
Originariamente Scritto da
itloox
L'harakiri dell'Unione
Non è più possibile continuare a dividersi: il programma andava fatto prima, ora non si può più tornare indietro. Mancano pochi giorni al voto e il centrodestra è in netto recupero
Famiano Crucianelli*

E’ possibile perdere le elezioni? E’ un quesito, una preoccupazione che giorno dopo giorno si ripropone insistentemente nelle file del centro sinistra. La risposta a me pare semplice. Continuo a ritenere difficile questa eventualità, però ciò che ieri sembrava impossibile oggi è nell’ordine delle cose possibili. Le ragioni sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo avuto in queste ultime settimane un’alluvione mediatica da parte di Berlusconi, mentre il centro sinistra è impegnato quotidianamente a mettere i suoi panni sporchi in vetrina. Il quadro e i pericoli sono evidenti : mentre Berlusconi prova a raschiare il fondo del barile della destra, il centro sinistra demotiva quanti sperano in un futuro diverso e si presenta sempre più inaffidabile alle zone grigie dell’elettorato. La ragione di questa difficoltà è tutta nei mesi, se non negli anni che abbiamo alle spalle. Anche se alcuni di noi tentarono di dirlo e, anche, di fare qualcosa. Siamo a poche settimane dal voto e ancora non vi è un programma, né un progetto sostanzialmente condiviso.
Le contraddizioni si stanno manifestando non su aspetti marginali, né, al di là delle apparenze, sulle dichiarazioni insensate di Ferrando o di Caruso, ma su questioni di fondo, ovvero la natura del riformismo che si vuole mettere in campo una volta al governo,
le relazioni fra la Chiesa e lo Stato e le scelte di politica internazionale. Dietro la divisione sulla T.a.v. , dietro la discussione sulle coppie di fatto e sulla scuola privata, dietro i mille distinguo sul ritiro delle nostre truppe dall’Iraq si agitano - come è evidente - questioni di fondo. Il primo errore che si è fatto è stato proprio quello di ibernare per mesi e mesi il confronto e l’elaborazione su di un programma comune. Il secondo errore è stato quello di non creare intorno al programma per il governo del paese una grande mobilitazione e partecipazione popolare. Se così fosse stato, la discussione e il confronto programmatico – può apparire paradossale – sarebbero stati più semplici e più vincolanti per tutti. Lo stesso straordinario evento delle primarie che poteva essere il laboratorio e il luogo di scelte fondamentali è avvenuto sul nulla dei contenuti e sul massimo della personalizzazione della politica.
Chi segue le iniziative di Aprile ricorderà la nostra fatica con tante altre riviste per portare contenuti e programmi nel centro sinistra. Un tentativo da parte nostra generoso, consapevole, che ha coinvolto tante riviste e associazioni, ma del tutto isolato dal cielo della politica . Una rondine senza Primavera. L’errore, però più grave, è del centro sinistra: in questi anni c'è stata l’assenza totale di una pratica politica comune, non si è mai avuta una vera opposizione unitaria a Berlusconi, neppure sull’ultima finanziaria si è potuto avere una mobilitazione comune. Solo oggi si possono vedere i danni di scelte politiche che hanno avuto al primo posto la conquista del "ponte di comando" del centro – sinistra , piuttosto che la propria unità politica e programmatica.
Questa la diagnosi del recente passato. Oggi quello che si può chiedere ai diversi protagonisti dell' Unione è un atto di responsabilità e generosità politica e di non perseverare negli errori. I tempi stringono. Rimuovere non serve. S’impone una ragionevole mediazione sui punti controversi e, per il dopo, sperare , come è avvenuto in altri momenti di "crisi di sistema" , che l’urgenza e la drammaticità dei fatti possano dare nuova forza agli uomini e alle idee.
*Presidente Aprile