo del mondo da parte di Dio, a quanto pare, non consegue: la soluzione universale di ogni problema. Dall'altro lato, essa può diventare tentazione all'inerzia sulla base dell'impressione che, comunque, nulla possa essere realizzato". Per il Papa, "chi prega non spreca il suo tempo, anche se la situazione ha tutte le caratteristiche dell'emergenza e sembra spingere unicamente all'azione". "La pietà - scrive ancora Benedetto XVI - non indebolisce la lotta contro la povertà o addirittura contro la miseria del prossimo. La beata Teresa di Calcutta è un esempio molto evidente del fatto che il tempo dedicato a Dio nella preghiera non solo non nuoce all'efficacia ed all'operosità dell'amore verso il prossimo, ma ne è in realtà l'inesauribile sorgente".

    Il Marxismo ha lasciato il posto alla globalizzazione


    Benedetto XVI considera sia il comunismo che il capitalismo (che oggi ispira la globalizzazione in atto) forme di materialismo che impoveriscono a livello sociale i valori della persona. "Il marxismo - spiega nell'enciclica - aveva indicato nella rivoluzione mondiale e nella sua preparazione la panacea per la problematica sociale". Secondo Papa Ratzinger, "attraverso la rivoluzione e la conseguente collettivizzazione dei mezzi di produzione doveva improvvisamente andare tutto in modo diverso e migliore, ma questo sogno è svanito". E nella "situazione difficile" che il mondo sta attraversando "anche a causa della globalizzazione dell'economia", la dottrina sociale della Chiesa "è diventata un'indicazione fondamentale, che propone orientamenti validi ben al di la' dei confini di essa: questi orientamenti, di fronte al progredire dello sviluppo, devono essere affrontati nel dialogo con tutti coloro che si preoccupano seriamente dell'uomo e del suo mondo".

    Maria riassume tutte le virtù cristiane


    Per Benedetto XVI, Maria, "Madre del Signore e specchio di ogni santità", riassume in se stessa tutte le virtù cristiane, cioé la fede, la speranza e la carità. "Maria - spiega il Pontefice nel documento - è grande proprio perché non vuole rendere grande se stessa, ma Dio. E' una donna di speranza: solo perché crede alle promesse di Dio e attende la salvezza di Israele, l'angelo può venire da lei e chiamarla al servizio decisivo di queste promesse. E' una donna di fede che parla e pensa con la Parola di Dio e in quanto tale non può essere che una donna che ama".

    Quello tra uomo e donna è l'unico matrimonio


    "All'immagine del Dio monoteistico - spiega il Papa - corrisponde il matrimonio monogamico. Il matrimonio basato su un amore esclusivo e definitivo diventa l'icona del rapporto di Dio con il suo popolo e viceversa: il modo di amare di Dio diventa la misura dell'amore umano. Questo stretto nesso tra eros e matrimonio nella Bibbia quasi non trova paralleli nella letteratura al di fuori di essa". Per il Pontefice, "l'amore tra uomo e donna, nel quale corpo e anima concorrono inscindibilmente e all'essere umano si schiude una promessa di felicita' che sembra irresistibile, emerge come archetipo di amore per eccellenza, al cui confronto, a prima vista, tutti gli altri tipi di amore sbiadiscono".

    A questo proposito, il documento ripercorre "il vasto campo semantico della parola amore: si parla di amor di patria, di amore per la professione, di amore tra amici, di amore per il lavoro, di amore tra genitori e figli, tra fratelli e familiari, dell'amore per il prossimo e dell'amore per Dio". Ma afferma che proprio il matrimonio uomo-donna e' l'unico vero modello di tutti gli altri, in quanto è il riflesso più completo dell'amore di Dio.

    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  5. #5
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    DEUS CARITAS EST.......DIO E' AMORE....
    MA COSA VUOL DIRE?
    Il Papa nell'Enciclica lo spiega molto profondamente....

    Ci viene allora un altra domanda:

    Volere Bene cosa vuol dire?


    Vuol dire desiderare per l'altro IL BENE.... e il Bene chi è che cosa è ? E' Dio......ergo per amare veramente il primo motore deve essere Dio nella nostra vita, affinchè da questo amare, volere Bene, nasca qualcosa dal momento che Dio è FONTE DI VITA.....

    “Amatevi come io vi ho amato”, ed è bene soffermarci questa volta sull’espressione “Amatevi come…”.... Il "come" in questa frase è un ponte gettato tra il comandamento e Colui che ci fa da modello, da paradigma.

    Gesù non dice amatevi come fratelli, o come buoni amici, o come amate il vostro fidanzato o come potete…. Pone se stesso come esempio. Solo in un secondo tempo parla di amicizia: "Vi ho chiamato AMICI".....solo dopo parla di amore coniugale: L'UOMO NON SEPARI CIO' CHE DIO HA UNITO......parla anche di lasciare TUTTO per seguirlo.....dice di "amare il prossimo come amiamo noi stessi"....

    Ecco...senza il paradigma Cristo..senza Gesù quale misura di tutto non potremo mai comprendere in quale modo sia giusto amarci e amare gli altri......

