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  1. #1
    ehmal. K.u.K. Kanzler
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    Predefinito XXX della Repubblica del Sahara

    Forse perche' non hanno il petrolio ma qualche fosfato, o forse perche' difendono la loro identita' non ne parla nessuno.

    Il popolo del Sahara vive oppresso dall'occupazione del Marocco, il cui governo pensa ad incrmentare il patrimonio all'estero del re (valutato 8 miliardi di euro) piuttosto che sistemare le cose in casa loro ed evitare di mandarci qui i loro scarti sociali

    LA STORIA
    1884 Il trattato di Berlino sancisce i confini del Sahara Occidentale, colonia spagnola abitata dal popolo saharawi, rispetto a Marocco e Mauritania, colonie francesi.
    1973 Viene fondato il Fronte Polisario (Fronte di Liberazione di Saghia-el-Hamra e Rio de Oro), il cui manifesto и quello di combattere fino all’indipendenza del popolo saharawi e al riconoscimento della sua sovranitа sulla propria terra.

    1974 Nell’accordo di Rabat, il Marocco e la Mauritania decidono di dividersi il territorio e le ingenti risorse naturali del Sahara Occidentale.

    1975 La commissione inviata dall’ONU riconosce il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione.

    1975 La Spagna cede definitivamente il territorio del Sahara Occidentale a Marocco e Mauritania. Questi invadono il territorio saharawi contrastati dalla resistenza del Fronte Polisario; una parte della popolazione civile, per sfuggire al genocidio, si rifugia nel deserto algerino, in prossimitа di Tindouf; il Marocco tenta di mascherare l’invasione tramite la Marcia Verde, insediamento di coloni marocchini nel territorio del Sahara Occidentale.

    1976 L’ONU condanna l’accaduto, ma senza alcun intervento concreto.



    1976 Viene proclamata la RASD (Repubblica Araba Saharawi Democratica) sul territorio dell’ex Sahara Occidentale. Sarа riconosciuta da 74 Paesi.

    1978 La Mauritania, a seguito di un golpe militare, rinunzia al conflitto e il nuovo governo ratifica (1979) un accordo di pace con il Fronte Polisario; il Marocco raddoppia quindi il proprio sforzo bellico e invade anche la parte meridionale del Sahara Occidentale. 1978 La Spagna riconosce il Fronte Polisario.

    1979 Il re del Marocco firma la Carta per i Diritti dell’Uomo

    1982 La RASD и ammessa quale 51° stato membro dell’OUA (Organizzazione dell’Unitа Africana) e il Marocco, per protesta, se ne dissocia.

    1985 Il Marocco si dichiara disponibile ad affrontare il referendum, confidando sul fatto che ormai la popolazione presente nei territori rivendicati и costituita in buona parte da coloni marocchini; и quasi ultimata la costruzione di un muro lungo 2700 km, realizzata dal Marocco a difesa dei territori occupati.

    1988 Risoluzione ONU 621/88 e seguenti: viene istituita la MINURSO (MIssione delle Nazioni Unite per il Referendum del Sahara Occidentale) e stabilito un piano di pace.

    1989 Il Parlamento Europeo adotta una risoluzione a favore dell’autodeterminazione e dell’indipendenza del popolo saharawi.

    1991 Il 28 giugno Marocco e Fronte Polisario accettano la tregua fissata per il 6 settembre 1991 e fissano il referendum per il gennaio 1992 da eseguirsi secondo le liste del censimento spagnolo del 1974.

    1991 Il 4 ottobre il Marocco organizza una seconda Marcia Verde alla quale prendono parte 155.000 coloni marocchini, portando a 7 a 1 il rapporto fra marocchini e saharawi.

    1992 Il 15 gennaio il Parlamento Europeo nega la concessione di nuovi aiuti al Marocco fin quando non adempirа alle risoluzioni dell’ONU.

