Eletto grazie alle combines organizzate dal fratello in Florida, riconfermato sull' onda dell' emozione degli attentati dell' 11/9, Bush ha costantemente fondato la sua azione di governo sulle menzogne: quella sulle armi di Saddam, quella sulla non pericolosità dei gas serra, quella di non essere stato prontamente informato sulla gravità del disastro che colpi New Orleans. Menzogne che stanno via via affiorando tanto da costringerlo ad inventarsi un attentato fasullo, a Los Angeles, per risollevare quel che resta della sua popolarità
Ma se Bush in parte è scusabile, perché come sappiamo un attacco terroristico negli USA ci fu, non altrettanto si può dire di Berlusconi, il quale fin dall' inizio s' inventò un pericolo inesistente, quello comunista, per essere eletto. Pericolo che oggi, per distogliere l' attenzione dal fallimento della sua politica di governo, ha prontamente rispolverato, sperando sia bastevole ad assicurargli la rielezione
Storie parallele di due mediocrissimi leader che hanno fondato le loro carriere politiche sulle menzogne, nonché sulle paure piuttosto che sulle speranze della gente.
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