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  1. #1
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    Predefinito SPECIALE: attività del Governo

    Questo è un thread speciale.
    Qui, in collaborazione con il forumista Silvioleo e con chiunque altro se la sentirà di dare una mano, verranno riportati i risultati dell'attività di Governo, anzitutto dal punto di vista legislativo (quindi RIFORME).
    Non sarà propriamente un thread aperto alla discussione, ma piuttosto avrà il compito di INFORMARE i forumisti che volessero sapere cosa effettivamente ha fatto, sta facendo e porterà a termine il Governo Berlusconi.
    A tale fine prego tutti quanti di astenersi più possibile dai commenti personali, che potranno piuttosto essere ripresi in altri thread, anche aperti appositamente da chi crede di voler discutere un argomento qui trattato.

  2. #2
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    Predefinito Riforma della Giustizia

    Visto che è proprio fresca fresca iniziamo con la Riforma della Giustizia.

    APPROVATA LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
    02/12/2004 - 08:43


    Roma, 2 dic. (Apcom) - La Camera ha approvato ieri in via definitiva la riforma dell'ordinamento giudiziario. I sì sono stati 253, i no 158, 4 gli astenuti. Tutta l'opposizione ha votato contro. Concorso unico per l'accesso in magistratura, ma con l'obbligo di indicare se si intende scegliere la funzione di pm o quella di giudice. Selezione in base ai titoli per gli avanzamenti di carriera. Concorsi che prevedono anche il colloquio di idoneità psico-attitudinale "nell'ambito dell'orale". Nessuna corsia preferenziale per le carriere dei ministeriali.

    Sono questi i cardini della riforma che ha avuto il via libera definitivo dalla Camera dopo quattro passaggi parlamentari: il ddl delega varato in prima lettura da Palazzo Madama era infatti già stato ampiamente modificato nel suo precedente passaggio alla Camera e ulteriormente "ritoccato" dalla maggioranza anche nell'ultimo esame al Senato.

    "Voglio sottolineare la capacità riformatrice di questa maggioranza, di questo Parlamento e di questo governo". Con queste parole il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha espresso la sua "grande soddisfazione" per il via libera definitivo alla riforma. "Si è persa un'occasione importante per una riforma in grado di operare nel reale interesse della giustizia e, quindi, di tutti i cittadini", afferma invece Giuliano Pisapia, di Rifondazione Comunista. "Ancora una volta, il governo anziche' porre i presupposti per una giustizia adeguata alle esigenze del Paese, offre una risposta sbagliata a problemi reali, dimostrando chiaramente la volontà di far approvare con la forza dei numeri un testo, in parte incostituzionale - continua la nota - che non solo non permetterà alcun passo in avanti rispetto alle esigenze della giustizia (maggior efficienza e celerità), ma che creerà un ulteriore intralcio alla possibilità che i cittadini vedano riconosciuti i loro diritti".
    copyright @ 2004 APCOM

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  3. #3
    Silvioleo
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    Predefinito Re: Riforma della Giustizia

    Dopo 60 anni aria nuova in magistratura
    tratto da Libero del 3/12/2004

    di Vincenzo Vitale


    Qualcuno dira'che la montagna ha partorito il topolino e forse è vero.Forse è vero insomma che la riforma dell'ordinamento giudiziario è poca cosa rispetto a quello che avrebbe potuto e dovuto essere,ma certo è meglio di nulla.In particolare un dato-che è tutto politico-non va sottovalutato: il governo è riuscito ad approdare ad una riforma dello statuto dei magistrati dopo oltre 60 anni dal varo della vecchia legge e,francamente,non è cosa da poco.Vediamo ora qualche punto rilevante della riforma.

