Tutte le strade del terrorismo conducono a Washington
JAVIER RODRIGUEZ

L'Avana. (PL) - Cuba ha posto nel servizio di Internet
un'Enciclopedia sul terrorismo, un prodotto del lavoro
congiunto di giornalisti, intellettuali, investigatori
latinoamericani, specialisti internazionali e
organismi statali.

L'opera è una novità nel suo genere ed è stata
presentata alla stampa nazionale e straniera,
segnalando il numero dei dati che offre e la sua
utilità come strumento d'informazione e di denuncia.

L'Enciclopedia conta anche con l'apporto delle
vittime, dei testimoni e degli investigatori di
numerose nazioni ed è stata presentata nella stessa
giornata anche a Bamako, nel Foro Sociale Mondiale che
si è inaugurato in Mali; successivamente verrà
presentata in Venezuela nello stesso Foro.

I dettagli delle organizzazioni vincolate al
terrorismo che hanno operato non solo contro Cuba, ma
anche in numerosi paesi del mondo, i fatti segreti
come l'Operazione Condor e gli aspetti del Plan
Colombia si possono contattare come le fotografe, i
video e più di 800 articoli che appaiono nel sito.

L'elenco dei giornalisti assassinati nel continente
americano, i capitoli con le relazioni di molte
vittime della repressione, una galleria di foto di
torturatori e terroristi si incontrano in questa
Enciclopedia.

Oltre alla presentazione in due lingue (spagnolo e
inglese), offre la facilità di trovare i vincoli e i
collegamenti con 56 nazioni.

Tutti i materiali sono esenti dal pagamento per i
diritti d'autore e si possono utilizzare liberamente
come aiuto nella promozione della lotta contro il
terrorismo.

La collocazione di questo lavoro in Internet risponde
a una promessa fatta al termine dell'Incontro Mondiale
di Lotta contro il Terrorismo effettato all'Avana nel
mese di giugno del 2005.

L'enciclopedia si alimenterà gradualmente con tutti
gli apporti validi di ogni interessato a questi temi.

Per accedere all'Enciclopedia si offrono tre direzioni
elettroniche:
http://www.terrorfileonline.org/en/index.php/Main_Page
http://www.terrorfileonline.com/es/index.php/Inicio
http://www.terrorfileonline.net/en/index.php/Main_Page

Alpidio Alonso presidente dell'Associazione Culturale
Hermanos Saiz, ha spiegato che non si tratta di
un'opera basata solo sul terrorismo degli Stati Uniti
contro Cuba, ma di quanto è stato commesso contro
tutti i paesi e anche a danno dello stesso popolo
nordamericano.

È praticamente impossibile incontrare in America
Latina un'azione di questo genere dietro alla quale
non ci sia la mano di Washington e dei suoi pedoni,
come nel caso di Posada Carriles con la cui annunciata
libertà si commetterà un'autentica infamia.

Ireol Sánchez, presidente dell'Istituto Cubano del
Libro ha detto che Cuba vuole giustizia, non solo per
sè ma per tutte le vittime e i popoli danneggiati,
includendo anche i fatti accaduti negli anni
precedenti al Trionfo della Rivoluzione Cubana.

In una dichiarazione a PL, Betina Palenzuela Corcho,
figlia di Adriana Corcho funzionaria dell'ambasciata
cubana in Portogallo, morta per l'esplosione d'una
bomba nella sede diplomatica, ha detto che tutto
quello che si fa per denunciare casi come quello sarà
sempre insufficiente.

"Chi ha vissuto sulla propria pelle il terrorismo deve
usare qualsiasi opportunità per denunciarlo!" ha
affermato.

Betina, che allora aveva 12 anni, ha partecipato come
specialista nel gruppo di disegno grafico e del
servitore per il sito inaugurato ed ha partecipato
anche all'Incontro del 2005 all'Avana.

"Anche se non si può cancellare il dolore, tutto
quello che dobbiamo fare per aiutare a far diminuire i
crimini come questi", ha detto ancora.

Margarita Morales, figlia di Luis Alfredo Morales,
morto nell'esplosione di un aereo sopra Barbados nel
1976, ha segnalato che è molto importante conoscere
tutto sul terrorismo praticato contro Cuba e contro
qualsiasi altro popolo.

Sentiamo dolore per le vittime come per i morti
dell'11 settembre a New York e per questo è molto
importante il riflesso della verità per questo sito.

Margarita ha ricordato che nell'Enciclopedia si
dimostra chiaramente, di fronte alla prossima
possibile liberazione di Posada Carriles, chi sono
coloro che usano questi metodi per colpire i popoli.

La brasiliana Marita Guimaraes, vittima della
repressione durante l'applicazione del Plan Condor, ha
dichiarato che chi la interrogò e la torturò allora
era uno statunitense.

"Ancora oggi ci controllano, vogliono sapere dove
andiamo e quello che stiamo facendo...io sono una
protagonista di questa storia e per fortuna sono qui
viva e la posso raccontare!"

http://www.granma.cu/italiano/2006/e...0/caminos.html