Più arrivano informazioni sulle cosiddette "Liste civiche per l' Unione", meno esse mi convincono. Questa cosa si è ormai dilatata coinvolgendo Lombardia, Veneto, Friuli, Puglia, Calabria, Lazio, Sicilia... e rischia di creare forti tensioni e grossi problemi.
Illy farà la sua a Trieste con il consenso di Prodi.
Ma a quanto se ne sa, anche in Lombardia il prodiano Gregorio Gitti, Gad Lerner, Filippo Andreatta e l' ex-candidato governatore Sarfatti vogliono varare la loro "Lista per il Partito Democratico" al Senato.
Nel Lazio e in Puglia invece si muove la "Lista Nazionale Cittadini per il Presidente" guidata da Roberto Alagna (ex Lista Marrazzo alla Regione) e Alfonso Pisicchio, che punta a presentarsi addirittura in tutta Italia sia alla Camera sia al Senato.
Tutti questi si riuniscono oggi a Roma per fare il punto della situazione e, a quanto pare, non escludono nessuna ipotesi, neanche quella di correre da soli fuori dall' Unione, se quest' ultima rifiuterà l' apparentamento!
Intanto in Sicilia Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando hanno dato vita ad una "Lista per le Primarie"...
Il quadro è veramente inquietante, nel senso che- non essendoci divergenze sui contenuti del programma di Prodi- tutta 'sta proliferazione di liste vien giustificata accampando il fatto che esse sarebbero determinanti per la vittoria del centrosinistra, attirando i voti dei moderati del centrodestra o gli indecisi. Ma c'è chi sostiene che con il quadro ormai delineato della campagna elettorale, queste liste andrebbero a pescare nello stesso bacino elettorale di DS e Margherita, creando ulteriore confusione.
Qualcuno, del resto, non nasconde l' intenzione che tali liste possano costituire l' ariete mediante il quale saranno sfondate le mura del vecchio castello partitocratico del centrosinistra, per arrivare in tempi brevi alla formazione del nuovo Partito Democratico ed alla sostituzione dei gruppi dirigenti diessini e margheriti con un finora non meglio identificato gruppo dirigente proveniente dalla società civile . Un' ipotesi che a me sembra velleitaria, perchè non tiene conto della storia di quei partiti, e mi stupisce che chi si dice animato da spirito unitario crei simili divisioni per arrivare al ricambio dei gruppi dirigenti. Credo che ci siano anche personaggi in cerca di visibilità. C'è il pericolo che queste liste ottengano quindi l' effetto contrario a quello che ufficialmente si propongono, creando un' emorragia di voti in una situazione tutt' altro che tranquilla.
Perciò più ci penso, più ritengo che la Direzione regionale della Lombardia abbia preso la decisione giusta nel deliberare la partecipazione dell' MRE con una sua lista e con suoi candidati al Senato nell' ambito dell' Unione.




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