    Innanzitutto la carriera sara' a 2 velocita' :una,lenta e tradizionale,si svolgera'con scatti automatici,dopo un certo numero di anni; l'altra,nuova,sara' + rapida,ma dovra'passare necessariamente attraverso esami di selezione pratico-teorici,allo scopo di stabilire che il magistrato non si sia addormentato,cullato dall'automatismo della carriera,evitando di aggiornarsi o,peggio,dimenticando di farsi guidare dal buon senso. Poi l'azione disciplinare non sara'piu' facoltativa,ma obbligatoria ed affidata al Procuratore generale della Cassazione e al Ministro .Per questo motivo gli illeciti disciplinari saranno tipizzati e fra questi ci sara'anche il rilascio di interviste in violazione dei criteri di equilibrio.Per la prima volta insomma,si fa riferimento diretto alla necessita' che i magistrati rispettino canoni di misura in modo taleda uniformarsi a essi anche nel corso dell'esercizio di essenziali diritti costituzionalmente protetti quali la manifestazione del pensiero.In altre parole,non sara' + possibile che un magistrato parli a ruota libera di qualunque argomento arruolandosi a questa o quella ideologia politica,senza preoccuparsi delle conseguenze: se vuol farlo,si spogli della toga e torni a fare il comune cittadino.Occorre garantire che chi eserciti la professione di giudice sappia mantenere sempre e comunque quella necessaria distanza ed equanimita'dalle cose che possano farne accettare socialmente il ruolo,un ruolo gia'difficile da ccettare,dal momento che pare assurdo che un uomo possa ergersi a giudicare un altro uomo.Se si vuole che questo fatto strano sia tollerabile,occorre munire i giudici di credibilita'sociale ed umanaoltre che giuridica.In tal senso,una via praticabile e necessaria era evitare che un magistrato potesse andare in tv a divulgare ideologie estreme(come pure è accaduto)o a crotocare esponenti delle forze politiche,esigendo il rispetto di una misura che altro non è che il senso di equilibrio che si richiede ad ogni uomo assennato che voglia fare questo mestiere.E'sbalorditivo che,sul punto,il segretario dell'associazione magistrati abbia paventato,in una trasmissione tv,che entro un anno tutti i giudici saranno sottoposti ad azione disciplinare: delle due l'una: o i giudici sono tutti dediti agli illeciti disciplinari o il ministro e il procuratore generale della cassazione sono pericolosamente inaffidabili.In entrambi i casi,una pena per il non-senso di quelle dichiarazioni.Infine è previsto che si possa sostenere un solo concorso di accesso in carriera ,ma che dopo 5 anni si dovra'scegliere se fare il giudice o l'inquirente. Un modo di separare parzialmente la magistratura giudicante dalle procure,e tuttavia un modo imperfetto,perche'mantiene un'unica via d'accesso ed è per questo che gli avvocati protestano.Se si vuole davvero una magistratura giudicante libera da ogni condizionamento dell'accusa,occorre avere coraggio politicodi prevedere 2 concorsi.E non è solo questione di coraggio: è chiarezza di idee.Infatti l'accusa è solo una parte,mentre il giudizio è il tutto.La differenza non è di quantita'ma di qualita'.

  4. #4
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    Predefinito

    SAPONARA: RIFORMA DELLA GIUSTIZIA DARA' MAGISTRATI PIU' PREPARATI



    La riforma dell’ordinamento giudiziario, approvata definitivamente dalla Camera dei deputati, è la migliore riforma possibile in questa materia e non può essere certamente tacciata di legge "ad personam".

    Essa, comunque, colma una lacuna di cui fa cenno la settima disposizione transitoria della costituzione del ’48 che recita. "Fino a quando non sia emanata la nuova legge sull’ordinamento giudiziario in conformità con la Costituzione, continuano ad osservarsi le norme dell’ordinamento vigente che risale al marzo del 1941. E’ evidente, quindi, che questo provvedimento giunge con 56 anni di ritardo per quanto l’ordinamento del ’41 deve essere assolutamente adeguato alle leggi importanti nel frattempo intervenute: quali la costituzione del ’48, la riforma del processo penale d 1988, e la riforma dell’articolo 111 della Costituzione del 1999.
    Ho detto trattasi di una buona riforma, che certamente non ha soddisfatto tutti. Non gli avvocati, che chiedevano e si aspettava la separazione della carriera tra pubblico ministero e giudice: e ciò richiamandosi al nuovo processo penale e all’articolo 11 che prevedono la parità dell’accusa e della difesa ed un giudice terzo imparziale laddove il nuovo ordinamento ha previsto invece solo una separazione delle funzioni. Non sono soddisfatti i magistrati per i motivi opposti, in quanto ritengono la distinzione delle funzioni una surrettizia separazione delle carriere. Ma i magistrati non accettano questa legge in quanto con la stessa vengono imposte delle regole: laddove essi sono abituati ad operare svincolati da ogni regola.

