CORRIERE DELLA SERA
>> sabato, 11 febbraio 2006
>> «Israele, Stato artificiale» Bertinotti contro
>> Ferrando
>> Il leader al trotzkista: inaccettabile,
>> candidatura in forse
>> RIFONDAZIONE / L' esponente della minoranza:
>> le mie idee rimangono
>>
>> di Livia Michilli
>>
>> ROMA - All'inizio non se ne accorge nessuno, la
>> direzione di Rifondazione è impegnata a discutere
>> del programma dell'Unione. Poi la copia di Libero
>> comincia a passare di mano in mano e arriva in
>> quelle di Fausto Bertinotti, che non riesce a
>> credere ai suoi occhi. Pagina cinque, titolo:
>> «Nell'Unione c'è chi vuole cancellare Israele», e
>> quel "chi" è seduto proprio davanti a lui.
>> Si tratta di Marco Ferrando, trotzkista, uno dei
>> leader della minoranza interna, candidato al Senato.
>> Il quotidiano riporta alcuni stralci tratti dal suo
>> libro "L'altra Rifondazione": «La verità è che la
>> teoria "due popoli, due Stati" si è rivelata
>> totalmente falsa». E ancora: «Semplicemente lo Stato
>> di Israele non è l'espressione dei diritti nazionali
>> ebraici. E' una creatura storica artificiale».
>> Proprio l'opposto di quanto sostiene il segretario,
>> che infatti più legge più gli monta la rabbia. Così,
>> quando la riunione si scioglie, tra i due scoppia un
>> durissimo battibecco. O meglio un monologo, perché
>> Bertinotti è un fiume in piena.
>> L'IRA DEL SEGRETARIO «E' inammissibile che un nostro
>> candidato esprima una simile posizione, che è
>> assolutamente in-com-pa-ti-bi-le con l'appartenenza
>> a questo partito. Se è così, rimettiamo tutto in
>> discussione». Dove tutto sta per la candidatura come
>> capolista in Abruzzo. «La nostra linea è "due
>> popoli, due Stati" - ribadisce - . Bisogna sostenere
>> il diritto di entrambi, israeliani e palestinesi, ad
>> avere una terra, perché solo così si costruirà una
>> pacifica convivenza». Ferrando prova a spiegarsi, ma
>> il segretario del Prc è furibondo: «Capiscimi bene,
>> Marco: non ammetto deroghe! Siamo sempre stati un
>> partito plurale, ma ci sono confini invalicabili e
>> questo è uno di quelli» grida tra le facce attonite
>> degli altri dirigenti.
>> Bertinotti vuol chiudere immediatamente la faccenda
>> per non lasciare spazio a pericolosi equivoci. Così,
>> dopo un paio d'ore, Ferrando stende un comunicato:
>> «La mia posizione attorno alla questione palestinese
>> non contraddice ovviamente la piena presa d'atto
>> della posizione maggioritaria del mio partito
>> sull'argomento, nella sua attuale collocazione».
>> LA PRECISAZIONE Nella nota la frase "due popoli, due
>> Stati" non compare, ma si sottolinea che arabi ed
>> ebrei devono «convivere pacificamente» e si
>> ribadisce il giudizio negativo verso l'integralismo
>> islamico e Hamas. «Accetto la posizione del partito
>> - spiega poi - ma le mie convinzioni rimangono».
>> Precisa che il libro in questione è vecchio di tre
>> anni e che le frasi riportate «sono esatte ma
>> estrapolate da un ragionamento: l'equiparazione tra
>> popolo palestinese e Stato di Israele è storicamente
>> insostenibile, perché quest'ultimo è nato da un atto
>> di esproprio. Sono favorevole a uno Stato
>> arabo-palestinese con il diritto di
>> autodeterminazione della minoranza ebraica».
>> Ferrando cerca di minimizzare lo scontro col
>> segretario: «Ma quale incidente diplomatico, abbiamo
>> solo discusso! I nostri rapporti restano sereni e
>> rispettosi». Certo, le parole pubblicate da Libero
>> hanno lasciato i colleghi di partito tanto
>> arrabbiati quanto basiti: «Sapevamo che sul
>> Medioriente aveva una posizione diversa, ma non gli
>> abbiamo mai sentito dire quelle cose» dicono
>> Giovanni Russo Spena, Ramon Mantovani, Rina
>> Gagliardi. «E' vero, non ne ho mai parlato - ammette
>> lui - ma solo perché ci siamo concentrati sulla
>> politica interna».
>>
>> BREVE COMMENTO DEL CORRIERE DELLA SERA:
>> E' davvero sgradevole, anzi inaccettabile, che Marco
>> Ferrando, un esponente della minoranza di
>> Rifondazione comunista che si rifà alla dottrina
>> troskista, affermi che «semplicemente lo Stato di
>> Israele non è l'espressione dei diritti nazionali
>> ebraici. E' una creatura storica artificiale» visto
>> che «la verità è che la teoria "due popoli, due
>> Stati" si è rivelata totalmente falsa».
>> Non ci sono dubbi che il giudizio di Marco Ferrando
>> sia rivolto al «popolo» di Israele e allo «Stato»
>> degli ebrei e così risulta che un uomo politico
>> candidato nelle liste di Rifondazione comunista
>> consideri «illegittimo» lo Stato che esprime i
>> «diritti nazionali ebraici» e dunque nega la
>> legittimità stessa dello Stato di Israele.
>> Va dunque apprezzata la reazione indignata del
>> segretario Bertinotti alle parole di Ferrando. Un
>> primo passo per affermare la necessità che nel
>> Parlamento italiano non circolino espressioni che
>> assomigliano a quelle dei teorici di Hamas.




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