Politica batte «Grande Fratello»
Silvio sull’Isola, Rutelli nel tugurio
Meglio Fini di San Valentino, meglio D’Alema della Gialappa’s. Meglio Fassino in tv della telepsicologa Maria Rita Parsi che Fassino vuole candidare per convincere chi guarda tanta tv. Meglio il ron-ron prodiano, meglio Berlusconi napoleonico-familiare-situazionista; ora va così. Lunedì in seconda serata "Matrix" col leader di An e il presidente Ds ha vinto su Mai dire Grande Fratello, su un Porta a Porta per innamorati, su tutto. Gli scontri politici ri-appassionano il pubblico italiano. Per tanti possibili motivi.
1) La nonstop televisiva di Berlusconi prima dell’inizio della par condicio non ha saturato i telespettatori. Anzi può aver contribuito a creare un mediathon: termine creato dal columnist americano Frank Rich per definire un evento mediatico monopolizzante, seguito a tappeto. Il premier ha creato l’evento; ora il pubblico vuol sapere come va a finire.
2) Molta gente usa i programmi di seconda serata come tele-scivolo verso il sonno. La telepolitica è spesso l’ideale (ok, dirlo è qualunquista; però alzi la mano chi non si è mai addormentato durante Porta a Porta, via).
3) La tv tardo-serale ha nuovi spettatori, in queste settimane, probabilmente. Persone che uscivano-leggevano-guardavano Sky-ecc.; che sono tornate alla tele generalista causa campagna elettorale. Che spostano l’Auditel (dopo un po’ si spostano loro, e dormono su programmi con chiromanti).
4) La serialità in tv può dare piacere. Le elezioni, con episodi quotidiani, sono il reality del momento. Molto più del Grande Fratello 6; i contrasti all’interno dei Poli sono meno macchinosi degli anda e rianda tra case dei nababbi e dei tapini; anche nel Gf elettorale c’è un trans, il garbato Vladimir Luxuria. Magari dopo le elezioni i personaggi elettorali rischiano - è successo al deputato londinese George Galloway, recluso del Gf - di venir corteggiati per i reality (Isola dei Famosi con Berlusconi-Al Bano che litiga con Marco Ferrando-er Mutanda? Gf con Casini fisso nella casa dei nababbi e le coppie Rutelli-Bonino e Fini-Prestigiacomo sbattute nel tugurio per vedere, per motivi diversi, cosa succede? La mente vacilla).
5) E se gli elettori italiani fossero meno stupidi di quel che la classe dirigente pensa? Se volessero sentire cosa dicono i candidati, inorridire se è il caso, tifare, gufare, capire? Se resistessero eroicamente all’effetto Lexotan di certi dibattiti perché nei tg si sentono solo poche battute a effetto (mirato, e dipende dal tg)? Se avessero voglia di votare informati, per non finire a vivere nell’Italia dei Tapini? In caso, tenerne conto per i dibattiti. Beato il Paese che non ha bisogno di telespettatori eroi, notoriamente.
Maria Laura Rodotà
15 febbraio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...5/r0d0ta.shtml




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