    Comunque, questo fondamento ci darà un magistrato più preparato in quanto dovrà frequentare la scuola superiore della Magistratura prima di assumere le funzioni: un magistrato più equilibrato dovendo sottoporsi ad un colloquio psicoattitudinale in relazione alle funzioni di giudice o di pm che riterrà di scegliere, un magistrato più laborioso e più rispettoso della persona delle parti degli avvocati. E ciò perché fra l’altro c’è stata la tipizzazione degli illeciti disciplinari che vanno dalla mancanza di laboriosità all’assunzione di provvedimenti incidenti sulla libertà personale e sul patrimonio delle persone in violazione provocati da ignoranza della legge o da errore inescusabile, ipotesi queste già previste dalla legge sulla responsabilità dei giudici mai attuata.
    Si dice, da parte dell’Anm e dell’opposizione di sinistra, che le fa da supporto, che con questa legge non si incide sulla durata dei processi e sulla efficienza della giustizia. Orbene, questo è un argomento falso e demagogico; innanzitutto con detta legge si prevedono dei manager nelle Corti di appello più importanti quali quelle di Milano, Torino, Roma e Palermo che dovranno interessarsi della organizzazione e della realizzazione dei servizi giudiziari. E poi un magistrato più laborioso e più preparato darà maggiori garanzie di efficienza. E le sentenze non solo devono essere rapide ma anche giuste.

    L’opposizione - e comunque l’Anm - ha fatto terrorismo gridando alle incostituzionalità della legge e facendo addirittura pressioni sul presidente della Repubblica perché non la promulghi. Il che è la prova più evidente del rifiuto della stessa da parte della magistratura. La stessa detta legge non attenta all’autonomia ed all’indipendenza della magistratura, valori costituzionali a cui tutti ci inchiniamo, ma tenta solo di porre un freno all’arbitrio delle correnti. E i magistrati faranno carriera solo se avranno superato il concorso, per altro ridotto e facile, e non perché appartenenti alla corrente di magistratura democratica.
    Da precisare infine che trattasi di una legge delega che si limita a fissare principi a cui dovrà attenersi il governo nella redazione dei decreti legislativi attuativi. I quali, senza però discostarsi molto da quei principi, potranno accogliere suggerimenti che non è stato possibile inserire nell’articolato. Concludendo: il governo Berlusconi può menare vanto di avere varato una riforma attesa da oltre cinquanta anni in perfetta aderenza alle leggi costituzionali nel frattempo intervenute e che non sono stati capaci di varare tutti i governi precedenti e di aver creato uno degli strumenti importanti e necessari per una complessiva riforma della giustizia.

    Michele Saponara
    Tratto da "L’Avanti!" del 2 dicembre 2004

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  5. #5
    Silvioleo
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    Predefinito Una riforma ingiustamente sottovalutata: l'abolizione della leva obbligatoria

    Mi sembra giusto dedicare 2 righe ad una riforma a mio avviso ingiustamente sottovalutata ed ignorata:
    L'ABOLIZIONE DELLA LEVA OBBLIGATORIA
    Approvata la legge Martino
    Il 29 luglio 2004, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge 4233-B, presentato dal Ministro della difesa, Antonio Martino, relativo alla "sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata".