    1996 Il referendum continua ad essere rinviato. Fatta eccezione per alcune violazioni da parte marocchina, la tregua e' stata rispettata, ma i continui ostruzionismi delle autorita' di Rabat rendono impossibile l'applicazione del piano di pace. In particolare una lista elettorale aggiuntiva includendovi i coloni marocchini insediati nel Sahara Occidentale. La MINURSO non e' in grado di svolgere la sua missione nel Sahara Occidentale perche' palesemente osteggiata dale truppe marocchine e perche' non sufficientemente sostenuta politicamente e logisticamente dalla stessa ONU. Subentra il rischio di un ritorno alla armi.

    1997 Il 25 Aprile James Baker, inviato speciale del Segretario Generale dell'ONU Kofi Annan, visita gli accampamenti saharawi nell'ambito di un giro di consultazioni con il Fronte Poli sario ed il governo del Marocco. E' il segnale di un cambiamento degli interessi internazionali sulla questione saharawi. Grazie alla mediazione di Baker, infatti a seguito di una serie di colloqui svoltisi fino all'autunno, il piano di pace viene riattivato e viene stabilito un calendario fino alla presunta data del 7 dicembre 1998 per la celebrazione del referendum.

  2. #2
    ehmal. K.u.K. Kanzler
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    Qualcuno sa come si sta evolvendo la situazione e che ruolo hanno gli usa e le plutocrazie demogiudaiche nel negare i diritti di questo popolo?

  3. #3
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    C'ERA UN ARTICOLO SU LEMONDE DIPLOMATIQUE CREDO DI DICEMBRE GENNAIO

    lo cerco e posto qlc.

  4. #4
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    Cosa molto strana, ma tragica per il popolo Saharawi. La fine della settimana scorsa c'è stata una alluvione nel Sahara ex Spagnolo e nell'Algeria occidentale, dove sono i campi profughi dei Sahrawi.

    Le case costruite in fango e mattoni si sono dissolte con le precipitazioni e il vento. E' in corso un'emergenza sanitaria.

  5. #5
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    http://www.peacereporter.net/dettagl...c=0&idart=4677

    Sahara Occidentale - 13.2.2006
    Diluvio sui profughi
    Piogge torrenziali aggravano la situazione nei campi dei rifugiati saharawi





    “Chiediamo l’aiuto di tutta la comunità internazionale, da soli non possiamo farcela. Abbiamo bisogno di tutto: coperte, medicinali, tende da campo e generi alimentari. Superata l’emergenza, dovremo lavorare per ricostruire quello che è stato distrutto”. Al telefono Omar Mih, il rappresentante della Rasd (Repubblica Araba Saharawi Democratica) in Italia, illustra con dignità una situazione drammatica.

    Piove sul bagnato. Il signor Mih rappresenta il popolo saharawi che attende la liberazione del Sahara Occidentale occupato, a metà degli anni Settanta, dal Marocco. Da allora, tutti i profughi saharawi in fuga dai bombardamenti dell’aviazione marocchina sono fuggiti e vivono in 5 grandi campi profughi nei dintorni di Tindouf, nell’Algeria orientale. Le condizioni di vita, in mezzo al deserto del Sahara, sono molto dure, ma una vera e propria catastrofe è arrivata a complicare la vita dei saharawi. “Era dal 1994 che non vedevamo una cosa del genere”, racconta Mih, “ha cominciato a piovere giovedì scorso all’alba e non ha più smesso fino a sabato notte. Le strutture dei campi profughi non hanno nessuna possibilità di resistere alla forza di una massa d’acqua del genere. In poche ore, la metà delle strutture scolastiche, mediche e amministrative dei campi è andata distrutta”. Oltre ai danni alle scarse infrastrutture, il problema più urgente è quello degli sfollati. “Sono 12mila le famiglie che hanno perso tutto: le tende sono state spazzate via, con tutto quello che contenevano. Non abbiamo nulla per offrire un riparo a questa gente”, racconta il portavoce della Rasd in Italia, “tutte le nostre costruzioni sono fatte di mattoni e sabbia. Potete immaginare l’effetto cha ha avuto su queste il diluvio che ci ha colpito. Adesso che il sole è tornato, si stanno solidificando dei veri e propri fiumi di fango e la situazione è disperata”. Anche perché, come accade sempre in casi del genere, e in particolare in un campo profughi, si è subito presentato il rischio di epidemie. “Abbiamo il terrore che si diffonda la malaria”, spiega Mih, “non abbiamo farmaci e non sappiamo come affrontare l’emergenza dei virus: ci sono già i primi casi di dissenteria e temiamo che la situazione possa degenerare, anche perché non abbiamo i mezzi per affrontare tutto questo”.

