Fiore e Tilgher rispondono alle accuse...



Roma, 15 feb. (Adnkronos/Ign) - “Non accetto, da chi ha avuto problemi con la giustizia e non per reati di opinione come me, ma per reati comuni e infamanti, di infangare il mio nome, che provvederò a tutelare anche in sede giudiziaria”. Risponde così Adriano Tilgher ai vertici della Casa delle Libertà, che oggi hanno considerato “impresentabile” la sua eventuale candidatura, assieme a quelle di Roberto Fiore e Gaetano Saya, nella coalizione guidata da Silvio Berlusconi. Per questo motivo, annuncia l'esponente del Fronte nazionale sociale, “domani daremo risposta politica a quanto accaduto oggi”. “Ho sempre lottato per le mie idee e sono stato ingiustamente coinvolto in reati di opinione. Si fa tanto baccano sulla mia storia personale, ma nessuno si indigna su molte altre candidature, quelle sì che sono impresentabili”.

La risposta di Roberto Fiore non è differente: “L'unico commento che posso fare riguarda il fatto che Berlusconi ha parlato di persone discutibili. Perché si tratta di un fatto personale”. E', sostiene, un accusa lanciata “nei confronti miei e di Tilgher”. Parlando delle condanne, Fiore dice che si riferiscono a “reati e fatti politici accaduti 25 anni fa. Si vuole portare questa accusa? Allora noi facciamo una ricerca su tutti i candidati che sarà il tema della campagna elettorale”. Quanto a Saya, il segretario di Forza Nuova sostiene sia un “fatto ridicolo” perché “non c'entra nulla con me e con Tilgher, che possiamo avere idee differenti ma apparteniamo alla stessa storia. Saya è un altro discorso. Sono mondi diversi, servizi segreti...” conclude.

Anche Teodoro Buontempo, esponente di Alleanza Nazionale, interviene: “In democrazia non ci deve essere un voto buono e un voto cattivo. Chi gode del diritto di elettorato attivo e passivo, a meno che non sia accusato di reati infamanti, ha diritto ad essere candidato. Sono poi gli elettori che premiano o puniscono i partiti anche in rapporto alle candidature che loro esprimono. Questo vale per l'estrema sinistra, per l'estrema destra, per il centro”. Secondo il deputato di An bisogna “stare attenti perché quando si pensa che in una democrazia ci possa essere chi deve decidere che il voto è buono o disprezzabile questo può portare a strade molto pericolose. La democrazia non può essere un elastico che arriva dove fa comodo e lo si ferma quando non fa comodo. Sono gli elettori che giudicano le candidature. Poi voglio capire chi sono questi che si mettono sul piedistallo a giudicare la qualità degli uomini? Può darsi che altri potrebbero avere molto da dire in termini di giudizio negativo su di loro. Io però mi meraviglio che uomini che vengono dal Msi – accusa - vogliano giudicare candidati buoni e candidati cattivi, perché noi eravamo tutti candidati cattivi. Mentre il Msi aveva il grandissimo merito di aver ricondotto nell'alveo democratico milioni di uomini e donne – conclude - nello stesso tempo si è tentato di emarginarci”.