    I punti principali della legge
    Sospensione della leva obbligatoria
    Sospensione della leva obbligatoria dal 1° gennaio 2005: in questi ultimi mesi il servizio militare sarà prestato dai nati entro il 1985. Chi ha ottenuto un rinvio della leva per motivi di studio fino al dicembre 2004 non partirà più.

    Le Forze Armate italiane saranno formate esclusivamente da professionisti
    Tutti i giovani di ambo i sessi dai 17 ai 25 anni possono, se in possesso dei requisiti richiesti, partecipare al reclutamento.

    Il passaggio da un modello all'altro
    Per garantire un livello adeguato di arruolamento volontario e fino al 2010, tutti coloro che desiderano entrare a far parte dei Carabinieri, delle Forze di Polizia, della Guardia di Finanza o della Polizia Penitenziaria e del Corpo Militare della Croce Rossa svolgeranno per un anno il servizio militare volontario.


    I VANTAGGI: ABOLIZIONE DELLA TASSA SULLA GIOVENTU'

    Affermazione delle libertà individuali
    La fine della coscrizione obbligatoria ribadisce la libertà di scelta del singolo cittadino.

    Modernizzazione del sistema della difesa
    Il crescente impegno del nostro Paese in operazioni di mantenimento della pace in tutto il mondo impone una preparazione adeguata per i nostri soldati.

    Nuove opportunità di lavoro
    Nuove opportunità di lavoro per uomini e donne, al servizio dello Stato, con un percorso formativo gratificante e professionalmente valido

  6. #6
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    Predefinito RIFORMA DEL LAVORO

    Presentazione

    La riforma Biagi vuole aumentare in tempi brevi il numero delle persone che lavorano regolarmente.
    Lo sviluppo economico si deve infatti accompagnare a una più elevata capacità di produrre posti di lavoro aggiuntivi. Le regole attuali hanno in parte la responsabilità di avere fatto dell'Italia il paese con il più basso tasso di occupazione regolare e il più alto numero di lavoratori "in nero" in tutta Europa.

    La riforma Biagi vuole occupare in particolare più giovani nel Mezzogiorno, e più donne e più anziani nell'intero paese.
    Questo obiettivo si realizza con un mercato del lavoro trasparente nel quale viene tempestivamente considerata la condizione di ogni persona in età di lavoro, e con un sistema di servizi pubblici e privati che – in rete tra di loro – accompagnano e facilitano l'incontro tra coloro che cercano lavoro e coloro che cercano lavoratori.

    La riforma Biagi ha lo scopo di promuovere un lavoro regolare e non precario e di fornire tutele effettive.
    Regole più moderne e più europee vogliono favorire il reciproco adattamento fra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese, con particolare riguardo all'orario di lavoro. Le regole tradizionali hanno nei fatti prodotto tanti lavori "in nero" o insicuri, e il fenomeno abnorme delle collaborazioni coordinate e continuative.

    lINK

  7. #7
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    Predefinito

    Il contratto di lavoro a progetto è un contratto di collaborazione coordinata e continuativa caratterizzato dal fatto di:

    * essere riconducibile a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso
    * essere gestito autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con l'organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l'esecuzione dell'attività lavorativa

    La disciplina prevista in materia di lavoro a progetto è finalizzata a prevenire l'utilizzo improprio delle collaborazioni coordinate e continuative e a tutelare maggiormente il lavoratore.
    APPLICAZIONE

    Il contratto di lavoro a progetto può essere stipulato da tutti i lavoratori e per tutti i settori e le attività, con le seguenti esclusioni:

    * agenti e rappresentanti di commercio
    * coloro che esercitano professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione a specifici albi professionali (già esistenti al momento dell'entrata in vigore del decreto)
    * componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società
    * partecipanti a collegi e commissioni (inclusi gli organismi di natura tecnica)
    * pensionati al raggiungimento del 65° anno di età
    * atleti che svolgono prestazioni sportive in regime di autonomia, anche in forma di collaborazione coordinata e continuativa
    * collaborazioni coordinate e continuative di tipo occasionale "minima", ovvero di durata non superiore a 30 giorni con un unico committente, e per un compenso annuo non superiore a 5.000 euro con lo stesso committente
    * rapporti di collaborazione con la pubblica amministrazione
    * rapporti e attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque resi e utilizzati a fini istituzionali in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano)

