
Originariamente Scritto da
liber
Dunque dopo che l'avevano fatto in precedenza SOLO Cuba ed Iran anche in Italia si iniziano ad oscurare siti web.
Questo si chiama liberalismo "all'italiana".
In Italia teoricamente a partire dal governo è tutta una casa delle libertà.
Di fatto dopo 40 anni che si parla di libero mercato e liberalizzazioni, in realtà è ancora TUTTO un monopolio di tipo feudale...
Bloccato l'accesso a 500 siti dall'Italia
da punto-informatico.it
Roma - Lo ha stabilito la Finanziaria, lo prevede un decreto del ministero dell'Economia ed ora anche il provvedimento assunto dai Monopoli di Stato: dal prossimo 24 febbraio cliccando sulla URL di uno qualsiasi di 517 siti gli utenti italiani non potranno accedervi.
La drastica decisione, quella di impedire agli utenti nostrani di agire come meglio credono in rete, si deve al fatto che per l'ordinamento italiano solo i Monopoli possono autorizzare giochi d'azzardo: poco importa se questi si svolgono all'estero se a giocare sono italiani.
Da qui dunque al blocco tout-court dei siti, quelli elencati in 11 pagine di provvedimento pubblicato dall'Azienda autonoma dei Monopoli. Da qui al 24 febbraio, dunque, gli utenti italiani che avessero delle vincite da ritirare faranno bene a provvedere, oppure dovranno dotarsi da quel giorno in poi di appositi sistemi di aggiramento del blocco.
I provider collaboreranno perché le nuove disposizioni lo impongono con estrema severità: gli ISP che alla data stabilita non avessero aggiornato i propri filtri potrebbero incorrere in multe comprese tra i 30mila e i 180mila euro.
Di interesse segnalare come, alle polemiche suscitate dalla censura dei siti stranieri, i Monopoli ribattano con una dichiarazione della Direzione Generale secondo cui, tra le altre cose, il provvedimento "non è oscurantista in quanto tende a non rendere accessibili i siti di quegli operatori che hanno deciso scientemente di oscurare – loro sì! – il sistema delle regole che ogni Paese democratico si dà e deve darsi per salvaguardare i consumatori, l'ordine pubblico ed il sistema competitivo".
Non una parola, apparentemente, sulla libertà dell'utente italiano di navigare a proprio piacimento su Internet.
http://punto-informatico.it/p.asp?i=57857&r=PI