certo che 1400 persone in piazza, in una piccola città come Ancona, non sono poche. nelle Regioni Rosse, i compagni, ci credono ancora.
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Folla al Passetto, in 1400 per ricordare
Il presidente dell’Anpi: “Costituzione sotto attacco, motivo in più per festeggiare il 25 aprile”

Ancona Mai 25 aprile in città è stato più affollato. Oltre mille persone - 1300, 1400 conta Eugenio Duca, col polso del sindacalista con tanti cortei in carriera, a guardare le teste assiepate al Passetto e poi scendere lungo il Viale. Tanti candidati a sindaco, rappresentanti delle istituzioni, ma soprattutto gente comune. Erano diversi anni che la cerimonia del 25 aprile non attirava così tanto pubblico e personalità.

Il perché si può forse dedurre dalla parole pronunciate in piazza Roma dal presidente regionale dell’Anpi, Nazareno Re, al termine della manifestazione: “Oggi c’è un motivo in più per festeggiare il 25 aprile. In questo periodo stiamo assistendo a un attacco quotidiano alla Costituzione. Una carta costruita per difenderci dal ritorno dell’autoritarismo e che per questo non può essere violata in nome della governabilità. Essa è frutto di una drammatica guerra di liberazione e questo non va dimenticato, mentre nella lettera del Ministro della difesa non ho mai udito le parole resistenza e partigiano. Ogni tentativo di distorcere la storia mescolando partigiani e repubblichini va respinto, come pure l’indifferenza”.

La cerimonia ha avuto inizio intorno alle 10, al monumento ai caduti del Passetto, con la deposizione, dopo l’ingresso del prefetto Giovanni D’Onofrio e dell’ammiraglio Mario Fumagalli, di sei corone d’alloro benedette dal cappellano militare don Salvatore Brunetti, che ha recitato la preghiera per i caduti.

Alla celebrazione hanno partecipato pure il commissario prefettizio di Ancona, Carlo Iappelli, l’assessore provinciale Eliana Maiolini e il presidente del consiglio regionale Raffaele Bucciarelli. Sul palco d’onore erano inoltre presenti, insieme ad altre autorità, i locali comandanti delle forze dell’ordine e il presidente dell’Unione delle comunità islamiche Mohammed Dachan. Tra la folla, in mezzo ai tanti anziani delle associazioni dei combattenti e a diversi ragazzi, alcuni dei quali sventolavano bandiere dei vari partiti aderenti al centrosinistra, si potevano invece scorgere alcuni membri della giunta comunale uscente: l’ex primo cittadino Fabio Sturani, ma anche gli ex assessori Benadduci, Borgognoni, Brisighelli e Fontana. Intorno alle 10,40 è partito il corteo, che ha percorso tutto il viale della Vittoria, piazza Cavour e corso Garibaldi, fino a sfociare in piazza Roma, dove era stato allestito un palco su cui sono saliti, oltre al presidente dell’Anpi e al commissario Iappelli, anche l’onorevole David Favia, la senatrice Marina Magistrelli e gli assessori regionali Stefania Benatti e Lidio Rocchi. Iappelli ha voluto ringraziare “chi con il proprio sacrificio ha gettato il seme della democrazia”.

MICHELE ROCCHETTI