    L’appello. Da trenta anni i saharawi vivono in condizioni inumane. La zona dell’Algeria dove hanno trovato rifugio è priva di qualsiasi risorsa e non possono sviluppare nessuna forma di attività per autosostenersi. Vivono della solidarietà della comunità internazionale, che però ha sempre preferito gli aiuti umanitari a un serio impegno per risolvere la situazione. La Rasd, e il Fronte Polisario che ne rappresenta il braccio militare, hanno sospeso gli attacchi contro il Marocco, preferendo il dialogo per la soluzione della controversia che vede la monarchia di Rabat occupare illegalmente una parte del Sahara Occidentale. La zona occupata è divisa da quella che il Fronte Polisario ha liberato da un muro di sabbia. Da più di dieci anni si attende il referendum promesso dalle Nazioni Unite per l’autodeterminazione del popolo saharawi, ma il Marocco è sempre riuscito a boicottare qualunque passo avanti politico. Così migliaia di persone, scacciate dalle loro case, vivono nel deserto, in condizioni sanitarie e ambientali estreme. La scarsità d’acqua è il problema principale e l’inondazione dei giorni scorsi sembra quasi uno scherzo beffardo del destino. “Lanciamo un appello alla comunità internazionale”, conclude Mih, “aiutateci in qualunque modo. Abbiamo bisogno di tutto. Per ora si è mosso solo il governo algerino, che ci ha inviato aiuti e un ospedale da campo. Attendiamo un segnale a breve dalla Spagna e speriamo in un aiuto dell’Italia, alla quale ci siamo rivolti immediatamente”. Dopo le precipitazioni furiose degli ultimi giorni i saharawi, oltre a essere profughi di guerra, sono anche sfollati a causa di una calamità naturale. Ma non è per nulla naturale costringere migliaia di persone a vivere nel deserto per trenta anni. Con gli aiuti della comunità internazionale.

  6. #6
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    Lo scenario del dopo alluvione

    http://www.saharawi.org/documenti/pioggia.htm

  7. #7
    ehmal. K.u.K. Kanzler
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    Grazie.
    Il Marocco non ha intenzione di riconscere i diritti del popolo saharui, un popolo antichissimo e nobilissimo.
    Forse bisogna aspettare che crolla il regime di quel ladrone di Mohammed VI.


    The king of Morocco, Mohamed, has declared last week, during his first official visit to the United States, that the Polisario Front (Frente Popular para la Liberación de Saguia el-Hamra y de Río de Oro) is only " a creation of Algeria ", throwing again the issue of the West Sahara on another level of debate. Getting strong pressures of France and US for an autonomy of the West Sahara inside of the reign of Morocco, Rabat wants to finish the event definitively, dealing directly with Algeria and not with Polisario Front. In fact, Algeria which has always supported the Polisario Front also in military part, keeps a determining influence on the event, also benefiting officially equal to the Mauritania, only the observer role. Algerian government begins to consider reasonable that the solution of the controversy can pass for direct negotiations between Algeria and Morocco, even in absence of the Polisario Front. The resolution 1301 of the UN Security Council of May 31, ’00 asks Morocco and the Polisario Front “to supply precise and concrete proposals” to resolve the numerous problems relative to the implementation of the agreements for a referendum which would decide on the sovereignty of West Sahara ".