    Torna su
    CARATTERISTICHE

    Il contratto di lavoro a progetto deve essere redatto in forma scritta e deve indicare, a fini della prova, i seguenti elementi:

    * durata della prestazione di lavoro: può essere determinata (indicata specificamente) o determinabile in quanto il rapporto dura finché non sia stato realizzato il progetto, il programma o la fase di lavoro
    * individuazione e descrizione del contenuto caratterizzante del progetto o programma di lavoro, o fase di esso
    * corrispettivo e criteri per la sua determinazione, tempi e modalità di pagamento, disciplina dei rimborsi spese
    * forme di coordinamento tra lavoratore a progetto e committente sull'esecuzione (anche temporale) della prestazione lavorativa
    * eventuali misure per la tutela della salute e sicurezza del collaboratore a progetto (oltre a quelle previste in applicazione delle norme relative all'igiene e sicurezza del lavoratore sul luogo di lavoro)

    Il contratto termina quando il progetto, il programma o la fase vengono realizzati. Il recesso anticipato può avvenire per giusta causa o in base alle modalità previste dalle parti nel contratto individuale.

    Trattamento economico e normativo

    Il compenso deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e deve tenere conto dei compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del contratto.
    Il Dlgs 276/2003 prevede una maggior tutela, rispetto alle collaborazioni coordinate e continuative, del lavoratore in caso di malattia, infortunio e gravidanza:

    * la malattia e l'infortunio del lavoratore comportano solo la sospensione del rapporto che però non è prorogato e cessa alla scadenza indicata nel contratto o alla fine del progetto, programma o fase di lavoro.
    Il committente può comunque recedere se la sospensione si protrae per un periodo superiore a un sesto della durata stabilita nel contratto (quando determinata) ovvero superiore a 30 giorni per i contratti di durata determinabile
    * la gravidanza comporta la sospensione del rapporto e la proroga dello stesso per 180 giorni

    Sono stati inoltre previsti a favore del lavoratore:

    * facoltà di svolgere la propria attività per più committenti (salvo diversa previsione del contratto individuale)
    * diritto a essere riconosciuto autore dell'invenzione fatta nello svolgimento del lavoro a progetto

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    ATTUAZIONE

    La disciplina relativa al lavoro a progetto si applica alle collaborazioni coordinate e continuative stipulate dopo l'entrata in vigore della norma (24 ottobre 2003). Le collaborazioni coordinate e continuative stipulate prima del 24 ottobre 2003 senza il riferimento a un progetto o a una fase di esso, mantengono efficacia fino alla loro scadenza e in ogni caso non oltre un anno dall'entrata in vigore del Dlgs 276/2003, senza possibilità di rinnovo o proroga. Decorso il termine del 24 ottobre 2004 le collaborazioni non ricondotte a un progetto cessano automaticamente.
    Possono essere stipulati accordi aziendali che stabiliscano che le collaborazioni non riconducibili a un progetto siano trasformate in una forma di lavoro subordinato che può essere individuata sia fra quelle previste dal decreto 276/2003 (lavoro intermittente, ripartito, distacco, somministrazione, appalto), sia fra quelle già disciplinate (contratto a termine o a tempo parziale). Questi accordi possono anche prevedere un termine di efficacia più ampio di quello del 24 ottobre 2004, ma comunque non superiore al 24 ottobre 2005.

