NON SARAI MAI PIU' TE STESSO - LE GUERRE PSICHICHE DELLA CIA.
«Il mondo come un laboratorio, esperimenti con topi, labirinti e uomini»: così si intitola il libro dell'antropologa Rebecca Lemov arrivato nelle librerie d'America ovvero un atto d'accusa contro la comunità scientifica nazionale che collaborò nella seconda metà del Novecento con l'intelligence americana nello sviluppo di forme di raffinate tortura sugli esseri umani.
Per la Lemov tutto inizia nel 1949 allorché il cardinale ungherese Joszef Mindszenty si presenta di fronte alle teleca mere confessando di aver coni messo crimini tremendi contro la Chiesa ed il regime comunista. Dietro le incredibili ammissioni di uno degli eroi magiari della Seconda Guerra Mondiale ci sono 39 giorni di privazione del sonno e umiliazioni subite da parte della polizia di Budapest addestrata dai sovietici ma la Cia non si accontenta della spiegazione, va oltre e teorizza in un memorandum top secret che se i comunisti sono riusciti a controllare il cardinale «grazie ad una forza sconosciuta» anche gli Stati Unìtì devono possedere questa arma.
Nei mesi seguenti 1'intelligence inizia così il programma «Modi di controllo del comportamento umano» che le consente di affinare nell'arco di oltre dieci anni l'uso di «materiale chimico e biologico capace di produrre cambiamenti nel comportamento e nella psicolo
gia umane». Fra i primi ad esservi sottoposti sono alcuni soldati americani che nel 1953, al ritorno dalla prigionia in Nord Corea, appaiono completamente privati delle loro emozioni e dunque hanno bisogno di essere «riattivati». A farlo è il medico della Cornell University Harold George Wolff che, con il sostegno della Cia, sviluppa la teoria che un'emicrania nasce dalla «diarmonia fra una persona e 1'ambiente in cui si trova».
E' sulla base di questi esperimenti condotti negli anni Cinquanta che nel 1963, secondo l'antropologa, nasce negli Stati Uniti la «tortura soft», versione contemporanea delle pratiche medioevali. Il libro racconta nei dettagli come questo obiettivo viene raggiunto grazie alla cooperazione fra scienzìatì e ìntellìgence. Nel tentativo di riprodurre 1'«effetto-Mindszenty» la Cia crea appositi team per condurre gli interrogatori formati da uno psichiatra, un esperto nel rilevamento di bugie ed uno specialista di ipnosi ai quali viene affidata la somministrazione di sostanze depressive e stimolanti.
Nel luglio del 1950 quattro sospette spie catturate in Giappone e 25 prigionieri di guerra nordcoreani vengono sottoposti a tali trattamenti dando risultati che vengono classificati nei rapporti come “positivi”. Nello stesso periodo la CIA inaugura la psicochirurgia nello studio di un medico di Washington un uomo lobotomìzzato contro volontà durante un interrogatorio ed il suo nome viene cancellato da ogni rapporto. Si tratta di «black techniques” tecniche nere come definite in gergo, che il Direttorato di scienza e Tecnologia” della CIA adopera in prigioni ed ospedali come quello della MC Gill University, dove lo psichiatra canadese di fama mondiale Ewen Cameron diventa il pioniere della ”psychic driving” ovvero un metodo che “elimina i problemi della psiche per ricostruirla”. Come ha scritto David Brooks sulla «Book Review» del «New York Times» tale metodo «nel linguaggio odierno può essere definito il reset del cervello» come avviene con i computer per riavviarli. Il metodo che adopera Cameron per ottenere tale esito, secondo quanto lui stesso spiega in un articolo pubblicato nel 1956 sull'«American Journal of Psychiatry», è di esporre un paziente alla martellante ripetizione - fino a 250 mila volte - con microfoni e sensori di una frase shock come «Tu hai ucciso tua madre» al fine di penetrare il cervello, causando uno stress che viene accelerato dalla somministrazione di farmaci al fine di portare alla «cessazione totale dell'espressività» per poi procedere a «curare» e «ricostruire», inserendo nella mente divenuta tabula rasa nuovi contenuti.
I documenti citati dalla Lemov attestano che Cameron riesce nell'intento ed i «pazienti» di cui si occupa finiscono per «camminare, parlare ed agire differentemente», al punto da rendere «le mogli più docili e le figlie meno esuberanti». La Cia fa proprie queste tecniche nel manuale sugli interrogatori del 1963, che apre la strada a operazioni come il «Mk-Ultra» che prevede l'uso di prostitute per attirare in una casa di San Francisco ignari uomini a cui vengono somministrati drink con sostanze psicoreattive per farli balbettare o piangere a tempo record. Fughe di notizie e denunce obbligano la Cia a fare marcia indietro a metà degli anni Sessanta, rinunciando alle «black techniques» e nel 1977 è il Congresso a condurre un'inchiesta per accertare le responsabilità di quanto avvenuto. Fatti che ora la Lemov vuole riproporre al grande pubblico nel momento in cui l'America si interroga sulle pratiche di interrogatorio adoperate dall' intelligence nella lotta contro il terrorismo iniziata dopo 1' 11 settembre.
di Maurizio Molinari
La Stampa, domenica 12 febbraio. Pag.12




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