Berlusconi, gelo degli alleati sul nuovo contratto Stop di An, Udc e Lega al programma preparato dal Cavaliere in 8 punti: deve essere concordato
ROMA - «È l’effetto del proporzionale» aveva spiegato Silvio Berlusconi a Matrix . Per dire che è normale, con il nuovo sistema elettorale, che ci sia concorrenza nella Casa delle Libertà. E gli alleati, a distanza di tre giorni, lo hanno preso alla lettera: se il Cavaliere vuole presentare un nuovo «contratto» agli italiani bisogna prima discuterlo insieme. Come dire: questa volta non ci sei solo te, ma c’è anche Casini e Fini. E c’è la Lega. Le proposte del premier, che sarebbero riassunte in 8 punti, vengono sostanzialmente confermate dagli stati generali di Forza Italia. Ma è il programma di Berlusconi o di tutta la coalizione? Risponde il coordinatore nazionale del partito Sandro Bondi: «Questi punti possono considerarsi, di fatto, già vagliati dagli alleati. Non sono altro che gli sviluppi naturali dell’attività del governo». Pier Ferdinando Casini trova necessario il programma: «Anche noi, come il centrosinistra, dovremo presentarlo». Ma dovrà essere di tutta la coalizione. Per esempio, dovrà contenere il «buono casa» (detrazione del 30% sulle tasse che si pagano per l’affitto) e il «quoziente familiare» (sgravi fiscali per le famiglie numerose). Un altro udiccino come Bruno Tabacci è decisamente combattivo: «Berlusconi non può dare nulla per scontato. Occorrerà decidere insieme, altrimenti questa volta il contratto con gli italiani finirà per firmarselo da solo».
Ma a lanciare avvertimenti è anche, da Alleanza nazionale, Ignazio La Russa: «Noi puntiamo molto su famiglia e sicurezza. Occorre una sintesi dei programmi, poi sarà indifferente che vada in televisione Berlusconi, Fini o Casini». E la Lega? Il presidente dei senatori del Carroccio, Francesco Moro spiega: «Per noi è prioritario il federalismo fiscale». Ancora più freddo il ministro delle Riforme Roberto Calderoli: «Una cosa sono i contratti di Berlusconi, un’altra il programma di tutta la Cdl. Sui contenuti occorrerà discutere. Noi, per esempio, siamo contrari al voto agli immigrati».




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