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    NORMATIVA DI RIFERIMENTO

    * Circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 1/2004
    * Decreto legislativo 276/2003, artt. 61-69
    * Decreto legislativo 6 ottobre 2004, n. 251

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    GLOSSARIO

    COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA
    Rapporto di lavoro caratterizzato dal fatto che il collaboratore presta la propria opera a favore di un committente senza essere suo dipendente (quindi in maniera autonoma), anche se tale attività è coordinata con quella del committente e continuativa. In mancanza di una specifica definizione di legge, la giurisprudenza ha definito il contenuto degli elementi necessari per configurare tale rapporto: la continuità, intesa come costanza dell'impegno e suo perdurare nel tempo, la coordinazione della prestazione, intesa come collegamento funzionale con l'attività del committente e come possibilità per questo ultimo di fornire istruzioni nel rispetto dell'autonomia professionale del collaboratore e la personalità della prestazione, intesa come prevalenza dell'apporto personale del collaboratore.
    Le collaborazioni coordinate e continuative rientrano nell'area del lavoro cosiddetto parasubordinato

    ALBO PROFESSIONALE
    Elenco in cui si iscrivono i liberi professionisti per poter esercitare legittimamente determinate professioni intellettuali (come architetti, avvocati, giornalisti, commercialisti etc.). L'albo viene tenuto dalle associazioni professionali di categoria che curano l'accertamento dei requisiti per l'iscrizione e provvedono alla cancellazione o alla sospensione degli iscritti su cui esercitano anche un potere disciplinare (art. 2229 c.c.)

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  8. #8
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    CANONE RAI, GASPARRI: CI SONO CONDIZIONI PER NON AUMENTARLO

    Roma, 7 dicembre - "Ci sono le condizioni per non chiedere un aumento del canone Rai ai cittadini. Questo è legato anche al buon andamento dei conti della società nel 2004, che dopo aver chiuso in attivo il 2003, si appresta a fare lo stesso nel 2004". quanto ha affermato il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri davanti alla commissione di vigilanza Rai sottolineando che una decisione in merito sarà presa "la prossima settimana, in anticipo rispetto a quanto avvenuto negli anni passati".


    Per Gasparri una eventuale conferma dell'attuale canone a 99,60 euro "sarebbe in realtà una diminuzione reale, visto che non ci sarebbe neanche l'adeguamento all'inflazione". Il ministro ha inoltre sottolineato che il canone "non è influenzato dalla prossima quotazione in Borsa della Rai. L'attrattiva del canone non è nella sua quantificazione ma nella sua certezza e stabilità".


    Il ministro ha affermato che le procedure per la fissazione del canone 2005 "sono ancora in corso, e che mi aspetto un'indicazione dalla commissione che se ne sta occupando (Comunicazioni, Tesoro e Rai) entro questa settimana, in modo da prendere una decisione, che spetta al ministero delle Telecomunicazioni, entro la prossima".


    Fonte : apcom

  9. #9
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    TASSE, ALEMANNO: “ALTRI TAGLI MA SOLO DOPO LA FINANZIARIA”