    Kofi Annan has affirmed that recent consultations turns in London on last May 14, have brought " a frank but inconclusive exchange of points of view ". The UN General Secretary, thinking that keeping the parts on positions somewhat divergent delays the referendum continuously, has suggested them to consider " other ways " for the conflict solution. However the Security Council, contrary to the proposal of Annan, has reaffirmed the legitimacy to support the already existing agreements. Anyway, quality of Special Envoy of the UN General Secretary, will be up to the former Secretary of American State, James Baker, the task of survey a possible ' third way', to put the end to the sovereignty dispute. On the 28th and the 29th of June, Bakers will try to convince Morocco and the Polisario Front to agree on other solutions than the referendum way, different from what has been established in the Huston agreements of 1997. The Polisario Front leader and the president of Rasd (Arabic Republic of democratic sahrawi), Mohammed Abdelaziz, has denounced that so-called ' the third solution' is a international conspiracy against the legitimate right of self-determination of the Sahrawi people.

    Lately the Rasd becomes more and more isolated also from part of those countries, about 80, that have been recognizing them in the fight for independence from Morocco. In fact, last week Mexico and India, representatives of the non-allied countries, have revoked their recognition of Rasd. However, Rasd maintains its seat in OUA (Organization for African Unity). After the news of the extension until July 31, 2000 of the mandate of the Minurso (Mission of the United Nations for the referendum in the West Sahara), whose task is the identification of vote right for the self-determining referendum. Some days ago 8 American senators including Edward M. Kennedy consulted the President Clinton so that US, while, supporting the celebration of a free, right and democratic referendum in July this year, dissuade the Polisario Front and Morocco from a very possible explosion of hostility, in way to get a long lasting political stability of the area. More than 25 years, 180,000 sahrawi, are forced to live in extremely precarious conditions in the refugee camps of the Hammada desert near Tindouf, an Algerian military fort along the border with Morocco, and waiting for the return to the homeland.

  8. #8
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    La condizione di questo popolo è segnata dai fondamentalisti Islamici e dai nazionalisti fautori della nazione Araba.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da tigermen
    La condizione di questo popolo è segnata dai fondamentalisti Islamici e dai nazionalisti fautori della nazione Araba.
    e te pareva...

    "La condizione di questo popolo è segnata " dalla volonta' e oppressione trentennale del marocco cioe' il piu' " moderato" " occidentalizzato" e " amerikano" dei paesi islamici ....

    e ribadisco questo a rimarcare che come agit-prop non hai nulla da invidiare in pervicacia insensibilita' e falsita' ideologica ai migliori campioni della storia komunista..
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da larth
    e te pareva...

    "La condizione di questo popolo è segnata " dalla volonta' e oppressione trentennale del marocco cioe' il piu' " moderato" " occidentalizzato" e " amerikano" dei paesi islamici ....

    e ribadisco questo a rimarcare che come agit-prop non hai nulla da invidiare in pervicacia insensibilita' e falsita' ideologica ai migliori campioni della storia komunista..
    E quale sarebbe la falsità ideologica; i Nazionalisti Arabi non accettano che si costiutuisca uno stato che non abbia l'arabismo nella sua costituizione; infatti come non sapete voi ignorantelli per metà il popolo Saharawi è non Arabo ma Berbero; la stessa cosa riguardo alla condizione del popolo Saharawi succede negli altri paesi del Maghreb in particolare l'algeria dove i Berberi sono oggetto di una campagna di odio discriminazione e terrorismo da parte delll'integrssomo fondamentalista Arabo-Musulmano, questa caro mio è la realtà; se voi volete sparlare del Giudaismo internazionale fatelo pure l'importante è che le vostre fregnaccie non invadano i forum senza che nessuno riesca a smentirle o a smontalrle proprio come sto facendo io

 

 
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