Compagni,
Volevo porre una questione, cosicchè possa nascere un sano ragionamento inmerito al pensiero Comunitarista.
Penso sia scontato immaginare che in una società Comunitarista, non possa esservi traccia di individualismo borghese e qualunquistico tipico delle società capitaliste.
Ma quello che volevo chiedervi, anche in base al vostro pensiero ed al vostro approccio verso il Comunitarismo è: secondo voi in una società puramente Comunitarista-Socialistica, il bene assoluto del corpus comunitario è assolutamente insindacabile e non puo' essere sovrastato dal diritto indivuduale personalistico?
Mi spiego meglio. So che in alcuni ambienti della Destra Radicale, dove alcuni si professano comunitaristi, si rifanno ad esempio all'esperienza di Sparta, vaneggiano un tipo di società in cui la comunità coincida anche con il discorso di razza, per cui le leggi comunitarie devono avere diritto di precedenza sulle libertà di scelta del singolo (es: divieto dei matrimoni misti in nome della comunità etnica, applicazione dei principi eugenetici secondo i quali la comunità non puo' accettare elementi "distorti", etx..) che loro definiscono salvguardia della comunità.
Io sono comunitarista, socialista, nazionalitario, ma sono lontanissimo da queste posizioni reazionarie e fastidiose. Io credo che si, il Comunitarismo deve essere per forza l'antitesi all'individualismo, ma quello borghese, egoistico, arrivistico, che vorrebbe l'uomo-robot asservito solo alle leggi del mercato e del profitto, che cancella elementi come il fondamentale rapporto uomo-uomo e non uomo-cosa ed il solidarismo.
Saranno due visioni diverse, forse la mia è sbagliata. A voi.
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