    Roma - Alleanza nazionale presenterà una proposta di legge popolare per introdurre anche in Italia il quoziente familiare, un sistema di imposizione fiscale che favorisce i nuclei numerosi e quelli monoreddito. E imbracciando questa bandiera già si prepara al confronto sul prossimo taglio delle tasse che potrebbe vedere la luce con la finanziaria del 2006. Il tutto – assicura il ministro alle Politiche agricole Gianni Alemanno – senza mettere in discussione nulla dell’emendamento fiscale con le tre aliquote Ire e le nuove deduzioni.
    La Lega nord ha presentato emendamenti alla Finanziaria sull’Irap e ora Alleanza nazionale torna alla carica con il quoziente familiare. Si sta riaprendo il dibattito sul taglio delle tasse?
    “No. Guai a rimettere in discussione tutto. Presenteremo la nostra proposta sul quoziente familiare un minuto dopo il varo della finanziaria. Nessuno vuole mettere in dubbio il risultato che abbiamo raggiunto. Noi diamo atto a Berlusconi di aver sbloccato questa situazione e riconosciamo a noi stessi il merito di aver contribuito a trovare una soluzione che non crea problemi ai conti pubblici ed è equa socialmente”.
    Il quoziente familiare quindi va considerato il vostro contributo al prossimo modulo della riforma fiscale?
    “E’ la nostra ipotesi per continuare a ridurre le tasse. Arrivare alle due aliquote Irpef a nostro avviso sarebbe più adatto ad una fase di sviluppo e crescita mentre nelle fasi difficili come questa crediamo sia più giusto puntare sulle famiglie. Insomma noi siamo d’accordo con Berlusconi quando dice che i tagli delle tasse non si devono fermare qui, ma mettiamo le mani avanti e chiediamo che dal 2006 si punti sul quoziente familiare più che su un altro livellamento delle aliquote”.
    Cosa contate di ottenere con il quoziente familiare?
    “Ci sono vantaggi sociali ed economici. Si aiuta la natalità in un paese dove è ferma ad un tasso dell’1,2 per cento. Il meccanismo, in sintesi, consiste nel dividere la somma dei redditi familiari per il numero dei componenti”.
    Un po’ come avviene in Francia. Anche l’Udc vorrebbe seguire questa strade.
    “L’Udc, ma anche la Lega. Ci sono molti modi di attuare il quoziente e presenteremo la nostra proposta di legge proprio per specificare come lo vogliamo fare noi”.
    Che costi prevedete possa avere una misura del genere?
    “Se fosse applicato nella forma più pura ed esteso a tutti costerebbe circa nove miliardi di euro, una cifra chiaramente inaccettabile. Per questo dico che ci sono molti modi di applicarlo. Servono degli aggiustamenti, restringendo i beneficiari ai redditi più bassi. L’importante è che si cambi il paradigma, che si superi il modello di tassazione legato al singolo e si passi a quello basato sulla famiglia, favorendo quelle meno agiate e le monoreddito”.
    Dice questo perchè pensa che la riforma all’esame del Senato, quella con le tre aliquote Ire (l’ex Irpef), non avrà effetti reali sui cittadini?
    “Tutt’altro. Questa modulazione delle aliquote Ire ci va bene e ci vanno bene anche le misure per la famiglia con il passaggio dalle detrazioni alle deduzioni. Semmai avremmo voluto qualcosa di più sull’Irap, ma il taglio delle aliquote sarà sicuramente efficace. ora però bisogna che la Casa delle libertà faccia capire l’emendamento ai cittadini. Bisogna spiegare che i moduli della riforma fiscale fatti fino ad ora sono due e che la sinistra non dice la verità quando dice che è cresciuta la pressione fiscale. Noi lo faremo con delle nostre iniziative come quella di giovedì al teatro Capranica di Roma. Poi con il family day che faremo all’inizio dell’anno. Bisogna contrastare la campagna di messaggi depressivi che sta facendo la sinistra”.
    Un’ultima cosa. Come valuta il ritorno di Giulio Tremonti alla politica attiva? Con lui vi siete scontrati proprio su un problema di conti e coperture...
    “Nonostante tutte le difficoltà che abbiamo avuto io saluto positivamente il suo ritorno. E’ una grande risorsa, la sua intelligenza ci serve. Sono sicuro che potrà fare meglio in questo ruolo squisitamente politico. Poi, a proposito di scontri, ma viene da dire che noi ci confrontiamo sul come abbassare le tasse mentre la sinistra, se fosse al governo, litigherebbe sul come alzarle”.




    Fonte : il Giornale di martedì 7 dicembre 2004
    Autore : Antonio Signorini

  10. #10
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    In origine postato da UgoDePayens
    SAPONARA: RIFORMA DELLA GIUSTIZIA DARA' MAGISTRATI PIU' PREPARATI



    La riforma dell’ordinamento giudiziario, approvata definitivamente dalla Camera dei deputati, è la migliore riforma possibile in questa materia e non può essere certamente tacciata di legge "ad personam".