    Cercheremo di capire allora.... cosa significa concretamente amare come Gesù, cosa può voler dire per noi gente del III millennio amare con questa unità di misura, cosa significa amare da cristiani, da discepoli di Cristo.

    Superato questa barriera allora comprenderemo anche l'amore coniugale.....comprenderemo perchè la Chiesa non potrà MAI sostenere l'aborto e il divorzio....comprenderemo il perchè esistano delle dottrine.....

    Scorrendo il Vangelo, non troviamo mai un episodio in cui Gesù abbia rifiutato il suo aiuto a una persona che si fosse rivolta a lui per ottenere qualcosa. Non rifiuta né chi va da lui solo per ottenere un miracolo, né chi va da lui alla ricerca di risposte di vita. Non fa distinzioni nel fare il bene, anche se cerca di riportare sempre l’attenzione alle cose di lassù.

    Si ferma ad ascoltare uomini, donne, bambini, giovani ricchi, intellettuali, ciechi, zoppi, pescatori, ammalati, sani, amici, nemici, ladri, uomini per bene, prostitute... Non si negava a nessuno, in nessun momento, eccetto quando si ritirava a pregare da solo, in qualche luogo silenzioso.

    Gesù amava tutti, indistintamente, non di un amore che poteva andar bene per tutti, ma ognuno con un amore “personale”, che sapeva entrare nella storia del singolo e gettare una luce nuova. Gesù si interessava di tutti, si prendeva a cuore chi gli si rivolgeva.

    Attenzione però....Gesù non era uno che ignorava il peccato......
    All'adultera che perdona aggiunge al commiato un AVVERTIMENTO: VA E NON PECCARE PIU'....
    Gesù ama il peccatore ma ripudia il peccato, ogni forma di vizio e di peccato...ogni distorsione della verità.....
    Accanto ad un Gesù che va incontro a tutti, abbiamo anche il Gesù che alza la voce...... che chiama IPOCRITI coloro che usando la Legge finivano per non applicarla essi stessi a cominciare dalla misericordia.....

    Nel brano di Matteo 19 dice chiaramente che il ripudio del coniuge era stato tollerato da Dio a causa della "loro durezza del cuore" ma che dal momento che avevano incontrato Cristo Dio aveva ripristinato l'antica verità: L'UOMO NON SEPARI CIO' CHE DIO HA UNITO.....
    Parla della zizzania......dice le parabole, ma di proposito NEGA DI SPIEGARLE AGLI ALTRI e le spiega esclusivamente ai "suoi" in privato....
    Accoglie Nicodemo ma lo avverte che senza il battesimo non ci si può salvare...

    Insomma......Amare COME Lui ci ha amati è la base della nostra sopravvivenza non qui sulla terra, ma per l'eternità.....e qui siamo in un campo di prova, siamo chiamati a cercare la verità(=Gesù) per iniziare a viverla da qui...INCONTRARE DIO E SCOPRIRE CHE QUESTO DIO E' AMORE......

    A volte rischiamo di “amare” tutti e in realtà di non amare nessuno, amare l’umanità ma non amare…l’uomo. Rischiamo di toccare tante mani ma di stringerne davvero poche…crediamo di amare l'amato/a ma in verità cerchiamo solo il nostro personale interesse.....

    Amare COME Cristo ci ha amati significa giungere ad una sola conclusione: SALIRE SULLA CROCE PASSARE PER LA CROCE.....e qui arriviamo a toccare un tasto dolente, ma terribilmente vero.....

    Diceva Madre Teresa di Calcutta:
    " Oggi tanti matrimoni si sfasciano perchè non è la croce ad unirli, non è l'Amore con cui Cristo ci ha amati ad unirli, ma essi contando esclusivamente sulle loro forze, e rinnegando la croce, ed escludendo Gesù dai loro sentimenti, finiscono per fondare la propria casa sulla sabbia e così al primo vento di problema, essa crolla con tutti i loro progetti..."

    La Croce UNISCE per questo san Paolo la definisce LO SCANDALO..si appare come un paradosso, ma è la verità......

    Gesù ci ha dimostrato come si AMA e dunque come dobbiamo amarci, quale deve essere la base dell'Amore ed essa poggia le sue fondamenta sul Calvario, sulla Croce.......

    Amare dunque significa MORIRE.....MORIRE A NOI STESSI per lasciare posto a Dio. Dice san Paolo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.....

    I cristiani sono quelli che amano per primi, che salutano per primi, che si interessano per primi, che si fanno avanti per primi… non per primeggiare, ma per rendere ogni luogo in cui vanno accogliente, familiare. Attraverso il nostro amare per primi- e il morire un po’ a noi stessi- Dio poi parlerà a molti. Noi dovremmo essere come un canale di irrigazione: noi non siamo l’acqua che disseta, noi siamo il canale di cemento su cui passa l’acqua che disseta e che è Cristo.

    Gesù ama anche quando gli costa. Ricordate l’episodio del giovane ricco? Gesù risponde alla sua domanda importante, sul come ottenere la vita eterna, con una affermazione precisa. Ma il giovane non se la sente, e se ne va. “E Gesù, fissatolo, lo amò”.

