Edizione 29 del 11-02-2006
Il prossimo vertice con il governo si dovrebbe tenere entro la prossima settimana
di Roberto Casalena
Ormai, per Alitalia, non è più tempo di chiacchiere, il tempo è scaduto, quindi occorre andare al cuore del problema, cioè quali sono i progetti per nuovi investimenti e soprattutto entro quanto tempo si farà un’alleanza con una grande compagnia europea, Air France, Lufthansa, Britsh Air. E sue questi due punti, ritenuti fondamentali, i sindacati non ammettono ulteriori deroghe a risposte certe. Dunque l’azienda, nel prossimo vertice a Palazzo Chigi, dovrà chiarire a governo e sindacati, come intende spendere la liquidità che ha in cassa (1 miliardo dell’aumento di capitale) e pronunciarsi su quali accordi intende mettere in piedi con compagnie aeree europee. Negli ambienti sindacali si rileva che senza lo scioglimento di questi due nodi, non solo ricomincerà la stagione degli scioperi, ma che comunque Alitalia sarebbe condannata ad uscire dal mercato. D’altronde gli stessi sindacati sottolineano che nel 2004 è stato siglato il piano di rilancio con la compagnia di bandiera, che prevedeva la riduzione del costo del lavoro, attraverso cassa integrazione, prepensionamenti ed altro, riguardante 3000 unità, con un risparmio annuo di 300 milioni, oltre ad un accordo per un maggiore utilizzo dei piloti, pari o maggiore rispetto alla concorrenza europea. L’altro punto previsto dall’intesa era quello della ricapitalizzazione da un miliardo di euro, andato in porto. Poi si dovevano creare due aziende separate, Alitalia Fly, per la parte inerente i voli, e Alitalia Service per i servizi di terra. Quest’ultima doveva essere ceduta a Fintecna per il 48%, ed entro il 2008 la quota sarebbe salita al 51%. Invece, un altro 2% è passato di mano prima del periodo prestabilito, creando malumori nel sindacato. Ora è venuto il momento di mettere mano al piano di rilancio. Inoltre i sindacati vogliono capire quali siano le perdite del 2005, perché i conti da loro effettuati non combaciano con quelli dell’azienda, che per quest’anno prevede addirittura l’utile.
I sindacati sostengono che se non si attua al più presto un accordo con una compagnia aerea europea, per l’Alitalia non sussiste possibilità di sopravvivenza, e dunque chiedono che su questo punto, azienda e governo si pronuncino. Attualmente c’è solo un accordo commerciale con Air France, siglato dall’ex a.d. Mengozzi, in base al quale Alitalia copre le rotte da Roma e Milano per Parigi, mentre la Provincia è gestita dalla compagnia francese. E ciò crea più svantaggi che vantaggi, in quanto molta gente che effettua voli europei o internazionali, preferisce prendere l’aereo vicino casa e poi effettuare lo scambio di volo direttamente a Parigi, naturalmente con Air France. Inoltre, c’è da considerare che le tratte servite da Alitalia, sul lungo raggio, sono al minimo, e tutto ciò gioca a favore della concorrenza. I sindacati, sostengono dunque, che senza un’alleanza forte, Alitalia non ha futuro. Per quanto riguarda invece, la possibilità di acquisire Volare, questa viene giudicata strategica. L’altro punto su cui i sindacati voglio chiarezza, è su come l’azienda vuole spendere il miliardo di euro che ha in cassa, non volendo che i soldi della ricapitalizzazione vengano bruciati come quelli dell’epoca Mengozzi, svaniti in circa un anno e mezzo, senza nessun cambiamento dell’assetto industriale dell’azienda. Insomma, ciò che chiedono non è la Luna, solo di poter far volare ancora Alitalia, ma non per il tempo necessario a bruciare i soldi in cassa. Ed allora l’azienda dovrà dare risposte certe, altrimenti il destino è già segnato.
Opinione.it




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