
Originariamente Scritto da
salerno69
L'estrema destra si riscopre unita: Forza Italia
Forse quando Massimo D’Alema gli ha detto chiaro che «la Cdl in una condizione di impresentabilità per il governo del paese», Gianfranco Fini si è ricordato che quei «neofascisti con cui Berlusconi sta trattando a Palazzo Grazioli» sono gli stessi con cui lui combatte da una vita. Quelli che Giorgio Almirante e il suo delfino sembravano considerare «impresentabili» perfino per un Movimento Sociale Italiano impegnato nella costruzione di una destra conservatrice e in doppio petto al fianco della Dc. Una storia lunghissima di scissioni, scontri, accordi e dissidi.
Era il lontano 1956, del resto, quando Pino Rauti fondò Ordine Nuovo e abbandonò per la prima volta il Msi di Michelini, da lui considerato troppo moderato e conservatore. Rauti poi, fra un’accusa di eversione nera e l’altra, tornò nel partito, tanto da essere il principale rivale di Fini nella successione ad Almirante. Una lunga battaglia, conclusasi con la vittoria dell’attuale vicepremier, la nascita di Alleanza Nazionale e l’estromissione di Rauti.
Bisogna invece risalire al 1970 per datare l’abbandono del Msi da parte di
Adriano Tilgher, fondatore di Avanguardia nazionale, due volte arrestato e cinque anni in carcere per la sua attività fascista. Vicino al Msi si dichiara anche
Gaetano Saya, che però alla carriera politica preferì la costruzione di una polizia parallela e l’invenzione di dossier fasulli sul terrorismo da vendere ai servizi segreti.
Tilgher, Saya. Ma anche
Alessandra Mussolini, Rauti, e anche il suo ex delfino Romagnoli, l'intera galassia frantumata dell'estrema destra neo missina, i leader del Fronte Sociale Nazione, del Movimento Sociale Italiano, del Movimento Idea Sociale, del Movimento Sociale Fiamma Tricolore: Fini ora se li ritrova tutti come alleati nella Casa delle Libertà. Ad aprirgli le porte è il grande partito dei moderati, Forza Italia. Rauti, Romagnoli e Saya sono già dentro da un po'.
E adesso anche la Mussolini (che inizialmente ha nicchiato) conferma: l'accordo con Fi è fatto. Secondo quanto si apprende, ad Alessandra Mussolini sarebbe stata garantita una rappresentanza equivalente a tre o quattro seggi: per lei, per Roberto Fiore, Adriano Tilgher e, probabilmente, per Mauro Floriani, marito della stessa Mussolini.
E finora nessuno ha detto una parola per dire che forse, questi sì, sono alleati imbarazzanti.