Morto Severino Citaristi, tesoriere della Dc Aveva 85 anni.

Ricevette oltre 70 informazioni di garanzia ma non andò mai in carcere

Il cordoglio di Casini: «Un uomo straordinario»

BERGAMO - Il senatore Severino Citaristi, ex segretario amministrativo della Democrazia Cristiana, si è spento a Bergamo. Aveva 85 anni. Unanime il cordoglio del mondo politico. L'Udc, riunita a Roma per la sua conferenza programmatica, ha rispettato un minuto di silenzio. Per Casini Citaristi «era un uomo straordinario».

Da anni gravemente malato, era ricoverato da circa un mese negli Ospedali Riuniti di Bergamo.Citaristi, prima deputato e poi senatore della Democrazia Cristiana, è ricordato come il «recordman» delle informazioni di garanzia, accumulate nel corso delle numerose indagini degli anni di Mani Pulite. Indagini nelle quali, proprio per la carica che ricopriva, rimase coinvolto, fino a ricevere in tutto una settantina di comunicazioni giudiziarie e condanne (in parte definitive) per oltre 30 anni.
Subì un solo arresto, ai domiciliari, e non andò mai in carcere a causa delle sue sempre precarie condizioni di salute. Uomo mite nei modi e nell'aspetto, amato e stimato anche dagli avversari, Citaristi ha sempre negato qualsiasi interesse personale nel «ricevere» le tangenti («non ho mai preso una lira per me», «non ho mai corrotto nessuno» ripeteva) e ha sempre sottolineato che «tutti le prendevano».

CHI ERA - Nato a Villongo (Bergamo) nel 1921, Citaristi si era laureato alla Cattolica a Milano, e durante la guerra aveva fatto parte del Corpo italiano di Liberazione. Iscritto alla Dc dal 1947, a Montecitorio era rimasto ininterrottamente fino al 1987, per poi essere eletto al Senato con oltre 74 mila voti (e rieletto nel '92). L'anno precedente, il 1986, era diventato «tesoriere» della Dc, la carica che lo avrebbe fatto finire in decine di inchieste per corruzione e finanziamento illecito dei partiti.

La prima informazione di garanzia gli arrivò, dalla procura di Milano, il 12 maggio 1992, per aver ricevuto la somma di 700 milioni da un imprenditore. Ne seguirono altre, a decine, da diverse procure per una quantità di inchieste tra cui alcune fra le più significative di Mani Pulite: Enel, Cariplo, Eni-Sai e altre. Citaristi venne anche arrestato, il 15 giugno '94, nell'ambito dell'inchiesta su tangenti pagate dai fratelli costruttori Caltagirone per gli appalti per la costruzione di una delle torri al Portello-Fiera. Il senatore, che già allora accusava gravi problemi di salute, venne subito posto agli arresti domiciliari e rimesso in libertà dopo 8 giorni.

Nel '98 Citaristi fu colpito da gravissimo lutto familiare: in una tragedia aerea in Colombia morirono sua figlia Silvia, 39enne, e il nipote. L'anno seguente fu lui stesso a raccontare a Bruno Vespa di aver accumulato fino a quel momento condanne per oltre 30 anni di carcere (di cui 16 definitivi) e oltre 8 miliardi di ammende. «Io ho sempre ammesso il finanziamento illecito alla Dc - raccontò Citaristi - ma la gran parte delle condanne mi ha riconosciuto la corruzione in concorso con pubblici ufficiali ignoti. Non ne hanno trovato uno, perché io non ho mai corrotto nessuno».

10 febbraio 2006