
Originariamente Scritto da
gatto76
Seguendo questo forum si era giunti alla conclusione che per il Senato le possibilità di vittoria del cdx sarebbero quasi nulle. Qui (dati swg e analisi attribuita allo staff di Prodi) si dice l'esatto contrario.
Ragazzi... siamo proprio sicuri vero delle analisi sulle distribuzioni dei seggi fatte nei giorni scorsi?
Riporto l'articolo di Affari italiani (mi scuso nel caso fosse già stato postato)
Retroscena/ Scatta l'allarme tra i prodiani: l'ipotesi pareggio ora è reale
E' allarme nel quartier generale di Romano Prodi. Secondo quanto Affari ha appreso da uno dei più stretti collaboratori del Professore, gli ultimi sondaggi segreti mostrano un recupero della Casa delle Libertà in alcune regioni in bilico e considerate chiave per il Senato. Il problema non è infatti la Camera, dove stando anche agli ultimissimi dati dell'Swg l'Unione conserva un vantaggio del 5,2% sul Centrodestra (pur in calo rispetto al precedente 6%), bensì Palazzo Madama, dove il premio di maggioranza sarà su base regionale.
Nell'entourage di Prodi il timore è quello del pareggio. Lombardia, Veneto, Sicilia e Friuli, salvo improbabili colpi di scena, dovrebbero essere conquistate dalla CdL. Certo, non bastano a Berlusconi per avere la maggioranza al Senato, ma sono comunque un bel pacchetto di seggi sul quale contare. A questi potrebbero poi aggiungersene altri delle regioni attualmente in bilico. Pare infatti che nelle ultime settimane la Puglia e il Lazio, che prima sembravano sicure per il Centrosinistra, siano tornate incerte, con un testa a testa all'ultimo voto. Senza contare che anche in Piemonte il distacco a favore dell'Unione sarebbe calato dal 4 al 2% circa.
Stando ai calcoli effettuati dagli uomini del Professore, alla CdL basterebbe conquistare due di queste regioni (Puglia, Lazio o Piemonte) per determinare un bel pareggio a Palazzo Madama. E se arrivasse anche la terza la maggioranza al Senato sarebbe a favore del Centrodestra.
A quel punto per Prodi sarebbero davvero guai. E' vero che tutti hanno escluso la Grande Coalizione, da Fassino a Casini, ma un conto è dirlo a due mesi dal voto e un conto è svegliarsi l'11 aprile con una bella ingovernabilità. E' chiaro che se veramente si tentasse la strada tedesca difficilmente il Professore potrebbe tornare a Palazzo Chigi. Ma anche in caso di ritorno alle urne, sia i Ds sia la Margherita proverebbero altre strade. Ai Dl non dispiacerebbe una riproposizione di Rutelli, mentre la Quercia vorrebbe schierare Fassino. Certamente non Prodi, che comunque sarebbe stato sconfitto. In almeno una delle due Camere...