Sul gas non ce la raccontano giusta: qualcuno preleva dalle nostre riserve.
di Pietro Cambi *
E' da un pezzo che tengo d'occhio la sarabanda di numeri e volumi che si susseguono sui media sulla presunta scarsità delle forniture russe, ho visto un bel po' di imprecisioni e contraddizioni, ma oggi due lanci di agenzia hanno davvero superato il livello di guardia.
Il primo riporta:
Secondo Scaroni, per la questione del gas 'non e' il caso di drammatizzare anche perche' le famiglie italiane sono comunque tutelate ma - spiega - si tratta di valutare le mosse da compiere per risolvere i problemi sia nel breve che nel lungo periodo'. Il numero uno dell'Eni aggiunge che la societa' 'sta costruendo rigassificatori ovunque, dagli Usa alla Spagna, tranne che nel nostro territorio'. Oggi, continua, 'ci troviamo con 3,5 mld di metri cubi di gas in meno negli stoccaggi, rispetto a quanti ne avremmo avuti in un anno normale', mentre per il prossimo anno assicura che l'Italia avra' 'piu'gas dalla Libia con il Green stream: qualcosa come 4 mld di metri cubi inpiu', il 5% dei nostri consumi'.
Allora: se 4 mld di mc sono il 5% abbiamo un consumo, secondo quanto dice Scaroni, di 80 mld di mc/anno. Ovvero (mediamente) di 80/365 cioe' circa 220 milioni di mc/giorno.
Finora ci era stato comunicato che il calo delle forniture di gas provenienti dalla Russia era nel peggiore dei casi, di una quindicina di milioni di metri cubi, (ad esempio per oggi giovedi 9 Febbraio e' previsto un ammanco di 12 milioni di metri cubi come riportato qui) pari al 5% del consumo giornaliero medio (in realta' ai consumi attuali, pu' alti a causa delle temperature, contano anche meno). Nasce spontanea una prima domanda:
Come è stato possibile arrivare ad un ammanco di 3,5 miliardi di metri cubi di gas per le nostre riserve?
Ci sarebbero voluti infatti piu' di 200 giorni di mancate consegne consecutive e sempre ai livelli di ammanco massimi (dichiarati) toccati negli ultimi giorni, livelli che per altro non sono stati raggiunti che per pochi giorni durante le massime punte di gelo Siberiano di due settimane fa'.
E'evidente che il buco non dipende solo da mancate consegne russe. E allora?
Veniamo al secondo lancio: Gas: Scaroni, tra 2/3 giorni scorte strategiche, tra 15 allarme rosso
Radiocor - Roma, 09 feb - L'Eni rilancia l'allarme gas. 'Se rimane questo freddo per altri quindici giorni e se non cambiano le altre condizioni generali, ovvero il calo delle forniture e l'aumento dei consumi, ci troveremo effettivamente in una situazione difficile, di seria preoccupazione', di allarme rosso, avverte l'a.d. Paolo Scaroni, in un Forum al 'Messaggero'. A preoccupare Scaroni non e' tanto la necessita' di intaccare, gia' 'tra due o tre giorni', le riserve strategiche: 'Mi preoccupa che tiriamo fuori dagli stoccaggi tra i 100 e i 140 milioni di metri cubi al giorno, con questo freddo. Siccome le scorte strategiche sono 5 miliardi di metri cubi, in 20 giorni a queste condizioni scendiamo a 2 miliardi di metri cubi. E nessuno c'e' mai andato; quindi non si sa bene cosa succederebbe. In quelle condizioni non sappiamo quanto gas si puo' estrarre, per unita' di tempo, di fronte ad un'improvvisa richiesta elevata'.
100-140 milioni di metri cubi/giorno, secondo i numeri forniti dallo stesso Scaroni, costituiscono il 50% del fabbisogno italiano!
Le richieste del mercato non coperte dalle consegne, russe, algerine o libiche che siano, quindi, sono circa il 50% del totale e non il 2-3 % come finora dichiarato!
La seconda domanda e' quindi la seguente: Perche' si continua a dichiarare tramite tutti i media che le mancate forniture sono del 2-5% del totale del fabbisogno quando invece stiamo attingendo alle riserve per quasi il 50% del nostro fabbisogno?
A questa se ne deve aggiungere immediatamente una terza: Cosa c'entrano le mancate consegne da parte della Russia, visto che spiegano al massimo un 10-15% delle mancate forniture?
Decisamente URGE che qualcuno spieghi cosa sta succedendo.
Colpisce come la cosa sia passata completamente sotto silenzio sui media, pur essendo, come si vede, autoevidente nelle stesse dichiarazioni dell' Amministratore Delegato di ENI. Nemmeno un giornale o "esperto" che si sia degnato di far presente, indagare, interrogare, chiarire.
La mia personale spiegazione e' che Eni ha vuotato le riserve per vendere a man bassa la dove serviva e conveniva, l'ha fatto per lungo tempo e lo sta ancora facendo ('Mi preoccupa che tiriamo fuori dagli stoccaggi tra i 100 e i 140 milioni di metri cubi al giorno, con questo freddo").
In effetti mi risulta che il consumo di gas e' aumentato, solo in italia, del 30% nell'ultimo anno, principalmente per la conversione delle centrali ad olio combustibile.
La spiegazione "ufficiale" che i maggiori consumi sono dovuti all'ondata di freddo non sta in piedi per il banalissimo motivo che tale ondata di freddo nelle ultime due settimane non c'e' stata (anzi hanno prevalso per una settimana abbondante temperaturi piu' miti della media) e solo negli ultimi giorni e' tornato il maltempo che pero' ha colpito solo una parte della penisola.
Pare in ogni caso improbabile che il consumo possa aumentare "all'improvviso" del 30% solo a causa della maggiore richiesta da parte degli utenti
Forse, come ipotesi, l'Eni contava su nuovi contratti con la Gazprom ed ha fatto contratti di fornitura a Enel ed altri players europei allo "scoperto", trovandosi poi, costretta da enormi penali, esigibili in caso sdi mancate e/o ritardate consegne, ad intaccare le riserve (questo spiegherebbe il buco enorme formatosi nelle medesime).
Quindi nel caso ottimistico siamo di fronte alla totale incapacità di prevedere i trend della richiesta e della offerta anche su una scala temporale medio breve ( diciamo su un anno), nel peggiore potremmo trovarci di fronte ad un enorme scandalo con contorno delle solite coperture politiche di inconfessabli ed enormi interessi economici uniti a scarse capacità di management, profitti privatizzati e danni suddivisi tra i peones cittadini o piccole industrie con contratti "interrompibili" ovvero sacrificabili sull'altare della cedola secca per l'azionista di maggioranza dell ENI.
Che sia questa la spiegazione piu' semplice?
Ovviamente non e' detto che sia anche quella giusta ma, seguendo il principio del "rasoio di Occam" le soluzioni piu' semplici sono sempre quelle che vanno indagate ed approfondite per prime.
*ingegnere ambientale ed esperto di problemi energetici
petrolio.blogosfere.it/2006/02/energia_italia__2.html




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