    Ma non lo rincorre, sa che se lo forzasse non servirebbe a niente, lo rispetta. E chissà quanto gli è costato vederlo desistere, e non poter fare qualcosa di più.

    Potremmo definirla la “filosofia dello STABAT”. Maria, di fronte alla morte del figlio, quel figlio che aveva amato, che aveva stretto, non dice niente, non fa niente… semplicemente STA sotto alla croce... piange..AMA.....

    Quante volte capita che le persone ci deludano, che dei bei rapporti di amicizia inspiegabilmente si esauriscano; e noi, dopo aver cercato di capire la causa, abbiamo chiesto scusa del nostro sbaglio, abbiamo cercato il chiarimento e… niente da fare. Eppure non riusciamo a rassegnarci.

    Allora possiamo reagire in due modi: o sigillare la porta del cuore, diventare persone diffidenti, calcolatrici, o…. stare. Giacere impotenti, amareggiati, ma non scappare. Non fare proprio nulla. Rimettere tutto nelle mani di Qualcuno che, essendo Onnipotente, saprà anche come aiutarci.


    L’uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio. É come se quel sesto giorno della creazione Dio avesse messo in ognuno di noi una traccia di Lui.
    Con il battesimo siamo stati intrisi di Cristo, e ci è stata data la capacità di ritrovarLo in noi stessi ogni qualvolta lo cerchiamo. Dio non è solo “tutto intorno a te”: è dentro e fuori di te. Come ricordava il Papa a Colonia. “Nell’adorazione, Dio non è più soltanto di fronte a noi, come il Totalmente Altro. È dentro di noi, e noi siamo in Lui”.

    I cristiani, sapendo questo, hanno una marcia in più, sanno di non essere soli, di avere un “amore in potenza” dal valore incommensurabile.

    Bisogna vedere Gesù, perché Gesù ha detto che qualunque cosa noi faremo agli altri, lui ci dice: “L’hai fatto a me”. ....e questo vale sia fra i coniugi, sia fra i fidanzati, sia fra amici e conoscenti, fra i parenti.....anche fra persone sconosciute.......

    La domanda che potremmo farci, a questo punto riguarda il senso che può avere l’amare in questo modo.

    Sì, perché questo tipo di amore il mondo lo etichetta con la parola “sfigato” .....o peggio: sei un BIGOTTO/A......

    L’amore cristiano è da "perdenti", nel senso che uno deve morire a se stesso, deve imparare a non reagire al male. Con la certezza, però, che “la gioia è di quelli che donano, ma ancora di più di quelli che si donano”. E' l'essenza del DIO AMORE, il quale per dimostrarci come ci Ama e come dobbiamo amare, si fa Uomo..condivide TUTTO PER NOI E CON NOI...E MUORE SULLA CROCE......
    Un Dio Amore che però NON LASCIA IL PROPRIO FIGLIO A MARCIRE NEL SEPOLCRO, ma risorge...e se per amare ci chiede di fare come Lui, allora anche la Risurrezione sarà la nostra meta finale....ed è L'AMORE ETERNO CHE NON MUORE MAI....

    Il cristiano ama così perché questo amore realizza nel profondo la sua vita, da un senso alla sua ricerca di senso. E non si scoraggia se il suo amore non è corrisposto, o se sbaglia nell’amare, perché, se è vero che Gesù riusciva ad amare così perché era il Figlio di Dio, anche noi sappiamo di essere per mezzo di lui figli di Dio, e siamo stati creati a sua immagine e somiglianza, con la stessa potenzialità di amare.

    E se ci dicono che non siamo coerenti, che sbagliamo, noi siamo lo stesso nella pace perché portiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché sia manifesto che la sublimità di questo amore viene da Dio e non da noi, cioè anche attraverso la nostra imperfezione l’uomo può capire che la capacità di amare viene da Dio. E questo vale per tutte le relazioni......ma proprio TUTTE, questa è l'unica e vera base per vivere un amore pieno ed eterno.....

    L’unico modo per imparare ad amare è mettersi alla scuola di Gesù, ed anche alla scuola di Maria, di san Giuseppe, di san Pietro e Paolo, di Giovanni e così via...ai giorni nostri con i coniugi Beretta-Molla...un fiume in piena di Santi ed apostoli che alla scuola di Gesù, IL MAESTRO PER ECCELLENZA, hanno capito questo Amore di Dio.....e non l'hanno tenuto per sè perchè chi veramente scopre questo Amore....non può tacere....

    Una bellissima poesia di Dostoevskj recita: “Io me ne sto con Cristo. E se mi dicono che sbaglio, io me ne sto con Cristo. E se tutti gli uomini della terra mi dicessero che sbaglio, io me ne sto con Cristo. Preferisco sbagliare stando con Cristo, che indovinare a vivere stando con tutto il resto degli uomini”.


    ***************

    Fraternamente Caterina LD
    Fraternamente Caterina
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  6. #6
    Estremismo Turoldo-Dossettiano
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