Mi chiamo Pappagone,
sono un grande ignorantone.
Quando parlo l'italiano
non si sa se son siriano,
turco, russo, oppure che...
e vi dico il piriche':
Quando al mondo son venuto
il cervello s'e' perduto.
Una lingua mal creata
la favella m'ha 'nguajata.
Sulla testa i miei capelli,
sempre ruvidi e ribelli,
sull'occipite un riccetto
fa piu' stupido il mio aspetto.
Si lo so che sono fesso,
ma felice son lo stesso.
Gia' che al mondo ci si viene
una volta, allor conviene
che la vita te la spassi
senza misurare i passi.
Se vuoi vivere felice,
non sentir quel che si dice.
Fai lo scapolo e vedrai
sempre libero sarai.
Se vuoi star di buon'umore
non recarti dal dottore
puoi curar le malattie
sempre stando in allegria.
Chi di solito si lagna
la scalogna l'accompagna.
Se vuoi farti molti amici,
fatti prima assai nemici.
Ti diran che sei sincero
solo se non dici il vero.
Non uscire con l'ombrello
quando fuori il tempo e' bello.
Quando scoppia il temporale,
mangia pepe, pane e sale...
Piu' la rima non mi viene
e finire mi conviene.
Questa storia, si capisce,
non aiuta, ne istruisce.
E' servita solamente
per sentirci allegramente.
Ora fo' corna e bicorna
ed a casa me ne torno.
Pappagone se ne va
ripetendo ecque qua!





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