IMMIGRAZIONE
Irregolari, rischio sanatoria
Positivo il voto nei Comuni
di SERGIO ROMANO
Il giudizio sulla legge Bossi-Fini mi è parso troppo sprezzante e negativo. La nuova legge, se verrà adottata, dovrà tener conto di molti fattori: i limiti del bilancio, la burocrazia, l’ordine pubblico, i sentimenti della pubblica opinione, la collaborazione dei Paesi mediterranei, la struttura semifederale dello Stato, la necessità di attendere che certe norme, come il diritto d’asilo, vengano definite nelle sedi europee. E sarà, probabilmente, meno aperta e liberale di quanto non appaia dalla lettura di un testo traboccante di retorica della buona volontà. Ma vi sono nel programma almeno due novità importanti. La prima è il desiderio di regolare il diritto di voto degli immigrati nelle elezioni amministrative. La seconda è la promessa di nuove regole, più chiare e automatiche, per la concessione della cittadinanza agli immigrati. È ora che l’Italia metta fine al regime della lentezza e della discrezionalità a cui i nuovi arrivati hanno dovuto sottostare in questi anni. L’immigrazione compare anche nel capitolo sul lavoro nero, dove si legge che occorre «garantire il permesso di soggiorno a ogni immigrato che denuncia la propria condizione di lavoro irregolare». È un invito alla delazione o una sorta di sanatoria permanente?
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