    Essa, comunque, colma una lacuna di cui fa cenno la settima disposizione transitoria della costituzione del ’48 che recita. "Fino a quando non sia emanata la nuova legge sull’ordinamento giudiziario in conformità con la Costituzione, continuano ad osservarsi le norme dell’ordinamento vigente che risale al marzo del 1941. E’ evidente, quindi, che questo provvedimento giunge con 56 anni di ritardo per quanto l’ordinamento del ’41 deve essere assolutamente adeguato alle leggi importanti nel frattempo intervenute: quali la costituzione del ’48, la riforma del processo penale d 1988, e la riforma dell’articolo 111 della Costituzione del 1999.
    Ho detto trattasi di una buona riforma, che certamente non ha soddisfatto tutti. Non gli avvocati, che chiedevano e si aspettava la separazione della carriera tra pubblico ministero e giudice: e ciò richiamandosi al nuovo processo penale e all’articolo 11 che prevedono la parità dell’accusa e della difesa ed un giudice terzo imparziale laddove il nuovo ordinamento ha previsto invece solo una separazione delle funzioni. Non sono soddisfatti i magistrati per i motivi opposti, in quanto ritengono la distinzione delle funzioni una surrettizia separazione delle carriere. Ma i magistrati non accettano questa legge in quanto con la stessa vengono imposte delle regole: laddove essi sono abituati ad operare svincolati da ogni regola.

    Comunque, questo fondamento ci darà un magistrato più preparato in quanto dovrà frequentare la scuola superiore della Magistratura prima di assumere le funzioni: un magistrato più equilibrato dovendo sottoporsi ad un colloquio psicoattitudinale in relazione alle funzioni di giudice o di pm che riterrà di scegliere, un magistrato più laborioso e più rispettoso della persona delle parti degli avvocati. E ciò perché fra l’altro c’è stata la tipizzazione degli illeciti disciplinari che vanno dalla mancanza di laboriosità all’assunzione di provvedimenti incidenti sulla libertà personale e sul patrimonio delle persone in violazione provocati da ignoranza della legge o da errore inescusabile, ipotesi queste già previste dalla legge sulla responsabilità dei giudici mai attuata.
    Si dice, da parte dell’Anm e dell’opposizione di sinistra, che le fa da supporto, che con questa legge non si incide sulla durata dei processi e sulla efficienza della giustizia. Orbene, questo è un argomento falso e demagogico; innanzitutto con detta legge si prevedono dei manager nelle Corti di appello più importanti quali quelle di Milano, Torino, Roma e Palermo che dovranno interessarsi della organizzazione e della realizzazione dei servizi giudiziari. E poi un magistrato più laborioso e più preparato darà maggiori garanzie di efficienza. E le sentenze non solo devono essere rapide ma anche giuste.

    L’opposizione - e comunque l’Anm - ha fatto terrorismo gridando alle incostituzionalità della legge e facendo addirittura pressioni sul presidente della Repubblica perché non la promulghi. Il che è la prova più evidente del rifiuto della stessa da parte della magistratura. La stessa detta legge non attenta all’autonomia ed all’indipendenza della magistratura, valori costituzionali a cui tutti ci inchiniamo, ma tenta solo di porre un freno all’arbitrio delle correnti. E i magistrati faranno carriera solo se avranno superato il concorso, per altro ridotto e facile, e non perché appartenenti alla corrente di magistratura democratica.
    Da precisare infine che trattasi di una legge delega che si limita a fissare principi a cui dovrà attenersi il governo nella redazione dei decreti legislativi attuativi. I quali, senza però discostarsi molto da quei principi, potranno accogliere suggerimenti che non è stato possibile inserire nell’articolato. Concludendo: il governo Berlusconi può menare vanto di avere varato una riforma attesa da oltre cinquanta anni in perfetta aderenza alle leggi costituzionali nel frattempo intervenute e che non sono stati capaci di varare tutti i governi precedenti e di aver creato uno degli strumenti importanti e necessari per una complessiva riforma della giustizia.

    Michele Saponara
    Tratto da "L’Avanti!" del 2 dicembre 2004

    Link
    C'è bisogno non solo di magistrati più preparati, ma anche di avvocati più preparati.
    Dovrebbero essere istituiti dei corsi di formazione e di aggiornamento per avvocati obsoleti e vecchi tromboni come Saponara.
    Diderot

 

 
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